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Documento di Programmazione Economico-Finanziaria 2002-2006

Il Consiglio dei Ministri del 16 luglio 2001, su proposta del Presidente Berlusconi e del ministro dell'Economia e delle Finanze Tremonti, ha varato il Documento di Programmazione economico-finanziaria che fissa la strategia di politica economica per gli anni 2002-2006.

17/07/2001
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Il Consiglio dei Ministri del 16 luglio 2001, su proposta del Presidente Berlusconi e del ministro dell'Economia e delle Finanze Tremonti, ha varato il Documento di Programmazione economico-finanziaria che fissa la strategia di politica economica per gli anni 2002-2006.

Riportiamo di seguito la parte riguardante la scuola, ricerca e infrastrutture materiali e immateriali.

Roma, 17 luglio 2001

III.2.3 scuola, ricerca e infrastrutture materiali e immateriali.

Formazione di capitale umano.
L’impegno del Governo sarà quello di dedicare maggiore attenzione all’incremento del capitale umano tramite la riforma del sistema educativo nazionale. Ciò andrà effettuato all’interno di un giusto rapporto tra spesa pubblica, istruzione e competitività che inverta la logica che ha finora ispirato le politiche educative del nostro Paese, adeguando i nostri sistemi di istruzione e ricerca, nell’ambito di un assetto "federalista" dello Stato. Serve un vero centro che indirizzi e governi senza più compiti di gestione. Occorre creare un Servizio di Valutazione, autonomo e indipendente, che definisca gli standard di qualità e valuti il sistema scolastico nel suo complesso e i livelli finali di preparazione degli studenti, al fine di migliorarli costantemente ed in modo omogeneo nel Paese, in un’ottica di federalismo solidale.

La spesa pubblica per l’istruzione continua ad essere incontrollata e dilatata, non finalizzata a politiche di investimento e sempre più coincidente in modo quasi esclusivo con gli stipendi del personale. Le risorse disponibili verranno indirizzate all’utilizzo di tecnologie multimediali e alla valorizzazione e formazione iniziale e continua di tutto il personale della scuola. Un’attenzione particolare verrà riservata alla riforma degli ordinamenti e alla interazione tra il sistema educativo e il sistema produttivo, sviluppando gli strumenti per il conseguimento dell’obbligo formativo a diciotto anni, nonché a fornire opportunità di formazione nel corso di tutta la vita.

Nel settore universitario particolare cura dovrà essere riservata: (a) al processo di completamento dell’autonomia attuata attraverso la riforma della complessiva offerta formativa; (b) al potenziamento e al rilancio dei programmi di ricerca;(c) al completamento del programma di decongestionamento degli atenei sovraffollati.

• ricerca e innovazione tecnologica
Il Governo intende raggiungere un livello di spesa - rispetto al PIL - pari all’attuale media europea e attribuire le risorse alle singole iniziative di ricerca sulla base di criteri di trasparenza e di validità dei progetti Nella stessa ottica, sarà data particolare attenzione alla valutazione dei risultati ottenuti dall’attività di ricerca. Per questo, un elemento chiave nella strategia di rilancio della ricerca scientifica e tecnologica sarà la creazione di un nuovo regime per la proprietà intellettuale dei ricercatori pubblici. Il nostro Paese ha perso enormi possibilità di sviluppo in conseguenza del fatto che moltissime invenzioni sono rimaste inutilizzate a causa della indeterminatezza sulla questione relativa alla loro proprietà. Chiarita la questione della proprietà sulla base del principio che le invenzioni sono in primo luogo degli inventori, le idee possono trovare i capitali e i capitali possono trovare le idee anche grazie alla combinazione dell’iniziativa privata e del venture capital.

• recupero ed ammodernamento del capitale fisico pubblico.
In questo campo il Governo si propone di:

- contribuire, attraverso l’investimento in infrastrutture, all’incremento del PIL e dell’occupazione;
- dare al nostro territorio unitarietà ed integrazione con il territorio comunitario (contenendo in tal modo i danni del dualismo territoriale);
- accreditare per l’Italia il ruolo di ponte tra Unione europea e paesi del bacino del Mediterraneo, e di cerniera tra Est e Ovest europeo.

