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Massimo Baldacci eletto Presidente nazionale di Proteo Fare Sapere

Il Congresso ha anche eletto l’Ufficio di Presidenza nazionale così composto: Doriano Bizzarri, Giovanni Carlini, Patrizia Colella, Giorgio Crescenza, Monica Fontana, Laura Villani.

04/12/2023
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Il 28 e 29 novembre 2023 si è svolto a Rimini il Congresso nazionale dell’associazione professionale Proteo Fare SapereUn’altra scuola è possibile: partecipazione, territorio, società”.

I lavori si sono conclusi con l’elezione del presidente nazionale e dell’Ufficio nazionale di presidenza.

Il professor Massimo Baldacci, a cui va il nostro sincero augurio di buon lavoro, sostituisce nell’incarico di presidente nazionale Dario Missaglia che salutiamo e vogliamo ringraziare per il lavoro svolto fin qui.

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Comunicato del Presidente nazionale Proteo Fare Sapere, Massimo Baldacci

Ringrazio sentitamente tutte le compagne e i compagni di Proteo per la fiducia che mi è stata accordata.

Voglio manifestare la mia più viva gratitudine a Dario Missaglia, presidente uscente, per la capacità e la passione con cui ha guidato la nostra Associazione in questi anni.

Intendo, inoltre, esprimere piena sintonia con le parole che Gianna Fracassi ha portato al nostro Congresso, sottolineando l’esigenza di unità per poter far fronte alle sfide del nostro tempo. Questo significa per noi l’unità di Proteo con la FLC, nella comune appartenenza alla CGIL e ai suoi valori fondativi. In particolare, guardiamo ai valori della Carta costituzionale, e la nostra prospettiva è quella di una Scuola della Costituzione.

Nei prossimi anni ci attendono battaglie politico-culturali difficili e impegnative, che richiederanno la mobilitazione di tutto il patrimonio di saperi e di pratiche di Proteo. Ma dobbiamo avere la consapevolezza che questo patrimonio è grande, e che grazie all’impegno di tutte le compagne e i compagni della nostra Associazione potremo combattere queste battaglie con la necessaria determinazione.

Massimo Baldacci
Presidente nazionale Proteo Fare Sapere

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Da Rimini, un appassionato impegno per una scuola a misura di Costituzione;
un progetto politico per rilanciare la partecipazione democratica e il movimento associativo nella scuola e nel territorio
di Dario Missaglia

Il congresso nazionale di Proteo si è concluso nella tarda mattinata del 29 novembre. Un congresso molto partecipato, forse troppo compresso nei tempi; un congresso che per problemi tecnici non ha potuto parlare a chi seguiva a distanza.  Spiace per questa mancanza, spiace soprattutto che non sia stato possibile far percepire la tensione ideale ed emotiva che ha coinvolto le oltre 150 persone giunte da ogni parte d’Italia.

Vorrei ringraziare delegati ed invitati ad uno ad uno per la testimonianza di affetto, amicizia e fratellanza che hanno voluto esprimere e che non dimenticherò. Spero di poterla ricambiare mettendomi a disposizione, per quanto possibile e nei miei limiti, in iniziative di formazione sul territorio con la passione di questi anni.

Eravamo tutti consapevoli di doverci misurare con una fase di contesto molto difficile: la persistenza della guerra in Ucraina, il massacro di Gaza e il dramma del popolo palestinese, un’Europa che conferma purtroppo la sua inesistenza nello scenario politico internazionale di cui invece dovrebbe, e potrebbe, essere un perno democratico per una coesistenza pacifica.

Ed ancora una fase in cui, per la prima volta nella storia repubblicana, facciamo i conti  con un governo di destra che vuole marginalizzare il sindacato (la Cgil in primo luogo) e   le lotte dei lavoratori che oggi denunciano una politica economica fallimentare, la diffusione delle diseguaglianze, della precarietà, di un costo della vita intollerabile per milioni di lavoratori e pensionati. Tutti temi molto al centro della riflessione che la segretaria generale della Flc Gianna Fracassi ha sviluppato nel suo intervento in chiusura del pomeriggio del giorno 28, richiamando anche le questioni aperte dell’istruzione e della formazione.

