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Scuola: incontro delle organizzazioni sindacali con il Presidente del Consiglio Romano Prodi

Al centro del dibattito e delle preoccupazioni sindacali, i segnali preoccupanti che giungono sui contenuti della prossima finanziaria. Deludente la risposta del Presidente del Consiglio

26/09/2006
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Si è svolto questa mattina l’incontro a Palazzo Chigi fra il Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi e le rappresentanze sindacali della scuola. Presente il Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni.

L’incontro, richiesto dalle organizzazioni sindacali, aveva lo scopo di sollecitare l’attenzione del Capo del governo sugli interventi che la prossima finanziaria minaccia di fare nel settore della scuola: tagli, insufficiente finanziamento per il rinnovo dei contratti, nessuna stabilizzazione del precariato.

Su questi temi i direttivi unitari di FLC Cgil, CISL e UIL scuola, nella giornata del 20 settembre, hanno approvato un documento unitario.

La FLC ha fatto presente al Presidente del Consiglio la necessità di dare un grande segnale di discontinuità con il passato governo, quando la scuola è stata considerata solo come spesa e non come investimento.

Ha riconosciuto la necessità di abbattere gli sprechi, senza trascurare le necessarie politiche di investimento, senza le quali non è possibile lo sviluppo del Paese. A questo proposito è da rifiutare la politica dei due tempi, quello del risanamento e quello dello sviluppo, esiste soltanto un tempo, quello dell’equità che significa investire senza indugi nel settore della conoscenza a partire dalla scuola statale.

La FLC ha tenuto a sottolineare l’urgenza di risolvere tre priorità: quella del precariato, fatto di tante persone che hanno superato più di un concorso, sostengono con il loro lavoro il funzionamento del sistema e non hanno prospettive di futuro, di tanti ATA che si sobbarcano sacrifici pesanti senza alcuna prospettiva di stabilizzazione; quella dei finanziamenti adeguati per i rinnovi contrattuali del personale docente ed ata e dei dirigenti scolastici e quella di investire sulla scuola a partire dalla restituzione di tutti i finanziamenti che le sono stati sottratti dal precedente governo e che la mettono in seria difficoltà.

La FLC ha poi ricordato l’urgenza di procedere ad una legge di innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni con il contemporaneo elevamento dell’età minima per accedere al lavoro, coerentemente con l’impegno contenuto nel Programma dell’Unione e con le rivendicazioni che la Cgil ha messo in campo su questo tema che consideriamo decisivo, chiaro nelle scelte e nei valori che esprime e di cui dunque la finanziaria dovrà tener conto.

Una proposta, quella dei 16 anni, da declinare in modo netto e preciso senza alcuna forzatura che aprirebbe la strada ad ipotesi irricevibili.

Infine la FLC ha denunciato e chiesto conto di quanto contenuto in un articolato predisposto dal Ministero dell’economia che contiene prospettive drammatiche per la qualità e il funzionamento della scuola: innalzamento del rapporto docenti/alunni già a partire dal 2007, innalzamento del rapporto per stabilire la dotazione dei docenti di sostegno, da 1/138 a 1/168, togliendo per di più le deroghe per gli alunni più gravi, il dimezzamento degli scatti di anzianità.

Abbiamo chiesto con determinazione al Presidente Prodi di fermare questa Finanziaria dichiarando la più netta indisponibilità ad accettare queste logiche.

La FLC ha fatto presente che se dovesse realizzarsi una tale prospettiva, non resterebbe che rispondere con il conflitto, perché solo l’investimento nella conoscenza parla davvero allo sviluppo e alla pace.

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha risposto in modo stringato. Pur riconoscendo il ruolo della scuola, grande strumento di promozione sociale, ha ricordato comunque gli sprechi che nel sistema ci sono invitando le organizzazioni sindacali a contribuire alla loro corretta individuazione.

Sul problema sollevato dalla FLC riguardo al documento del ministero dell’economia contenente prospettive drammatiche per la scuola, ha affermato di non esserne a conoscenza, in quanto la finanziaria è ancora in fase di costruzione ma si è impegnato a convocare il Ministro dell’Economia assieme al Ministro dell’Istruzione già nel pomeriggio per avere tutte le risposte necessarie e per definire le scelte.

Delle problematiche sollevate dagli interventi, in particolare dai sindacati confederali, ha assunto due urgenze su cui si è impegnato a dare risposte di merito a breve termine: precari e contratto.

Ha poi segnalato la necessità di riportare a scuola un clima di normalità uscendo dallo stato di emergenza in cui da troppo tempo la scuola agisce.

Rispetto alla finanziaria, a partire dal fatto che deve fare i conti con una realtà molto difficile, prevede di soddisfare con gradualità tutte le esigenze poste.

In chiusura la FLC ha ricordato al Presidente Prodi che nel ’97, durante la sua precedente legislatura, venne concordato con le organizzazioni sindacali un piano di investimenti finanziari consistenti in 1000 miliardi di vecchie lire e la stesura di una serie di obiettivi condivisi riguardanti educazione degli adulti, sostegno all’autonomia scolastica ecc.

Anche oggi questa potrebbe essere una strada da perseguire, La FLC pertanto ha proposto di aprire un tavolo di confronto con sindacati di categoria, confederazioni, governo per definire una serie di obiettivi e risorse per la scuola che diventino impegni da portare a termine nel corso della legislatura.

Il Presidente si è riservato di valutare la possibilità di aprire un tavolo con queste finalità e caratteristiche, e di dare al più presto una risposta giudicando comunque la proposta meritevole di attenzione.

Roma, 26 settembre 2006

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