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Approvazione Regolamento dei centri per l’istruzione degli adulti: un ritardo inquietante

Intanto CTP e corsi serali languono. Questo Governo non è interessato all’Istruzione degli Adulti

31/08/2011
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Vogliamo tornare sulla questione dell’ormai quasi fantasmatico Regolamento dei Centri d’istruzione per gli adulti e sui problemi, per nulla fantasmatici bensì concretissimi, dei Centri Territoriali Permanenti e dei corsi serali.

Non lo facciamo per una sorta di automatismo rituale. Prima di tutto perché non abbiamo mai smesso di occuparcene, in secondo luogo perché i riti si ripetono sempre uguali a se stessi e qui invece la situazione cambia. E cambia  perché si sta sgretolando.

Questa impressione non è nuova, ma è stata confermata e rafforzata da quanto emerso in un incontro dedicato all’argomento che si è svolto ieri, al MIUR, presso la Direzione Generale  per l’istruzione e formazione tecnica superiore.

Risulta chiaro che l’iter di approvazione del Regolamento non procede perché il Tesoro pretende,  preliminarmente, che si provveda a tagliare ulteriormente gli organici.

Nel frattempo, nonostante le circolari ministeriali sugli organici per l’a.s. 2011-2012 prevedessero il congelamento degli organici nelle quantità assegnate per l’a.s. 2010-2011, in realtà sui corsi serali si è verificata una vera falcidia.

Con buona pace degli obiettivi europei e degli auspici del Quaderno di TREELLE “Il lifelong learning e l’educazione degli adulti in Italia e in Europa Dati, confronti e proposte” .

Per non parlare del  fabbisogno di ITA L2 per immigrati, peraltro finora solo intravisto attraverso la vicenda dei test di lingua correlati al permesso di soggiorno.  

Prende così sempre più consistenza la prospettiva che temevano: lasciata a se stessa, non difesa, non valorizzata, l’istruzione degli adulti si logora progressivamente.  

In questi tre anni, per garantire l’orizzonte – meglio sarebbe dire il baratro - dei tagli e dello smantellamento della scuola pubblica, sono stati emanati provvedimenti di tutti i tipi. Nel caso dei Centri per l’istruzione degli adulti non si muove foglia.

Sulla  bozza di Regolamento -  la cui ultima versione risale al febbraio del 2011! -  la FLC ha espresso critiche rilevanti, tuttavia valutavamo positivamente che si procedesse a dedicare una istituzione scolastica all’istruzione degli adulti che, successivamente avrebbe potuto essere migliorata e resa sempre più rispondente alle sue finalità.

In questi anni regioni avvedute e lungimiranti hanno già previsto i CPIA nei loro Piani di dimensionamento; il personale ha continuato ad operare; le scuole hanno attivato progetti, sperimentato, innovato; lo stesso MIUR, a più riprese, ha assegnato un codice meccanografico ad alcuni CPIA fino a costituire un elenco di alcune decine di istituti. Concorreranno questi istituti a costituire il numero complessivo di posti per Dirigente Scolastico? Nemmeno questo, a tutt’oggi, è dato sapere!

Abbiamo ben presenti gli uomini e le donne che hanno bisogno di un titolo di studio per restare, migliorare la propria posizione o rientrare, nel mondo del lavoro; quelli che provenendo da altri Paesi hanno bisogno di imparare la lingua e di conoscere i fondamenti del vivere democratico nella società italiana; i giovani che hanno abbandonato o che sono stati espulsi dalla scuola e che hanno bisogno di riprendere il loro percorso scolastico… Deve essere essere garantita a queste persone la possibilità di rientrare in formazione, di acquisire un titolo di studio, di rafforzare le competenze funzionali e di cittadinanza. Per questo non demorderemo.

Nell’incipiente nuovo anno scolastico, che si annuncia denso di preoccupazioni e di lotte, l’istruzione degli adulti continuerà ad essere uno dei terreni del nostro impegno, sia a livello nazionale che nell’articolazione territoriale.