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Istruzione e formazione. Competenze e competenze chiave: perché se ne parla.

Sempre più utilizzati I termini competenze e competenze chiave quando si parla d’istruzione e formazione

13/06/2007
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In questi giorni i documenti redatti dal MPI utilizzano frequentemente i termini competenze e competenze chiave, basta dare uno sguardo alla circolare sulla certificazione sperimentale delle competenze al termine del primo ciclo d’istruzione o all’ipotesi di regolamento per l’attuazione del nuovo obbligo d’istruzione a 16 anni.
Per questa ragione riteniamo opportuno riassumere le motivazioni di queste scelte.

La politica scolastica del MPI ha assunto come prioritario il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Lisbona del 2000 .
Tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2010 vi è quello di rendere i sistemi d’istruzione e formazione dell’UE un punto di riferimento di qualità, in particolare è stato concordato:
La diminuzione della percentuale degli abbandoni precoci (non oltre il 10%)
L’aumento dei laureati in matematica, scienze e tecnologia ( incremento almeno del 15% e pari opportunità di genere)
Aumento dei giovani che completano gli studi secondari superiori (entro il ventunesimo anno di età)
Diminuzione della percentuale dei quindicenni con scarsa capacità di lettura (almeno il 20% rispetto al 2000)
Aumento della media europea di partecipazione ad iniziative di lifelong learning (almeno 12% della popolazione adulta).

Per poter raggiungere questi obiettivi c’è la necessità di disporre di informazioni precise sui processi messi in atto per poter poi mettere in azione strategie finalizzate al superamento delle criticità e al miglioramento del sistema nel suo complesso.
In tale contesto il sistema scolastico italiano partecipa alle indagini OCSE-PISA .

L’ indagine PISA (Programme for International Student Assessment, Programma per la Valutazione Internazionale degli Studenti) è un’indagine internazionale promossa dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) per accertare le competenze dei quindicenni scolarizzati nelle aree della comprensione della lettura, della matematica e delle scienze.

Gli indicatori OCSE dell’istruzione si propongono di misurare le prestazioni di sistemi scolastici nazionali nel loro insieme, piuttosto che confrontare singole entità istituzionali o all’interno delle nazioni.
Gli indicatori attraverso i quali l’OCSE valuta i sistemi di istruzione sono stati decisi dall’OCSE e non sempre i Paesi che li utilizzano ne condividono la scelta.
Risultano comunque parametri che evidenziano lo stretto legame che esiste tra lo sviluppo economico , la crescita sociale e l’istruzione di un Paese.

In tale contesto si inserisce l’ imminente pubblicazione dell’indagine OCSE PISA 2006 che in Italia è stata gestito in modo prevalente dall’INVALSI.
Infatti per la prima volta oltre ad un numero abbastanza elevato di scuole che partecipano tramite le prove somministrate dall’INVALSI vi partecipano anche alcune regioni in modo autonomo, l’Emilia Romagna, il Veneto e la Lombardia stileranno un proprio rapporto coadiuvate dall’INVALSI.
PISA 2006 è il terzo ciclo di rilevazione, ogni ciclo dell'indagine approfondisce in particolare un'area: nel primo ciclo (PISA 2000) è stata la lettura, nel secondo (PISA 2003) è stata la matematica,questo ciclo approfondisce l'area relativa alle scienze.

PISA 2006 intende rilevare le competenze scientifiche per le quali ci si riferisce non soltanto al possesso di specifiche conoscenze scientifiche, ma anche alla capacità di utilizzare in modo funzionale tali conoscenze in contesti di vita reale.
Più in particolare, esso comprende:

  • le conoscenze scientifiche e il loro uso per identificare domande, per acquisire nuove conoscenze e per trarre conclusioni fondate su problemi di carattere scientifico

  • la comprensione delle caratteristiche che contraddistinguono la scienza come forma di conoscenza umana e come forma di indagine

  • la consapevolezza di come la scienza e la tecnologia concorrono a determinare l'ambiente materiale, intellettuale e culturale in cui si è inseriti;

  • la disponibilità a confrontarsi criticamente con problemi che implicano una dimensione scientifica e con le idee della scienza.

Gli strumenti utilizzati in PISA 2006 sono prove per la rilevazione delle competenze degli studenti e comprendono quesiti relativi alle competenze nell'ambito: delle scienze, della lettura e della matematica; questi ultimi già utilizzati nelle due precedenti fasi. L'analisi delle risposte degli studenti a tali quesiti consentirà non soltanto di stabilire possibili relazioni tra le diverse competenze indagate, ma anche di individuare le eventuali differenze nelle prestazioni degli studenti.
Le prove saranno divise in tre questionari:
Questionario Studente: per la rilevazione delle variabili di sfondo relative alla provenienza socio-economica, alle caratteristiche dell'indirizzo di studi seguito e alle motivazioni e atteggiamenti nei confronti della scuola e dell'apprendimento delle scienze. Nel questionario è anche presente un numero limitato di domande, che intendono raccogliere informazioni sulla familiarità degli studenti con le tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Questionario Scuola: rivolto ai dirigenti scolastici, ai quali si richiede di fornire informazioni relative a: tipo di scuola e sue caratteristiche, risorse disponibili, caratteristiche dell'utenza, coinvolgimento dei genitori, professioni legate alle scienze e mercato del lavoro.
Questionario Genitori: finalizzato alla raccolta di informazioni aggiuntive sul ruolo dei genitori nell'educazione scientifica degli studenti.

Gli ambiti di competenza di PISA e i relativi Livelli in lettura, matematica e problem solving stanno diventando quadro di riferimento in termini di ambiti di competenze, di tipologie di prove, definizione dei livelli di prestazione e delle loro caratteristiche, ne è un esempio la recente c.m n.28 relativa alla certificazione sperimentale delle competenze al termine del primo ciclo d’istruzione.
Le competenze sono definite dall’OCSE quali”capacità di rispondere a esigenze individuali e sociali o di svolgere efficacemente un’attività o un compito” e si distinguono dalle “competenze chiave” che sono quelle competenze indispensabili per l’individuo nei molteplici contesti sociali .
E’ recente la raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo relativa a “ competenze chiave per l’apprendimento permanente ”.

La citata raccomandazione dovrebbe contribuire allo sviluppo di un’istruzione e di una formazione di qualità concepite in funzione delle esigenze della società europea ad integrazione delle azioni degli Stati membri: oltre ad assicurare che i loro sistemi di istruzione e formazione iniziale offrano, a tutti, i mezzi per sviluppare competenze chiave a un livello tale che li prepari per la vita adulta. Le azioni dovranno garantire la base per ulteriori occasioni di apprendimento nel corso della vita adulta mediante un’offerta coerente e completa di possibilità di apprendimento permanente.
Le raccomandazioni dell’UE sono finalizzate anche a sostenere altre politiche correlate quali quelle occupazionali e sociali, ma fondamentalmente deve essere una base di partenza comune sulle competenze chiave da cui partire per le riforme nazionali sull’istruzione e la formazione allo scopo di raggiungere i livelli di riferimento europei concordati nel programma di lavoro da raggiungere entro il 2010.

Roma, 13 giugno 2007

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