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Francia: tra alti e bassi la lotta continua

Operai dei trasporti e delle raffinerie e studenti tengono viva l'agitazione tra una scadenza nazionale e l'altra. Una proposta dei socialisti sulla scuola.

18/10/2010
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Un po' meno gremite di martedì scorso le 260 manifestazioni di sabato hanno consentito al movimento contro l'innalzamento dell'età pensionabile di passare il testimone ad un'altra giornata clou prevista per domani. Sabato scorso, a scuole chiuse, gli studenti erano meno, ma il loro posto è stato preso da immigrati e "sans papiers".

Continua nel frattempo l'agitazione nel settore petrolifero, nei trasporti e nelle scuole.
Numerose sono le pompe di benzina ormai a secco e crescono i timori per il trasporto aereo. Il ministero degli interni ha riunito in permanenza l'unità di crisi.
Come se non bastasse la mancanza di benzina camionisti e ferrovieri stanno dando vita alla cosiddetta "operation escargot" che rallenta i trasporti in tutta la Francia. Sono supportati anche dagli studenti che in molti casi partecipano ai blocchi di strade incroci e uscite delle raffinerie e dei depositi di carburante.

Gli studenti comunque continuano a bloccare le lezioni. Stamani le scuole turbate da agitazioni studentesche erano circa 260 secondo il ministero dell'educazione, oltre 800 secondo l'associazione studentesca UNL. Intorno alle scuole bloccate succedono spesso incidenti, anche se non gravi come quello di mercoledì scorso a Monteuil dove un ragazzo è stato colpito all'occhio da un proiettile di gomma sparato dai poliziotti. La polizia deve spesso intervenire qua e là contro le improvvisate manifestazioni intorno alle scuole, come è successo oggi ai Champs Elisées occupati da qualche centinaia di studenti.

Nel contesto di questo ennesimo movimento studentesco, dopo quello che quattro anni fa mise in crisi la proposta del contratto di primo impiego, mentre, come sempre accade in Francia, si ripropone propone confronti con il maggio 68, ormai più mitologico che mitico, ("un nuovo sessantotto è ancora possibile" ha ricordato il trotzkista Olivier Besancenot oggi dirigente del Nuovo Partito Anticapitalista), il Partito Socialista ha fatto uscire una serie di proposte sulla scuola: cinque giorni di scuola comprensivi anche delle attività culturali e dei compiti a casa (ma con vacanze più brevi), una scuola media senza bocciature con l'utilizzo del soprannumero delle elementari a supporto degli alunni in difficoltà, una valorizzazione della professione docente che tenga conto anche dei compiti svolti e non solo delle ore con la possibilità di insegnare due materie anziché una (una questione molto accesa in Francia!) ma con un compenso maggiorato, una maggior autonomia alle scuole con uno spazio orario dedicato al progetto didattico di scuola e una certa flessibilità nella definizione del bacino d'utenza per garantire una spalmatura degli alunni immigrati, l'obbligo per le scuole private finanziate dallo stato di accogliere tutti senza selezionare la clientela, un "titolo terminale" doppio con una parte da usare nei due anni successivi al conseguimento e una parte da spendere lungo tutto l'arco della vita.