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Ordine del giorno del Direttivo Cgil Scuola sul decreto infanzia e ciclo primario

Pubblichiamo il testo dell'o.d.g. sul decreto infanzia e ciclo primario approvato all'unanimità dal Comitato Direttivo Nazionale della Cgil Scuola riunito a Roma il 19 settembre.

22/09/2003
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Pubblichiamo il testo dell'o.d.g. sul decreto infanzia e ciclo primario approvato all'unanimità dal Comitato Direttivo Nazionale della Cgil Scuola riunito a Roma il 19 settembre.

Roma, 22 settembre 2003


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La decisione di avviare l’iter di approvazione del decreto legislativo attuativo della legge 53 nella scuola dell’infanzia e nel ciclo primario rivela la volontà del governo di imporre alla scuola italiana una controriforma, senza alcun confronto né ascolto degli operatori, delle famiglie e della società civile.
Al di là della tragicomica vicenda di un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri senza conoscerne il testo, i contenuti del provvedimento confermano scelte sulle quali si erano espressi negativamente le organizzazioni sindacali, le associazioni professionali e moltissime scuole attraverso ordini del giorno inviati al Ministro.
Il decreto rivela un disegno di pesante attacco alla scuola pubblica:

  • contrae l’offerta formativa pubblica attraverso la riduzione del tempo scuola e l’esternalizzazione di una parte dell’attuale curricolo obbligatorio;

  • cancella le esperienze del tempo pieno e del tempo prolungato;

  • arresta la generalizzazione della scuola dell’infanzia, la destruttura la scuola, la trasforma, di fatto, in un servizio a domanda individuale, facendola regredire a logiche assistenziali;

  • impoverisce la qualità dell’offerta formativa attraverso l’imposizione di un modello di organizzazione didattica centrato sull’insegnante coordinatore-tutor;

  • ostacola le esperienze di continuità educativa e didattica nel percorso di base.

Il decreto prefigura una scuola pubblica che si ritrae, si impoverisce e si irrigidisce, una scuola meno autonoma e che offre meno opportunità.

Delinea un attacco all’autonomia professionale dei docenti attraverso l’imposizione di modelli gerarchici in contrasto con la pari dignità professionale, base indispensabile della scuola della collegialità, della cooperazione e della corresponsabilità.
La distanza tra il progetto di scuola selettivo e regressivo contenuto nelle Indicazioni Nazionali e le buone pratiche di innovazione presenti nelle scuole è evidenziata dalla diffusa e spontanea resistenza alle proposte ministeriali.
Non sono mancati, nei mesi successivi all’approvazione della legge 53/03, tentativi di imposizione della controriforma attraverso l’invenzione di obblighi di aggiornamento, finte sperimentazioni nazionali, ricatti nell’attribuzione delle risorse finanziarie della legge 440/97.
Tentativi fino ad oggi respinti soprattutto per l’iniziativa della Cgil Scuola volta a sostenere le scelte autonome delle scuole in ordine in ordine ai modelli di organizzazione didattica e ai progetti di innovazione.
Ora la nostra iniziativa deve porsi l’obiettivo di costruire le più ampie intese unitarie per realizzare estese alleanze nella società civile.
Organizzazioni sindacali, associazioni professionali, genitori, enti locali, mondo del lavoro devono unirsi per respingere il disegno del governo, affermare le ragioni di una buona scuola pubblica, sostenere i processi di innovazione positivi delle scuole autonome.
Una prima occasione è rappresentata dalla manifestazione indetta per il 26 settembre a Roma dal Coordinamento Nazionale del Tempo Pieno e Prolungato in cui la Cgil Scuola sarà presente.
La nostra iniziativa deve proseguire e radicarsi attraverso una capillare campagna di informazione e confronto sul testo del decreto in tutte le scuole e attraverso l’attivazione di iniziative e vertenze territoriali fino ad alla proclamazione di una iniziativa nazionale capace di respingere il disegno del governo e di affermare proposte di sviluppo e sostegno della scuola pubblica.

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