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Tagli alla rete scolastica. La ferma opposizione della FLC CGIL

Nell’incontro di informativa al Ministero dell’Istruzione la FLC CGIL annuncia la sua contrarietà ai propositi di tagli al numero delle scuole e all’organico che colpirà soprattutto le regioni del Sud senza che ciò sia richiesto dal PNRR. Pronti ad impugnare il Decreto Interministeriale.

20/06/2023
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Si è svolto alle ore 17 di martedì 20 giugno 2023, a seguito di una nostra specifica richiesta, un incontro sul dimensionamento della rete scolastica, previsto dalla Legge di bilancio 2023 (legge 197/22) e che dovrebbe avvenire, tramite il Decreto Interministeriale che definirà gli organici di dirigenti scolastici e Direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA), per gli anni scolastici 2024/2025, 2025/2026, 2026/2027.

L’informativa dell’amministrazione

Presenti i Capi Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione dott.ssa Palumbo e per le risorse umane, finanziarie e strumentali dott. Jacopo Greco. Ha introdotto i lavori la dott.ssa Palumbo illustrando i motivi e le modalità attraverso cui il Governo intende procedere al dimensionamento della rete scolastica. Ha annunciato che, come previsto dalla norma, a seguito della mancata intesa in Conferenza Unificata, il 30 giugno sarà emanato un decreto a doppia firma MIM e MEF per l’assegnazione alle regioni delle dotazioni. L’amministrazione ha ribadito ancora una volta che il percorso è stato così improntato per dare seguito alle misure previste dal PNRR e che il decreto sarà in sostanza riproduttivo di quanto stabilito nella legge di bilancio.

Il nostro commento

La delegazione della FLC CGIL ha espresso la più ferma contrarietà al piano del Governo. E, anzi, ha annunciato che se l’amministrazione andrà avanti con l’intenzione di procedere con i tagli al numero delle unità scolastiche, la FLC CGIL si muoverà con i suoi legali per impugnare il decreto attuativo.

Non si può sostenere, come ha ribadito oggi il Ministero, che il taglio al servizio scolastico sia connesso alla realizzazione del PNRR: ciò è niente di più lontano dagli obiettivi di riforma del PNRR, perché il Piano nazionale di ripresa e resilienza non obbliga ai tagli ma evidenzia la necessità di intervenire sul dimensionamento scolastico, come pure sul numero degli alunni per classe, al fine di “fornire soluzioni concrete ad alcuni problemi che le scuole italiane stanno vivendo con particolare sofferenza”.

Il suggerimento contenuto nel PNRR va dunque in una direzione esattamente opposta a quanto si sta tentando di fare: al termine del prossimo triennio le 8.007 istituzioni scolastiche esistenti nel corrente anno scolastico, attraverso smembramenti e accorpamenti di plessi e sedi, dovrebbero diventare 7.309. Saranno dunque soppresse ben 698 unità scolastiche, pari all’8,8% di quelle attualmente esistenti, con pesantissime ripercussioni sul sistema scolastico: oltre al taglio netto di circa 1.400 posti tra dirigenti scolastici e DSGA, si registreranno perdite di organico tra il personale ATA e tra i docenti, un notevole aumento della complessità organizzativa (in ordine al numero di sedi e comuni a cui le istituzioni scolastiche dovranno rapportarsi) prevedibili difficoltà di gestione dell’offerta formativa, soprattutto nelle regioni del Sud, che la logica del PNRR invece avrebbe dovuto maggiormente tutelare e soprattutto in regioni in cui la percentuale dei tagli raggiunge punte elevatissime: del 16% in Campania, 18% in Sardegna e 22% in Calabria e addirittura il 24% in Basilicata.

Abbiamo poi sostenuto che non è un caso che il piano dimensionamento sia stato definito unilateralmente dal Ministero dell’Istruzione e dal MEF, senza il previsto accordo in sede di conferenza unificata, dal momento che gli enti territoriali paventano, a ragione, una diminuzione della qualità del servizio scolastico, soprattutto nelle situazioni di maggiore disagio sociale e lavorativo come gli stessi dimostrano.

Riteniamo inoltre importante che, in una fase di accresciuta complessità dei compiti attribuiti alle scuole, a partire dall’attuazione delle riforme previste dal PNRR, la scelta di accorpare gli istituti scolastici, aumentando il numero complessivo degli alunni per istituto senza diminuire il numero degli alunni per classe, non sia certo la soluzione più indicata per dare centralità alla scuola, migliorare la qualità dei processi formativi e combattere la dispersione, ovvero gli obiettivi del PNRR e che il Ministro proclama, solo a parole, di voler conseguire.

A margine dell’incontro la dottoressa Palumbo ha reso nota la tempistica per l’emanazione dei bandi di reclutamento dei dirigenti scolastici (procedura ordinaria e riservata) prevista entro l’estate. In relazione al numero dei posti di dirigenti scolastici da autorizzare si renderà necessaria, secondo l’amministrazione, una significativa rimodulazione. Andranno sottratti i posti dei 12 dirigenti scolastici siciliani da reintegrare in servizio a partire dal 1 settembre 2023 a seguito dell’approvazione dell’emendamento in sede di conversione in legge del decreto legge 44 del 22 aprile 2023. È inoltre prevista una ulteriore diminuzione dei posti per effetto di un sovradimensionamento del dato previsionale dei pensionamenti che in fase definitiva risultata inferiore. In sostanza verrà richiesta al MEF una autorizzazione che prevede circa 90 posti in meno che saranno distribuiti tra le due procedure concorsuali mantenendo le proporzioni del 60% e 40% previste dalla norma. Ancora nessuna novità invece per quanto riguarda l’emanazione dei bandi per DSGA.

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