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Stabilizzazione ex LSU e appalti storici: primi dati sui numeri dei contratti attivabili

Forniti anche alcuni chiarimenti sulla sequenza delle operazioni dopo l’acquisizione delle domande. Il tavolo di confronto è stato aggiornato al 5 febbraio.

31/01/2020
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Il 29 gennaio 2020 si è tenuto il confronto al Ministero per l’Istruzione, sollecitato dalle organizzazioni sindacali, per avere chiarimenti sulla sequenza delle operazioni in essere fino al 1° marzo 2020, dopo la chiusura dell’iter di selezione su istanze online e l’acquisizione delle domande.

L’Amministrazione ci ha informati che, sulla base del numero minimo di contratti a tempo pieno e il numero massimo di contratti a part-time attivabili, si potrebbero stabilizzare 7.098 contratti a tempo pieno e 5.708 contratti part-time.
Da questo dato si ipotizza che il numero complessivo di posti che rimarranno liberi a livello nazionale potrebbe essere di 1.311, per i contratti a tempo pieno e per i destinatari di part-time o in soprannumero. Dati, questi ultimi, da ritenere ancora provvisori, in attesa della verifica, prevista dalla normativa, sul possesso dei requisiti e dei titoli sulle 12.977 domande pervenute.
Sul possesso dei tre requisiti fondamenti per l’accesso - dieci anni di contratto a tempo indeterminato con imprese di pulizia per lo svolgimento di questi servizi nelle scuole dal 2000, inclusi il 2018 e il 2019; diploma di scuola secondaria di primo grado; assenza di carichi penali relativi a reati impedenti l’assunzione nella PA - il Ministero ha già attivato i controlli in accordo, a livello centrale, con il Ministero di Grazia e Giustizia e con il Ministero del Lavoro.
L’Amministrazione ha assicurato che i controlli saranno espletati in tempo utile a garantire le assunzioni dal 1° marzo 2020.
A questo proposito, il 30 gennaio 2020, si è svolta una riunione di coordinamento e raccordo del MI con gli USR che sono coinvolti nell’accertamento istruttorio, in modo da avere delle graduatorie definitive pulite.
Sarà formulata una graduatoria provinciale che servirà ad individuare, in base alla posizione occupata e alla scelta del lavoratore, chi può prendere il tempo pieno o il part time.
A seguire sarà predisposta una graduatoria nazionale a scorrimento, dalla quale si potrà attingere per ulteriori stabilizzazioni sul turn over, fino a quando non sarà assorbita la platea degli aventi titolo.
Il Ministero ha inoltre precisato che non ci potranno essere compensazioni con spostamento di posti tra province perché l’organico assegnato ad ogni provincia è legato al numero degli alunni e alla tipologia di scuola. La norma, invece, prevede la possibilità di cambiare provincia per coloro che hanno preso un part time forzato o sono risultati in esubero nella provincia dove hanno presentato domanda.
Pertanto, questi posti saranno trattati come un contingente separato di organico, dal momento che la legge ha previsto di portare avanti le operazioni di internalizzazione nell’arco dei prossimi anni, in modo da poter stabilizzare tutti gli aventi titolo, nel limite delle risorse disponibili.
Sarà prevista anche la possibilità di esprimere preferenze diverse da quella della provincia di servizio (tramite la piattaforma informatica), ma questo avverrà solo al termine delle operazioni di stabilizzazione nei rispettivi posti di servizio quando, cioè, sarà possibile avere una fotografia chiara e concreta della situazione reale.

Sui posti residuati dopo tutte le operazioni, per fare in modo di garantire le condizioni igienico-sanitarie nelle scuole, potranno essere autorizzate supplenze brevi e saltuarie.

Per quanto ci riguarda abbiamo ribadito i seguenti punti:

  • l'operazione va gestita con la massima attenzione possibile nella sua sequenza e nella tempistica, in modo da non lasciare fuori nessun lavoratore che ne abbia titolo consentendo la conclusione complessiva delle assunzioni e dei movimenti entro il 1° marzo;
  • è necessario conoscere il dato qualitativo delle graduatorie, ad esempio rispetto al numero di lavoratori vicini all’età pensionabile, in modo da poter programmare anche le fasi successive;
  • è indispensabile il massimo raccordo possibile con i Direttori regionali affinché siano date indicazioni operative chiare e puntuali sulla valutazione delle domande per non creare difformità di giudizio tra i vari territori. A tal proposito abbiamo ricordato che la materia è oggetto di confronto sindacale per cui i tavoli regionali vanno istituiti immediatamente al fine di consentire la massima trasparenza nei percorsi di inclusione a livello territoriale.

Abbiamo chiesto anche un ulteriore incontro di approfondimento, alla presenza del livello politico e con il coinvolgimento delle categorie e delle confederazioni.

A chiusura dell’incontro il Dott. Greco ci ha informati che c’è stato l’impegno formale al Ministero del Lavoro di convocare a breve un incontro a Palazzo Chigi per affrontare il tema dei circa 3.000 lavoratori che resteranno fuori da questa procedura di internalizzazione.

Il tavolo di confronto al Ministero dell’Istruzione è stato aggiornato al 5 febbraio.

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