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Le ricette del Ministro Moratti per la qualità ed il funzionamento della scuola pubblica.

La gestione del Ministro Moratti si è connotata sin dal primo momento come una politica di tagli e di forte ridimensionamento dell’autonomia scolastica.

01/09/2005
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Tagliare, tagliare, tagliare…

La gestione del Ministro Moratti si è connotata sin dal primo momento come una politica di tagli e di forte ridimensionamento dell’autonomia scolastica. L'uso e la destinazione delle risorse nel campo dell'istruzione, settore nevralgico per la vita democratica e civile di una Nazione, non sono un fatto neutro. Gli investimenti che questo Governo fa per la scuola sono inferiori a quelli degli altri Pesi europei. A fronte del 6% della media europea in relazione al PIL, nel nostro paese gli investimento sfioriamo appena il 5%.
Fatta questa necessaria comparazione si può affermare che nella scuola non si investe, semmai si disinveste. Una valutazione che assume connotazioni ancora più negative se si considera che il nostro sistema scolastico è investito da una "riforma" che viene presentata come un avvenimento storico.
I dati che seguono dimostrano che gli investimenti sono di gran lunga inferiori agli impegni dichiarati e sono la diretta conseguenza dei tagli e dei sacrifici che in questi anni hanno sopportato i lavoratori della scuola.
Prendiamo il piano programmatico approvato nel 2003 per finanziare la legge 53/2003. Il piano prevede investimenti pari a 8.320 milioni di euro per finanziare la legge 53 nell’arco di un quinquennio a partire dal 2004.
Ma, allo stato attuale, i finanziamenti specifici e le previsioni per il prossimo anno pari 465,200 milioni di euro.
Questo significa che per i primi tre anni di applicazione il piano programmatico è stato inferiore al 6%. Di questo passo ci vorrà mezzo secolo per la sua attuazione. Ma forse è più giusto dire che 8.320 milioni di euro a sostegno dell’istruzione non saranno mai stanziati?

I bilanci delle scuole, a fronte del progredire dell'inflazione, sono stati i primi a fare le spese della politica di tagli e riduzioni.

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