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Approvata la Loce, lo scontro si sposta sulla sua attuazione.

Spagna, Maggio 2003

25/05/2003
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Maggio

Approvata la Loce, lo scontro si sposta sulla sua attuazione. Nonostante le aspre battaglie sindacali e studentesche di ottobre e novembre anche la Ley de Calidad ( in sigla: Loce) è stata approvata dal Parlamento, in data 23 dicembre 2002, con tutto il suo carico controriformatore. A questo punto le Comisiones Obreras hanno chiesto l’apertura di un tavolo sulla gestione della sua attuazione. Ferdinando Lezcano, il segretario generale della federazione degli insegnanti, ha criticato il governo e le comunità autonome per la carenza di informazioni sui piani di attuazione della riforma. Tra i numerosi temi pendenti emerge il negoziato sullo stato giuridico della funzione docente, sull’equiparazione stipendiale di pubblico e privato, sulla mobilità e sul reclutamento e il precariato. Centrali soprattutto l’informazione sul finanziamento della legge e l’assenza di qualsiasi riferimento alla carriera docente.

Dai Cuadernos Pedagogicos un’analisi del sistema. 21.277 unità scolastiche, 6.830.989 alunni, 541.174 insegnanti. Sono questi i numeri della scuola spagnola che danno i prestigiosi Cuadernos Pedagogicos. La rivista dice che tutte le comunità regionali stanno cercando di mandare avanti un proprio modello scolastico nonostante la Loce abbia un carattere più centralista. Tutte le regioni hanno però più o meno gli stessi problemi: dall’ampliamento della scolarità alla conciliazione tra i bisogni dell’utenza e quelli degli insegnanti (orari), dall’insegnamento delle nuove tecnologie a quello delle lingue straniere. A tutte mancano risorse e investimenti.
Ma c’è anche una certa eterogeneità: più di metà del corpo studentesco è concentrato in tre regioni: Madrid, Catalogna e Andalusia, mentre regioni come La Rioja hanno solo 41.000 studenti. Le regioni rurali si difendono accampando la mancanza di infrastrutture. Ci sono in pratica 17 sistemi diversi, con diversi orari di funzionamento scolastico ( alcune regioni praticano l’orario continuato, altre l’orario spezzato mattina-pomeriggio), e con diverse condizioni di lavoro. Lo stipendio di un docente dei Paesi Baschi supera del 50% quello della Catalogna. L’Estremadura spende più soldi per la scuola per organici e equipaggiamenti didattici. Paesi Baschi, Navarra e Canarie sono quelli che spendono di più per ogni alunno, mentre la Catalogna ha avuto un aumento relativo della spesa per alunno solo per effetto di un calo demografico.

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