Un governo che mira esplicitamente alla conquista dell’egemonia culturale in questo Paese. Per questa ragione la nostra associazione deve svolgere un ruolo molto importante di battaglia culturale. La scuola, la società, il territorio sono i luoghi in cui dobbiamo saper dispiegare il nostro impegno di militanza, elaborazione, di formazione e ricerca e costruzione di alleanze importanti. Per questo ho voluto richiamare i tanti impegni realizzati lungo questi quattro anni. Un cammino, quello di Proteo, iniziato con le scelte radicali al tempo della pandemia (il Protocollo pedagogico) e poi via via sviluppato fino alla Conferenza di programma di Ravenna nel 2021 ed oltre. Una collettiva e profonda ricostruzione di identità e autonomia progettuale che ci ha consentito anche di rivitalizzare e valorizzare la sinergia e la collaborazione con la Flc a tutti i livelli.

Fino al convegno nazionale di Brescia sull’infanzia nello scorso mese di ottobre. Il villaggio dell’infanzia è un luogo privilegiato per leggere i caratteri regressivi di questo capitalismo rapace che sta demolendo tutti i processi di riproduzione sociale (la cura delle relazioni genitoriali e di coppia, la cura dell’ambiente, la buona manutenzione delle strutture sanitarie pubbliche, ecc.). Ripartendo dal mondo dell’infanzia, oggi persino cancellato dalle dinamiche del mercato, incrociamo il mondo degli adulti, degli adolescenti e dei giovani, in una parola il cuore della crisi educativa del nostro tempo. Cancellata da una visione ipercompetitiva ed individualistica del sapere, la relazione educativa deve tornare al centro delle nostre riflessioni per recuperare una generazione adulta confinata in una immaturità senza fine, una generazione di adolescenti senza crescita, esposta a tutte le derive di una società che ha fatto del consumo la sua etica e il suo obiettivo. Una società in cui il passaggio all’età adulta e al lavoro non avviene più fuori ma dentro una scuola in larga parte impreparata a questo.

Ripensare la funzione educativa, il mestiere di insegnare, in questo contesto è opera molto complessa ed avvertiamo il peso di una situazione che richiede, tra il personale della scuola, un immenso lavoro di ridefinizione dei contenuti e delle modalità di insegnamento. Scrivere un nuovo progetto di scuola di base che superi tutte le barriere istituzionali vigenti e un progetto di istruzione/formazione obbligatorio fino a 18 anni per l’affermazione del diritto alla conoscenza di tutti e di ciascuno. Uno scardinamento radicale dell’impianto ancora tenacemente presente. Dobbiamo farlo per rispondere ai giovani che crescono in una società in cui la rivoluzione digitale e i primi vagiti dell’IA, rischiano di alimentare una micidiale e strisciante descolarizzazione. La sinistra sembra in questo contesto in una condizione di afasia, come se non riuscisse a sganciarsi da una visione datata dei saperi e dell’insegnamento, legata alla fase eroica della scuola di massa, fondata sul libro, i programmi, sull’editoria democratica e sulle gloriose riviste sulla scuola, sul “centralismo educativo” per tutti che ha svolto una grande funzione emancipatrice pur senza riuscire a sconfiggere la selezione di classe e le diseguaglianze territoriali. Ad ogni modo una grande e importante storia, confinata troppo spesso nel silenzio e nella rassegnazione.

Tutto ciò mentre la rivoluzione digitale sconvolge proprio quel vecchio assetto e chiede un salto culturale profondo, tanto più urgente di fronte alla sfida sull’egemonia culturale aperta dalla destra.

Ecco perché siamo proprio convinti che sia necessario riprendersi la parola, fuori e dentro la scuola, costruendo con tutto l’associazionismo democratico (ringraziamo l’AIMC, il Cidi e l’MCE per la loro presenza al dibattito nel nostro congresso) quella campagna nelle scuole che bisogna alimentare.

La elezione all’unanimità del nuovo Presidente nazionale, nella figura prestigiosa di Massimo Baldacci, è garanzia di limpida solidità nella guida politica e professionale di Proteo. È certezza di riflessione ed elaborazione ad alto livello così come oggi è richiesta da una fase di imponente e complessa trasformazione.  È garanzia di valorizzazione di quel rapporto di appartenenza con la Cgil e la Flc che ha segnato il lavoro di questi anni e che dobbiamo proseguire. La limpidezza delle sue dichiarazioni a Rimini, sono certezza e orientamento per tutti.

Per me Massimo Baldacci è anche una carissima persona che ho stimato ed apprezzato lungo diverse iniziative promosse da Proteo, in cui abbiamo avuto modo di conoscerci; iniziative che certo hanno incuriosito Massimo verso questa sua nuova esperienza. Gli sono molto grato per questo suo atto di generosità che ci onora.

Con il suo contributo e con quello di tutto il gruppo dirigente eletto con piena fiducia da parte di tutti i delegati, sono certo che Proteo sarà all’altezza delle sfide che ci attendono.

Dario Missaglia 
Presidente nazionale uscente