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Stabilizzazioni nella scuola: presidio unitario al MIUR il 17 febbraio per rivendicare il diritto al lavoro dei precari

Insieme a CISL e UIL chiediamo un piano di stabilizzazioni che dia risposta a tutti coloro che ne hanno diritto.

30/01/2015
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La FLC CGIL insieme alla CISL e alla UIL sarà in presidio al Ministero dell' istruzione il 17 febbraio, alle ore 15 per rivendicare il diritto alla stabilizzazione dei precari che a vario titolo ne posseggono i requisiti.

La Scuola pubblica in questi anni ha avuto bisogno, e continua ad averlo, del lavoro dei precari che hanno consentito con il loro impegno professionale il regolare svolgimento delle lezioni, come ha sancito anche la sentenza della Corte europea. I docenti delle GAE dal 2007 aspettano la loro chiusura, come recita la legge di bilancio di quell’anno. Peccato che i tagli agli organici della Gelmini abbiano interrotto quel processo.

In questi ultimi anni sono stati espletati bandi per i TFA, i PAS, sulla base di numeri stabiliti dal Ministero ed autorizzati dalla Corte dei Conti. Vuol dire che di quel personale e della loro costosa abilitazione lo Stato ha bisogno, come ha bisogno di coloro che sono nelle GAE o hanno vinto il concorso e non riescono a trovare la loro cattedra e anche dei docenti di terza fascia che, con la copertura delle supplenze brevi consentono la continuità del diritto allo studio. Anche per il personale ATA, nonostante il taglio di ulteriori 2020 posti, è necessario procedere alla stabilizzazione di tutti coloro che ne hanno titolo.

Perché allora il Governo non pensa a un piano concordato con le Organizzazioni Sindacali che dia risposte alle aspettative dei precari.

Forse perché nelle linee guida della Buona Scuola non c’è l’idea di una scuola giusta, una scuola che investa in un organico funzionale al successo scolastico di tutti gli alunni, funzionale alla lotta alla dispersione scolastica così diffusa al sud, funzionale alla generalizzazione della scuola dell’infanzia, funzionale ai tempi distesi dell’apprendimento per ogni età.

Se la Buona scuola diventerà funzionale a questi propositi, ci sarà posto per tutti!

Insieme lo chiederemo a gran voce il 17 febbraio e continueremo a farlo perché crediamo nella scuola pubblica e nel lavoro del suo personale docente ed ATA.