
Regolamento europeo sulla privacy: arrivano dal MIUR le indicazioni per le scuole
La nota ministeriale fa opportunamente riferimento ad un percorso di adeguamento e all’obbligo per gli uffici scolastici regionali di attivare un ruolo di interlocuzione e coordinamento. Non risolve però le criticità legate all’individuazione dei responsabili della protezione dei dati.


A seguito dell’incontro svoltosi lo scorso 18 maggio l’amministrazione del MIUR si era impegnata a fornire ai dirigenti scolastici le indicazioni da noi richieste sull’applicazione del Regolamento Europeo sulla privacy.
Il contenuto della nota
Nella nota 563 del 22 maggio 2018 il MIUR affronta le problematiche segnalate dai sindacati. e fornisce alle scuole prime indicazioni sul percorso da attivare, sottolineando come la mancanza del previsto decreto legislativo di modifica del Codice Privacy vigente (dlgs 196/03), non consenta di valutare nel dettaglio tutti gli adempimenti effettivamente a carico delle scuole.
Rispetto all’individuazione del responsabile della protezione dei dati, la nota ricorda che la figura, interna o esterna, deve essere connotata dai requisiti di autonomia, indipendenza e competenza in materia di trattamento dei dati e deve operare senza conflitto di interessi rispetto ad altri incarichi eventualmente ricoperti nell’istituzione scolastica.
A tale proposito conferma la possibilità che più scuole, in quanto soggetti pubblici, possano avvalersi di un unico responsabile e affida agli USR il compito di svolgere in questo ambito un ruolo di interlocuzione e coordinamento nei confronti delle istituzioni scolastiche.
La nota annuncia infine l’attivazione di specifici percorsi formativi per dirigenti scolastici e DSGA e la predisposizione di un modello standard di Registro delle attività di Trattamento di dati personali, previsto dal Regolamento, che sarà inviato alle scuole nelle prossime settimane.
Le nostre valutazioni
Come FLC CGIL esprimiamo soddisfazione rispetto al riconoscimento da parte del MIUR della necessità di fornire alle scuole indicazioni e indirizzi per l’applicazione di innovazioni normative rivolte alla generalità della pubblica amministrazione, come più volte da noi richiesto per questa e per altre complesse novità legislative (dematerializzazione, anticorruzione, trasparenza, codice degli appalti, solo per citarne alcune).
Siamo inoltre convinti che le pressanti sollecitazioni del mercato, attivatosi immediatamente intorno all’applicazione degli adempimenti del Regolamento Europeo, abbiano contribuito non poco ad alimentare preoccupazioni ingiustificate sulle responsabilità che incombono sul dirigente scolastico a partire dal 25 maggio 2018, spingendo ad una “corsa all’individuazione del RPD esterno” a cui vengono tra l’altro affidati o richiesti compiti che esulano quelli previsti dal Regolamento stesso.
Ricordiamo a tale proposito che la completa attuazione del Regolamento potrà essere possibile solo a seguito della pubblicazione del decreto legislativo di modifica del Codice Privacy vigente (dlgs 196/03) e delle regole deontologiche demandate al Garante della Privacy.
Ricordiamo inoltre che, ferma restando l’attività ispettiva e sanzionatoria del Garante rispetto alle violazioni della privacy (attività che il Garante già svolge e continuerà a svolgere), con il provvedimento n. 121 del 21 febbraio 2018 il Garante stesso ha evidenziato l’opportunità di differire di 6 mesi dalla data di pubblicazione del dlgs di modifica del Codice Privacy l’emanazione delle indicazioni per la corretta applicazione del Regolamento Europeo in Italia, compito di cui il Garante è investito dall’art. 1, comma 1021, della legge finanziaria 2018 n. 205/2017.
Riteniamo perciò che l’applicazione del Regolamento europeo non debba costituire una mera esecuzione di adempimenti obbligatori ma debba configurarsi come l’occasione per attivare, a partire dalle indicazioni della nota del MIUR, un percorso di implementazione della tutela dei dati personali trattati dalle scuole.
La FLC CGIL continuerà a sostenere i dirigenti scolastici in questa delicata materia, anche attraverso la predisposizione di materiali e indicazioni e attraverso l’interlocuzione, in alcuni casi già avviata, con gli USR.
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