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ISPRA: si ritorna al via. Quale futuro per la protezione e la ricerca ambientale in Italia?

Ribadiamo la necessità che al servizio del Paese ci sia un ente di ricerca di alto livello scientifico e che garantisca una reale tutela dell'ambiente.

06/04/2012
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Nel 2008 è stato istituito l'ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione dell'Ambiente, con l'ambizione di mettere insieme un sistema di controllo e monitoraggio con la ricerca scientifica in campo ambientale. Ma a distanza di quattro anni l'ISPRA è ancora senza Statuto. Le attività proseguono ma hanno bisogno di una prospettiva per il futuro. Dunque, ancora aspettiamo.

Di recente, il Parlamento ha ripreso la discussione sull'ISPRA. La Commissione ambiente della Camera ha infatti riattivato la discussione in merito a due proposte di legge, di riforma dell'Istituto e di istituzione di un sistema nazionale di agenzie ambientali l'AC 55 del 2008 (sull'APAT, abbandonato con l'istituzione dell'ISPRA nel 2008) e l'AC 3271 del 2010, che erano rimaste ad attendere in parlamento. I due testi, che riproducono in sostanza un vecchio progetto di legge della precedente legislatura (AC 1561 del lontano 2005) che proponeva l'istituzione di un sistema agenziale che "assicurasse omogeneità ed efficacia dell'azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell'ambiente".

Nel frattempo però molte cose sono cambiate, compresa l'emanazione del Decreto Ministeriale che adotta il Regolamento dell'ISPRA, l'insediamento di un nuovo Governo ed i nuovi indirizzi di gestione per l'ISPRA del Ministro Clini, che pare siano arrivati solo di recente.
Ed è per questo che la discussione su ISPRA deve essere attualizzata, anche col contributo delle parti sociali.

In Commissione Ambiente della Camera ad oggi sono state audite in via informale ISPRA (Presidente), alcune ARPA (Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Veneto e Puglia, Liguria, Campania e Calabria) Rete Imprese Italia, la Conferenza delle Regioni e Provincie Autonome, che ha anche svolto un'indagine conoscitiva sulle proposte di legge, ed è prevista per il prossimo 11 aprile l'audizione di Amici della Terra.

La FLC CGIL, che ha già presentato la richiesta di incontro al Presidente dell'ISPRA per conoscere lo stato di avanzamento del processo di riforma, intende dare il proprio contributo alla discussione e sta dunque procedendo con la richiesta di audizione alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato. Riteniamo indispensabile che il nuovo assetto dell'Istituto, nonché del sistema nazionale, sia volto a rafforzare la diffusione della conoscenza ambientale nel Paese, in particolare attraverso il rafforzamento delle capacità di ricerca, e contribuisca ad assicurare, anche attraverso il coordinamento con le agenzie regionali,  un elevato livello di presidio ambientale. Ribadiamo la necessità per il Paese che ISPRA sia un ente di ricerca di riferimento scientifico di alto livello in grado di rappresentare il paese a livello internazionale a garanzia per il cittadino di una reale tutela dell'ambiente, bene comune da preservare soprattutto in periodi di crisi.

Infine, invitiamo tutti i lavoratori dell'ISPRA a partecipare al presidio del 12 aprile per contrastare la volontà di smantellare la ricerca pubblica, a partire dalla trasformazione degli enti di ricerca in agenzie dalla dubbia consistenza e trasparenza e certamente prive dell'indipendenza scientifica e dell'autonomia della ricerca. Per dire basta con il continuo ricorso a tagli su piante organiche e fondi di finanziamento alla ricerca, che lasceranno a casa molti precari e molti saperi.

Per informazioni sui progetti di legge e sulla discussione in corso vi invitiamo a visitare il sito della camera, a partire dal dossier.

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