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Liceo del Made in Italy: la FLC CGIL scrive ai licei che il Ddl intende cancellare dal 2024/25

Una lettera indirizzata ai 419 licei economico-sociali che saranno tagliati per far posto ad un esperimento estemporaneo e sbagliato.

13/09/2023
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Il Disegno di legge cosiddetto del “Made in Italy” definito dal Consiglio dei ministri solo a maggio 2023, prevede di cancellare l’esperienza del Liceo Economico Sociale.

La FLC CGIL, affrontando il tema anche in uno specifico seminario di approfondimento, si è ripetutamente espressa rispetto a questa determinazione del governo che, realizzando un nuovo indirizzo tutto orientato al mercato e alla privatizzazione del diritto allo studio, annulla con un colpo di spugna l’opzione economico sociale del liceo delle scienze umane. Abbiamo deciso a questo punto di rivolgerci direttamente alle 419 comunità scolastiche coinvolte in questa soppressione dall’alto e chiedere loro di prendere posizione collettivamente con delibere e ordini del giorno approvati collegialmente.

Riportiamo di seguito la lettera della Segretaria generale della FLC CGIL Gianna Fracassi indirizzata ai Licei Economico Sociali.

La FLC CGIL è già al loro fianco e prevede l’avvio di ulteriori azioni di mobilitazione.

______________________________________________

Al Dirigente Scolastico

Al Collegio dei Docenti

Al Consiglio di Istituto

All’Albo sindacale e alle RSU di Istituto

Oggetto: confluenza del Liceo Economico Sociale (LES) nel nuovo Liceo del made in Italy - Disegno di legge N. 1341/2023 – Iniziative di contrasto.

Gentile Dirigente, care e cari componenti della comunità educante del Liceo Economico Sociale,

la FLC CGIL con questa breve lettera intende manifestare il proprio supporto ad ogni iniziativa di contrasto alla determinazione del Governo di cancellare l’esperienza del LES.

Il Disegno di legge N. 1341/2023 prevede l’abrogazione del comma 2 dell’articolo 9, del DPR 15 marzo 2010, n. 89 (che ha consentito l’attivazione dell’opzione economico-sociale) e, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, sarà emanato un regolamento per definire la disciplina dell’opzione «made in Italy». Ciò produrrà un complessivo spostamento dell’impianto culturale da un orientamento caratterizzato dalla valorizzazione delle scienze sociali ad un orientamento indirizzato a una forte connessione con il tessuto socioeconomico locale. Si tratta dell’ennesimo tentativo di declinare metodologie e contenuti didattici in funzione subordinata rispetto al mercato del lavoro e al sistema delle imprese con in più, in questo caso, il potenziamento dei percorsi di apprendistato. Ci preoccupa, inoltre, l’istituzione della Fondazione denominata “Imprese e competenze” con la conseguenza di subordinare la formazione culturale del futuro cittadino alle esigenze delle imprese e del mercato del lavoro e ci pare estremamente grave che il Ddl preveda che la fondazione determini gli obiettivi strategici di un liceo in ambito di obbligo scolastico e formativo. È allarmante la possibilità di ricevere finanziamenti da soggetti pubblici e privati perché ciò produrrà una immediata differenziazione di offerta formativa tra istituti e territori.

Infine, sul piano sindacale, ci preoccupa il destino di lavoratrici e lavoratori impegnati nei percorsi del liceo delle scienze umane perché la sostanziale cancellazione di LES avverrà già a partire dalle classi prime funzionanti nell’anno scolastico 2024/2025. Sull’intero territorio nazionale sono ben 419 le scuole statali che hanno attivato i licei economico sociali; queste scuole sono frequentate da un totale di ben 75.700 alunne e alunni circa, distribuiti in non meno di 3.000 classi, senza contare anche i 116 istituti paritari coinvolti.

Sappiamo che molti di voi si sono già organizzati nei mesi scorsi con lettere e petizioni ed oggi vi chiediamo di impegnarci insieme per fermare questa assurda operazione di smantellamento di uno dei pochi licei in costante crescita e di far sentire la voce della scuola con delibere e ordini del giorno. Saremo ben lieti di pubblicare le vostre deliberazioni.

La FLC CGIL conferma la propria netta opposizione a questo nuovo percorso e l’avvio di ulteriori azioni di mobilitazione. 

Roma, 11 settembre 2023

Gianna Fracassi
Segretaria generale FLC CGIL

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