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Parte in spagna una riforma scolastica “diversa”.

Spagna, marzo 2005

10/03/2005
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Marzo

Parte in spagna una riforma scolastica “diversa”. All’indomani della vittoria elettorale socialista, circa un anno fa, Zapatero fece sospendere la riforma del sistema scolastico, la cosiddetta Ley de Calidad (Loce), che era in corso di avvio col precedente governo Aznar, la quale a sua volta avrebbe modificato profondamente la precedente riforma (socialista) denominata Logse.
Non fu una scelta né facile né semplice. Non facile perché, se i settori più radicali della sinistra spingevano per l’abrogazione della Loce. era pur vero che. anche agli occhi dei socialisti, un puro e semplice ritorno alla Logse non sarebbe stato possibile, dal momento che era opinione comune che la Logse dovesse avere un aggiornamento.
Non semplice perché comunque la Loce era partita: alcune cose erano già in via di attuazione, come l’impopolare bocciatura nella scuola media con due sole insufficienze, altre cose una volta fatte non erano facili da ritirare, come la gratuità per la scuola materna, norma naturalmente più popolare ma che implica il finanziamento pubblico delle numerose scuola materne private (le scuole private convenzionate in Spagna sono finanziate dallo stato ma le materne fino ad alcuni anni fa non venivano finanziate con la giustificazione che non erano scuola dell’obbligo).
E infine c’era il problema del rispetto della legge che era già stata votata e che richiedeva di essere applicata. Per fronteggiare quest’ultimo problema procedurale il nuovo ministro dell’educazione Maria Jesus de San Segundo aveva fatto ricorso ad una clausola esistente nella costituzione spagnola che consente di sospendere una legge se in un tempo congruo si è in grado di sostituirla con un’altra diversa o modificata.
Naturalmente tutte queste questioni non mancarono di creare problemi e polemiche sia con la Destra che invocava l’applicazione della legge sia con i settori più radicali della Sinistra che temevano la conservazione del testo voluto da Aznar o la riproposizione di un testo analogo.
La sospensione era dunque sembrata per il momento la soluzione più praticabile: essa lasciava in piedi alcune cose già attuate, ma bloccava tutto ciò che non era ancora attuato come la contestatissima canalizzazione obbligatoria, sulla base dei risultati scolastici, in tre percorsi (preliceale, preprofessionale e di avviamento al lavoro) a 12 anni e la conclusione del percorso liceale con un esame finale (in Spagna non esisteva un corrispettivo del nostro esame di maturità, ma esistono esami di ammissione alle Università), assai impopolare tra gli studenti.
Alla sospensione era seguito anche l’impegno per un dibattito sull’educazione ad imitazione di quello francese, che in qualche modo si è svolto negli ultimi dieci mesi.

Ma esisteva evidentemente anche un problema di tempi. Ed eccoci oggi alla prima bozza della legge.
Essa elimina nella scuola media (che, ricordiamo, in Spagna è quadriennale e va dai 12 ai 16 anni) la canalizzazione obbligatoria, tacciata di segregazionismo. Il sistema che però prima era organizzato per cicli (prima-seconda, terza-quarta) viene organizzato per corsi, che, pur avendo un’ampia base di discipline comuni in prima seconda e terza, non saranno però identici: soprattutto il quarto anno sarà orientato o al liceo o alla formazione professionale.
Le discipline, che la Loce prevedeva nel numero di nove (dieci per le regioni bilingui), vengono ridotte a otto (nove nelle regioni bilingui).
Recupera della vecchia Logse la possibilità all’ultimo anno della media di formare sottogruppi per gli alunni in difficoltà e la estende anche al penultimo anno.
Prevede che nella scuola secondaria inferiore la bocciatura scatti obbligatoriamente non con due ma con quattro insufficienze, mentre con tre la questione viene rimessa alla decisione del “consiglio di classe”.
Abolisce l’esame terminale (revalida) del percorso liceale (bachillerato) e stabilisce che l’esame di ammissione (selectividad) alle università funzioni sia come valutazione finale della preparazione liceale che come selezione per l’accesso al numero chiuso.
Mantiene invece della Loce alcune cose: oltre alla già citata gratuità della scuola materna con relativi finanziamenti per la materna privata, la possibilità di respingere gli alunni anche in prima media (la vecchia Logse prevedeva che le bocciature potessero iniziare solo in seconda) e la partecipazione dell’Amministrazione alla elezione dei capi di istituto (in Spagna il preside è elettivo) anche se con un potere minore di quello che aveva attribuito la destra ( il grosso della scelta resta nelle mani dei “collegi docenti”).
Non mancheranno dunque anche su ciò le polemiche.
Ma la cosa cui la polemica sarà più viva resta sicuramente la questione dell’insegnamento della religione, sottoposta agli accordi tra stato spagnolo da una parte e chiesa cattolica, comunità ebraica, chiesa evangelica e comunità islamica dall’altro. Probabilmente sarà valutabile nella media ma non nella secondaria superiore. Resta rinviato ad un decreto reale la definizione della materia alternativa e della sua gestione.
Il governo conta di approvare il tutto entro il 2005. I primi cambiamenti si applicheranno a partire dal 2006-2007 e riguarderanno le bocciature e l’elezione dei capi di istituto. Mentre i cambiamenti ai programmi nazionali, la definizione delle quote curricolari di competenza delle singole regioni (45% per le regioni bilingui e 35% per le altre è la quota probabile) saranno attuate nel 2007-2008 per le prime e le terze medie e l’anno successivo per le seconde e le quarte.
Il testo conterrà anche norme sulla valutazione di sistema da tenersi in riferimento alla quarta elementare e alla seconda media e l’impegno del governo a un resoconto annuo davanti al parlamento delle valutazioni sull’andamento del sistema scolastico

Tag: spagna

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