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AFAM e comparti di contrattazione: facciamo chiarezza

La posizione della FLC CGIL e della CGIL e le " verità" mai nascoste.

26/04/2010
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Il D.Lgs 150/2009 - c.d. legge Brunetta - che in solitudine la CGIL ha contrastato con mobilitazioni e scioperi perchè riduce gli spazi di contrattazione e tramuta i diritti in arbitrio, è legge dello Stato e, attraverso l’emanazione della decretazione prevista, ha prodotto i primi effetti.

Infatti, con “l’Atto di indirizzo quadro per la determinazione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva per il triennio 2010/2012”, viene stabilito che “tramite gli appositi accordi tra l’ARAN e le Confederazioni rappresentative, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono definiti fino a un massimo di quattro comparti di contrattazione collettiva nazionale, di cui due riguardanti enti locali e sanità”.

Viene quindi previsto l’accorpamento dei contratti nel pubblico impiego attraverso appositi accordi con le Organizzazioni Sindacali sulla base dell’atto di indirizzo emanato dal Ministro della Funzione Pubblica.

L’Atto di Indirizzo prevede che si possano prefigurare “sezioni contrattuali che assicurino la garanzia delle funzioni esercitate nell’ambito degli attuali comparti di contrattazione collettiva” e dà indicazioni operative all’ARAN che, nel definire gli accordi con i Sindacati, “tenga conto delle peculiarità sotto il profilo ordinamentale del personale della Scuola nonché per la rilevanza del medesimo in termini numerici rispetto al restante personale delle amministrazioni”.

Lunedì 19 aprile si è svolto il primo incontro all’ARAN nel quale si sono affrontate le problematiche conseguenti alle modifiche in questione la cui rilevanza mediatica proposta in modo distorto sul sito di un Sindacato ha infiammato gli animi del personale dell’AFAM.

Corre l'obbligo di pensare che chi ha scritto quel comunicato non abbia piena conoscenza della questione perché se così non fosse, allora si intendeva fare altro!

Le leggi le fa il Parlamento, le scelte governative sono determinate dalla maggioranza di turno, il Sindacato agisce in relazione alle funzioni e al ruolo che gli competono. Quindi, innanzitutto la L.15/2009 e il D.Lgs 150/2009 non sono di emanazione sindacale né tanto meno sono stati condivisi dalla CGIL.

Per effetto del D.Lgs bisogna quindi stabilire in quale dei due comparti collocare Afam, Università e Ricerca Chiarito ciò, vogliamo ribadire che la FLC e la CGIL hanno fatto una scelta chiara e netta e cioè quella della costituzione del comparto della conoscenza che metta insieme scuola, università, ricerca e Afam e che preveda una analogo comparto contrattuale della dirigenza.

Costruire il comparto della conoscenza significa per la FLC affermare un legame solido tra politiche contrattuali e politiche generali. I nostri comparti non possono assimilati ad altri della pubblica amministrazione.

Da ultimo, e solo in ordine di tempo, il 2° Congresso nazionale della FLC CGIL ha dibattuto sulle scelte politiche e organizzative, riconfermando l’importanza strategica della conoscenza quale straordinario veicolo di libertà ed emancipazione, di promozione sociale, di scelta consapevole dei destini individuali e collettivi.

La FLC vuole essere un soggetto decisivo per connettere la filiera attraverso cui si sviluppa il percorso di ricerca, formazione e trasmissione dei saperi, a partire proprio dalla valorizzazione e dalla ricomposizione del lavoro.Nella riunione del 19 aprile, in coerenza con le nostre impostazioni strategiche la CGIL ha proposto che uno dei quattro comparti sia il comparto della conoscenza nel quale includere i contratti dei settori (ex comparti) Scuola, Università, Ricerca e AFAM e su questa proposta vi sono stati pronunciamenti di consenso anche di altre Organizzazioni presenti.

Non c’è nessuna intenzione di “nascondere verità”, di “secondarizzare” il comparto dell’AFAM come scritto dal Sindacato suddetto, né di rinunciare alle battaglie intraprese a sostegno della valorizzazione dei professori e del personale amministrativo e tecnico delle accademie e dei conservatori di musica.

Non si è persa l’occasione, invece, per rimarcare la contrarietà alla legge e al decreto legislativo derivato perché riducono gli spazi di contrattazione e di partecipazione democratica e per ricordare che, nonostante gli impegni del MIUR vi ancora contratti scaduti da cinquanta mesi e non rinnovati (AFAM e Dirigenti Scolastici), che i rinnovi contrattuali del triennio, nonostante le promesse del Ministro Brunetta, nella legge Finanziaria per il 2010 non sono presenti le risorse economiche necessarie, mentre si sarebbe alla vigilia di una nuova manovra di taglio di spesa pubblica.

Infine, la CGIL ha posto in evidenza la necessità di stabilire un calendario per le elezioni delle RSU che a norma di legge dovrebbero avvenire entro novembre 2010.

Roma, 23 aprile 2010

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