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Contratto “Istruzione e Ricerca” 2019-2021: avviata la trattativa sulla revisione dell’ordinamento professionale del personale tecnico e amministrativo dell’Alta Formazione Artistica e Musicale

L’ARAN illustra una prima proposta. FLC CGIL: necessario un ordinamento che sia all’altezza del nuovo ruolo di queste istituzioni e la valorizzazione di tutto il personale impegnato in questi anni in una transizione senza fine.

26/07/2022
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Il 26 luglio 2022 si è svolto presso l’ARAN il primo di incontro sul settore AFAM nell’ambito del rinnovo del CCNL “Istruzione e Ricerca” 2019-2021.

Segui gli aggiornamenti della trattativa

Durante la riunione l’ARAN ha illustrato una prima proposta, seppur ancora generica e incompleta, sull’ordinamento professionale del personale tecnico amministrativo. Ricordiamo che a differenza degli altri settori del comparto l’AFAM non ha mai avuto un tavolo di confronto su questa materia.

Gli aspetti più significativi della proposta sono i seguenti:

  • Articolazione del sistema di classificazione del personale amministrativo e tecnico in quattro aree professionali che corrispondono a quattro differenti livelli di conoscenze, capacità, abilità, competenze professionali, responsabilità e autonomia: coadiutori, assistenti, collaboratori, elevate professionalità
  • Ciascuna area è articolata in settori professionali caratterizzati da competenze similari
  • Previsti
    • progressioni fra le aree ai sensi dell’articolo 52 comma 1 del DLgs 165/01
    • mobilità professionale all’interno della stessa area
    • incarichi specifici a termine di natura organizzativa o specialistica o di responsabilità che comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori, rischio o disagio, necessari per la realizzazione delle attività accademiche.

La nostra posizione

Riguardo alla proposta ARAN abbiamo premesso che la proposta è al momento ancora molto generica rispetto alle problematiche che è necessario affrontare, tenuto conto dei cambiamenti in atto nelle istituzioni afam. In particolare abbiamo segnalato i seguenti problemi

  • necessità di elevare il titolo di studio di accesso dei coadiutori
  • l’articolazione in settori professionali, stante l’attuale organizzazione delle istituzioni, non può riguardare coadiutori e assistenti
  • l’articolazione in settori dei collaboratori deve rispondere all’esigenze che le tutte le figure abbiamo una base comune di competenze, abilità e conoscenze e che facciano riferimento ad attività avente carattere continuativo e non episodico
  • riguardo alle elevate professionalità è necessario definire le aree di competenza esclusiva di ciascuna figura e le aree di sinergia e collaborazione. In questo ambito è necessario definire la declaratoria del direttore di biblioteca
  • tenuto conto del lavoro indefesso fatto in tutti questi anni di transizione da chi lavora nelle istituzioni, è necessario definire regole trasparenti e omogenee a livello nazionale per poter generalizzare e rendere esigibili le progressioni fra le aree
  • è indispensabile definire un quadro regolatorio sulle modalità di definizione ed adozione del piano delle attività amministrative e tecniche in coerenza con il piano delle attività accademiche.

Più in generale abbiamo ricordato che il CCNL rappresenta un punto di snodo molto rilevante anche su altri aspetti che riguardano l’ordinamento di altre figure che sono state istituite da norme di legge

  • gli accompagnatori al pianoforte e al clavicembalo
  • i ricercatori
  • i contratti di ricerca

Abbiamo ribadito la necessità di prevedere modifiche sulla parte generale del CCNL (ad esempio regolare le aspettative per diversa attività lavorativa) e rendere vincolante la costituzione dell’organismo paritetico per l’innovazione.
Abbiamo segnalato il pesante intervento sul tema della mobilità prevista dalla Legge 36/22, con le forti proteste in corso, e richiesto che la materia venga complessivamente affrontata nel CCNL.
Infine abbiamo chiesto uno specifico approfondimento sulle risorse disponibili per il settore AFAM

In conclusione questa prima fase del confronto all’ARAN sull’AFAM è servita soprattutto a fare il punto sulle problematiche da affrontare e anche le prime risposte ai problemi posti sono apparse ancora di carattere preliminare. La strada per arrivare ad un buon contratto è lunga e in salita, ma ribadiamo la nostra determinazione a perseguire gli obiettivi finalizzati a garantire un significativo miglioramento delle condizioni di tutto personale.
È assai probabile che nel prosieguo della trattativa sarà necessario sostenere le nostre richieste con iniziative di mobilitazione.