FLC CGIL
Referendum CGIL il lavoro è un bene comune

https://www.flcgil.it/@3894100
Home » Attualità » Sindacato » Spending review: è ora di dire basta. Si va verso lo sciopero generale del pubblico impiego

Spending review: è ora di dire basta. Si va verso lo sciopero generale del pubblico impiego

Comunicato stampa FP CGIL, FLC CGIL, UIL FPL, UIL PA e UIL RUA

19/07/2012
Decrease text size Increase  text size

Comunicato stampa
FP CGIL, FLC CGIL, UIL FPL, UIL PA e UIL RUA

Spending review: è ora di dire basta.
Si va verso lo sciopero generale del pubblico impiego

La manifestazione Nazionale di questa mattina a Roma in Piazza Vidoni, indetta dalle categorie del lavoro pubblico di CGIL e UIL (FP CGIL, FLC CGIL, UIL FPL, UIL PA e UIL RUA), ha mandato un segnale chiaro e inequivocabile al Governo, al Parlamento e alla Politica: la mobilitazione territoriale che sta interessando tutto il Paese verrà intensificata e porterà alla proclamazione dello sciopero generale nel mese di settembre.

Questa è la risposta dei lavoratori del pubblico impiego alle pesanti misure recessive previste nel DL 95/12 in fase di discussione in Parlamento. Nel corso della manifestazione, che si è svolta in contemporanea con i lavoratori spagnoli, i Segretari Generali di FP CGIL, FLC CGIL, UIL FPL, UIL PA e UIL RUA, Rossana Dettori, Domenico Pantaleo, Giovanni Torluccio, Benedetto Attili e Alberto Civica hanno chiesto "una modifica sostanziale alle politiche economiche del Governo che tagliano in modo insensato e iniquo le risorse destinate ai servizi pubblici, minano alla base le radici dello stato sociale, determinano le condizioni per una completa destrutturazione della pubblica amministrazione a vantaggio di privati senza scrupoli".

presidio-19-luglio-2012-02"Intanto non si interviene sui veri mali della pubblica amministrazione, non si tagliano gli sprechi, le consulenze, gli spaventosi costi degli apparati politico-istituzionali, non si affronta con coraggio l'evasione fiscale e contributiva, non si combatte la dilagante corruzione. Di fronte a questa situazione - continuano i Segretari Generali - lo sciopero generale di settembre non rappresenta il punto finale della nostra mobilitazione ma una prima tappa a cui seguiranno altre forme di lotta".