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Francia. Le ragioni per manifestare contro le politiche scolastiche del governo francese

Domenica 19 ottobre, ventuno organizzazioni dell’educazione in rappresentanza dei lavoratori, dei genitori, degli studenti liceali e dell’associazionismo scenderanno in piazza. Proteste non solo contro i tagli del personale, ma anche contro il degrado dell’offerta formativa.

16/10/2008
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Tempi duri anche per la scuola francese, che scende di nuovo nelle strade per manifestare la propria opposizione alle politiche del governo Sarkozy. In analogia con quanto avviene in Italia, sono previsti tagli al personale – 33mila docenti in meno nel triennio 2007-2009, 100.000 quelli previsti globalmente nel periodo del governo Sarkozy – peggiorano le condizioni di lavoro, con l’aumento degli alunni per classe, le cattedre sono suddivise su più istituti, mentre continuano ad aumentare le ore aggiuntive. Tagli che vanno ad incidere sull’offerta formativa: la riduzione dell’orario e dei programmi dei licei è infatti funzionale alla soppressione dei posti di lavoro, l’educazione popolare è drasticamente ridotta, mentre aumentano le disuguaglianze tra pubblico e privato: i tagli dei posti sono proporzionalmente più rilevanti nella scuola pubblica, che tradizionalmente accoglie alunni provenienti da tutti i ceti sociali. Una politica che ha un solo merito: quella di essere riuscita a creare un ampio fronte unitario di lotta in una situazione storicamente caratterizzata dalla frammentazione e dalla divisione sindacale.

Roma, 16 ottobre 2008

Tag: francia

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