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Regolamento CPIA: dal MIUR anticipazioni sulla nuova bozza

Modifiche rilevanti, uno spiraglio per l’italiano per immigrati, ma è un gioco dell’oca dove l’educazione degli adulti non vince

14/02/2011
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L’incontro chiesto unitariamente da FLC GIL e altre Organizzazioni Sindacali al MIUR in merito al Regolamento dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti si è svolto venerdì 11 febbraio scorso.

Durante l’incontro sono state  fornite ampie anticipazioni in merito al testo che il MIUR ha trasmesso per  la seconda lettura in Consiglio dei Ministri.

Ecco i punti salienti emersi:

  • si conferma che i Centri costituiranno una tipologia di istituzione scolastica autonoma;
  • i Centri sono finalizzati al conseguimento dei titoli di studio e di certificazioni riferiti al primo e al secondo ciclo di istruzione; ma per quanto riguarda i licei  i percorsi di nuovo sembrano essere stati limitati al liceo artistico, nonostante le forti pressioni, da parte delle OOSS, ma anche da parte delle Regioni, per una loro estensione a tutti i licei.

I  Centri, attraverso una specifica articolazione in periodi didattici, garantiscono anche  l’acquisizione dei saperi e delle competenze relative al 9° e 10° anno dell’obbligo di istruzione.

Pare aprirsi uno spiraglio per i corsi di italiano L2: le 200 ore, in aggiunta alle 400 ordinarie,  dedicate all’insegnamento della lingua italiana per stranieri non provvisti di titolo di studio potranno essere frequentate anche da immigrati già in possesso di titolo di studio acquisito nel paese d’origine

I corsi serali rimangono incardinati agli istituti superiori di appartenenza, gli adulti che si rivolgono ai CPIA saranno orientati e indirizzati a corsi serali tramite un lavoro di rete.  

Ai Centri ci si potrà iscrivere a partire dai sedici anni e  perfino a quindici in presenza di particolari esigenze, ma nulla di specifico, in termini di offerta formativa di condizioni didattiche e organizzative, è previsto per questi soggetti che vengono così promossi adulti sul campo. E’ grave che non sia tenuto in alcuna considerazione che si tratta invece di giovani che hanno alle spalle una storia non positiva di rapporto con la scuola e che hanno bisogno proprio di essere aiutati a crescere per diventare adulti autonomi e responsabili!

Per le persone che si rivolgono ad un Centro sono previste attività di accoglienza e di orientamento che sfoceranno nella definizione di un Patto formativo individuale

A breve seguiranno ulteriori approfondimenti. E’ forte però l’impressione di trovarsi di fronte ad una sorta di gioco dell’oca: sia quando si procede di qualche casella, sia quando si torna indietro, sia quando si sta fermi, ciò che emerge in modo evidente è che:

  • da un lato manca un quadro di riferimento complessivo sull’educazione degli adulti
  • dall’altro si pretende di istituire l’istruzione degli adulti senza risorse né un assetto ordinamentale adeguati.

Non solo, ma data la pervicace determinazione a continuare i tagli dell’organico, il segmento dell’istruzione per gli adulti continuerà a subire ulteriori  forti tentativi di erosione.

Intanto, la proposta di legge sull’apprendimento permanente presentata dalla CGIL giace inerte in Parlamento.

Questo governo e la sua maggioranza non hanno la cultura politica né la lungimiranza per riconoscere il valore strategico del lifelong learning: le loro priorità sono altre.

La FLC CGIL, anche attraverso iniziative unitarie, continuerà a rivendicare in ogni sede competente una istruzione degli adulti di qualità.