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AFAM: malattia, quarantena, permanenza domiciliare fiduciaria da covid-19. Aggiornamento delle disposizioni in vigore

Tali periodi non si computano per il calcolo del comporto. Trattamento economico senza decurtazione. Cosa succede in caso di effettuazione del tampone.

19/10/2020
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Numerosi sono gli interrogativi riguardanti il trattamento giuridico ed economico dei lavoratori dell’afam coinvolti in situazioni direttamente o indirettamente connesse a casi di contagio da covid-19. Cerchiamo di fare chiarezza su una materia nella quale si intrecciano norme contrattuali disposizioni di legge, atti amministrativi.

Emergenza Coronavirus: notizie e provvedimenti

Il decreto legge Cura Italia (art. 87 comma 1 primo periodo del decreto legge 18/20) prevede che Il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, tra cui le istituzioni afam, dovuta al COVID-19, è equiparato al periodo di ricovero ospedaliero. Il decreto legge Agosto ha chiarato che tali periodi non si computano ai fini del calcolo del periodo massimo del mantenimento del posto in caso di malattia o infortunio (art. 26 comma 1-quinquies, lettera a) del Decreto Legge 104/20)

Contestualmente il medesimo decreto, al comma 3-bis, stabilisce che per i periodi di assenza per malattia per ricovero ospedaliero in strutture del Servizio Sanitario Nazionale, non si applica la decurtazione del trattamento accessorio per i primi dieci giorni di assenza. A tal fine viene modificato l’art. 71 comma 1 della Legge 133/08.

Alla luce di questo quadro normativo il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva

  • è equiparato a ricovero ospedaliero
  • non si computa ai fini del periodo di comporto
  • dà diritto all’intera retribuzione senza alcuna decurtazione della retribuzione accessoria avente carattere fisso e continuativo (RPD per i docenti, CIA per il personale TA, Indennità di amministrazione per il personale EP).

Malattia

Nei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 il soggetto è collocato in malattia ed in isolamento ossia separato dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione. I periodi di isolamento variano a secondo delle seguenti situazioni

  • le persone asintomatiche risultate positive possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).
  • le persone sintomatiche risultate positive possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).
  • le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato.

Quarantena

La quarantena viene imposta ad una persona sana nella situazione di “Contatto stretto” di un caso probabile o confermato di covid-19. In base alle disposizioni delle autorità sanitarie per contatto stretto di intende

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei
  • un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
  • una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

In base alle indicazioni del Ministero della Salute, i contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare:

  • un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso

oppure

  • un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

Ricordiamo che non è prevista la quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti di contatti stretti di un caso positivo (ovvero non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato), a meno che il contatto stretto del caso

  • non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici
  • nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità.

Permanenza domiciliare

La permanenza domiciliare fiduciaria cioè, la permanenza non coattiva, con controlli per la verifica delle condizioni di salute, viene eventualmente attuata per le persone che hanno soggiornato o transitato, nei quattordici giorni antecedenti all'ingresso in Italia, in alcuni Stati o specifici territori indicati da diverse disposizioni normative (ad es. l’ordinanza del Ministero della salute del 12 agosto 2020 come integrata dall’ordinanza del 21 settembre 2020, oppure l’articolo 6 del DPCM del 13 ottobre 2020).

Sorveglianza attiva

La sorveglianza attiva è una misura durante la quale l'operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza.

Assenze per programmi di screening

Con l’ordinanza n. 18 del 28 luglio 2020, il Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica covid-19 ha segnalato come la mancanza di disposizioni che consentano di assentarsi dagli istituti scolastici ed educativi per il periodo di tempo necessario all'esecuzione di analisi sierologiche per la ricerca di anticorpi specifici nei confronti del virus SARS-CoV-2 e quello intercorrente tra l'esito eventualmente positivo dell'analisi eseguita e l'acquisizione del risultato del test molecolare per la diagnosi dell'infezione, rappresenti una grave remora alla partecipazione volontaria del personale docente e non docente ai programmi di screening eventualmente disposti.

A tal fine ha nominato il Dipartimento della funzione pubblica e l’INPS quali soggetti attuatori affinché adottino ogni misura idonea a chiarire che anche per il “personale docente e non docente“ il periodo di assenza dal luogo di lavoro, per il tempo intercorrente tra l'esito, eventualmente positivo, riscontrato all'esecuzione di analisi sierologiche per la ricerca di anticorpi specifici nei confronti del virus SARS-CoV-2 e l'acquisizione del risultato del test molecolare per la diagnosi dell'infezione, sia equiparato, previa presentazione di idoneo certificato medico rilasciato dal medico di medicina generale e/o dalla ASL competente, al periodo della quarantena”. La norma anche se non cita esplicitamente l’afam (il riferimento è in particolare a scuola e università), è sicuramente applicabile a tale settore.