Per fare ciò andrà prima di tutto rivisto il processo decisionale e autorizzativo per la realizzazione di grandi infrastrutture, per evitare incertezze nei tempi di realizzazione e inaccettabili lievitazioni dei costi.

Le aree di intervento del Governo sono costituite dai sistemi infrastrutturali quali il sistema idrogeologico, il sistema idrico ed il sistema dei trasporti.

Il Governo intende provvedere all’aggiornamento della mappa geologica nazionale, alla messa a regime dei bacini dei fiumi Po, Arno e Tevere e dei sistemi torrentizi presenti nelle regioni Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia nonché al recupero delle risorse idriche disponibili in aree di crisi. Verrà avviata la realizzazione del grande piano di salvaguardia dal rischio idrogeologico.

In materia di trasporti, gli obiettivi riguardano la realizzazione dei grandi collegamenti (sistema dei valichi ed il Ponte sullo Stretto di Messina), la realizzazione degli anelli mancanti della rete stradale e ferroviaria nazionale, la realizzazione dei sistemi integrati e di trasporto nelle grandi aggregazioni urbane e la realizzazione di HUB portuali, interportuali ed aeroportuali. Particolare attenzione verrà dedicata alle infrastrutture necessarie per assicurare il successo delle Olimpiadi invernali del 2006.

Tali progetti saranno finanziati con (i) risorse pubbliche, tenendo conto dei vincoli derivanti dal Patto di stabilità e crescita fra i paesi dell’a Unione europea e degli obiettivi di riduzione della pressione fiscale e (ii) risorse private, privilegiando il sistema del project financing che non incide sul bilancio dello Stato e fa ricadere il costo ed il beneficio dell’operazione sulle aree territoriali interessate.

• Società e tecnologie dell’informazione e comunicazione.
Obiettivo del Governo nel prossimo quinquennio è di favorire l’avvento della società digitale e l’ingresso nella società dell’informazione". A tal fine provvederà a:

a) adottare un piano nazionale di sviluppo per dotare l’Italia di infrastrutture di telecomunicazioni a banda larga.;
b) realizzare un sistema di informatizzazione della Pubblica Amministrazione per aumentarne l’efficienza, nell’ambito di una semplificazione ed un riesame delle procedure seguite. Oltre ai servizi tradizionali, saranno progressivamente attivati servizi on line ad alto valore aggiunto quali, ad esempio, ambienti virtuali per l’incontro e lo scambio delle informazioni sulla domanda e l’offerta di lavoro e per la assistenza sanitaria on line, servizi di consulenza previdenziale e fiscale e servizi culturali e di formazione on line. Si prevede, inoltre, la estensione dei modelli di e-procurement per l’acquisto di beni e servizi nonché l’introduzione di soluzioni organizzative quali l’outsourcing;
c) favorire la completa liberalizzazione dei servizi di telecomunicazione, ottimizzando l’uso dello spettro radioelettrico così da estendere al maggior numero di operatori possibile l’utilizzo di nuove tecnologie di trasmissione;
d) stimolare una elevata penetrazione delle nuove tecnologie nella vita sociale e professionale dei cittadini, mirando a diffondere la cultura informatica anche nelle scuole sia per gli insegnanti che per gli studenti;

Il coinvolgimento delle imprese nell’economia di rete e nel processo di "digitalizzazione" del Paese sarà sostenuto attraverso interventi diretti (tra cui: agevolazioni fiscali, estensione della legge n. 489 del 28/8/1994 ai settori dell’informatica, deducibilità fiscali per gli investimenti dedicati alla promozione del commercio elettronico) e la diffusione dell’utilizzo di strumenti informatici nella relazione tra amministrazioni ed imprese. I rapporti contrattuali tra Pubblica amministrazione ed imprese saranno migliorati secondo una logica di trasparenza nella gestione delle relazioni con i fornitori, attraverso l’avviamento di gare on line, garantendo al tempo stesso affidabilità nei tempi e nelle modalità di pagamento, attraverso modalità di pagamento telematico.

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

Nei prossimi giorni potrai firmare
per il referendum abrogativo.

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