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Germania: fuga dal federalismo scolastico?

Mentre da noi si straparla di federalismo scolastico in Germania si fa strada l’esigenza di un sistema meno segmentato sia sul piano territoriale che su quello ordinamentale e socio-culturale.

14/07/2010
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Non poteva giungere più a fagiolo, rispetto alle attuali tentazioni federaliste nostrane anche in campo scolastico, un lungo articolo centrale comparso sul settimanale tedesco Der Spiegel che sostanzialmente mette in luce le contraddizioni della scuola tedesca a causa della lunga evoluzione del suo radicamento federalista. Si sa infatti che in Germania la scuola dipende dai laender, le regioni a cui è devoluta gran parte della amministrazione pubblica. Ma a lungo andare questo sistema ha prodotto differenziazioni tali che è difficile oggi parlare di un sistema scolastico tedesco. Infatti a voler essere buoni i sistemi sono per lo meno quattro, se non la bellezza di 16, cioè tanti quanti sono i laender.

A questa progressiva differenziazione hanno contribuito due fattori: da un lato la progressiva evoluzione del sistema “ternario” vigente nella vecchia Germania Ovest e dall’altro la fusione con il sistema (ma anche qui sarebbe meglio dire i sistemi) della vecchia Germania Est.

Molti sapranno che l’originario sistema scolastico tedesco occidentale per i ragazzi in età dai 6 ai 15 anni era composto da una scuola primaria (Grundschule) di soli quattro anni a cui facevano seguito (alla tenera età di 10 anni!) una separazione in tre corsi medi quinquennali, rigidamente indicata dalla scuola in base ai risultati: il Gymnasium, scuola di elite simile al nostro vecchio ginnasio (la vecchia scuola media più il biennio iniziale del liceo classico, per intenderci), la Realschule, scuola media di tipo tecnologico, e la Hauptschule, scuola media di tipo professionale (qualcosa di simile al nostro vecchio avviamento più i primi anni del nostro istituto professionale).

Tuttavia nel corso del tempo questa rigida separazione e in particolare il rischio che la Hauptschule diventasse una scuola segregante solo per figli degli immigrati, aveva spinto alcuni laender ad introdurre una quarta possibilità, la Gesamtschule, che prevedeva un percorso unitario fino ai 15 anni e la scelta di un vero e proprio indirizzo solo a quell’età. A questa situazione prettamente occidentale si era aggiunto, dopo la caduta del muro, il sistema scolastico orientale o ciò che ne rimaneva.

Oggi la situazione che ci si trova di fronte è la seguente:

  • due soli laender, occidentali (Baviera e Baden-Wurttemberg), continuano col tradizionale sistema ternario (Gymnasium, Realschule, Hauptschule)

  • tre laender, sempre occidentali (Assia, Renania-Westphalia e Bassa Sassonia) adottano il sistema ternario più la Gesamtschule

  • sei laender, due orientali (Turingia e Sassonia) uno “misto” (Berlino) e tre occidentali (Schleswig-Holstein, Amburgo e Brema) adottano il Gymnasium e una unica Sekundarschule

  • cinque laender, tre orientali (Meclemburgo-Pomerania, Brandeburgo, Sassonia-Anhalt) e due occidentali (Renania-Palatinato e Saarland) adottano un sistema che prevede Gymnasium, Sekundarschule e Gesamtschule.

Ma queste non sono le sole differenze: i laender di Berlino e di Amburgo e quello del Brandeburgo hanno introdotto o stanno introducendo un ciclo primario non più di quattro anni ma di sei, rinviando perciò di due anni la “prima scelta”. Il segmentato sistema tedesco comincia dunque, proprio nelle due principali città del paese, ad essere un po’ meno segmentato. Ma la cosa non piace a tutti. E piace poco soprattutto la possibilità di essere “retrocessi” nella scuola primaria.

A sostegno delle posizioni più tradizionaliste sembrano esserci i rendimenti. Come aveva già messo in rilievo l’inchiesta PISA Baviera e Baden-Wurttemberg sono le due regioni con i risultati migliori, mentre i problemi scolastici più grossi sono nella ex DDR e nelle grandi aree urbane a forte immigrazione. Nelle classifiche interne per quanto riguarda l’apprendimento della lingua tedesca da parte dei quindicenni la Baviera è prima e il Baden Wuttemberg è terzo, seconda e quarta sono rispettivamente la Sassonia e la Turingia (due regioni dell’ex DDR) quinta è la Renania Palatinato e sesta, in perfetta media nazionale, la Sassonia-Anhalt (anch’essa ex DDR). Tutte le altre regioni sono sotto la media nazionale.

Per quanto riguarda l’apprendimento della lingua inglese Baviera e Baden-Wurttemberg sono rispettivamente prima e seconda, la Renania-Palatinato è terza e l’Assia quarta, tutte le atre regioni, comprese tutte le regioni della ex DDR, sono sotto la media nazionale.

Brema è il fanalino di coda in tutte e due le graduatorie.

Anche per quanto riguarda la dispersione scolastica il Baden-Wurttemberg (5,6%) e la Baviera (6,4%) sono le due regioni migliori. Ma, mentre generalmente all’ovest il dato non va oltre l’8,4% (Amburgo), nella ex DDR gli indici sono più che raddoppiati: dall’11,1% della Sassonia al 16,8% del Meclemburgo-Pomerania. Fa eccezione la Turingia (8,9%).

Non depone a favore dei sistemi più tradizionali invece l’effetto segregante e selettivo che questi hanno quale lo si può leggere dagli accessi al Gymnasium: nelle due efficienti regioni meridionali meno di un terzo degli alunni entra nell’ambito percorso di eccellenza (32%) contro il 42% di Amburgo, il 40% dell’Assia e una percentuale che varia dal 38% al 42% nella ex DDR.

In questa situazione dunque le incertezze non mancano e, per un verso o per un altro, queste incertezze hanno determinato anche una certa fuga dalla scuola pubblica. La scuola privata in Germania infatti è cresciuta del 55% in 16 anni, ma nel complesso non è una quota alta quella dei frequentanti la scuola privata, che erano 446.000 nel 1992 e 691.000 nel 2008. Ma per fare fronte alla situazione mentre da un lato alcuni laender (Berlino, Brema, Amburgo, Schleswig-Holstein) cercano di fare da soli ed hanno in corso riforme del proprio sistema, col rischio anche di produrre ulteriori differenziazioni nazionali, la Conferenza dei Ministri regionali dell’Educazione, che tiene a livello nazionale il posto che da noi ha il Ministero dell’Istruzione, potrebbe decidere di forzare in direzione di un sistema meno frastagliato col rischio però di produrre scontenti un po’ da tutte le parti.

Roma, 14 luglio 2010

Tag: germania