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I dirigenti scolastici della FLC CGIL sulla drammatica situazione delle scuole

È sempre più difficile la realizzazione dell’Offerta Formativa pubblica a causa del taglio delle risorse finanziarie e professionali che nega i diritti dei lavoratori e compromette il funzionamento delle scuole.

10/02/2014
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Ai tagli degli organici degli anni scorsi si aggiungono ora la cancellazione dei fondi per il miglioramento dell’offerta formativa (MOF), la gravissima situazione degli appalti per i servizi alle scuole - che sta producendo disservizi e carichi di lavoro insostenibili per il personale ATA – e le conseguenze del Decreto Tremonti che ha ridotto le retribuzioni dei lavoratori della scuola pubblica statale.

A ben guardare la negazione per i dirigenti scolastici del diritto all’applicazione dei contratti sottoscritti con la conseguente riduzione della loro retribuzione, la cancellazione del diritto contrattuale agli ”scatti” di anzianità di docenti e ATA, la negazione del diritto al pagamento delle “posizioni economiche” degli ATA, l’azzeramento delle risorse per retribuire le funzioni necessarie al funzionamento delle istituzioni scolastiche, sono provvedimenti che hanno la medesima origine e lo stesso effetto: nascono dalla volontà di ridurre la spesa pubblica attraverso la riduzione del costo del lavoro pubblico e producono il peggioramento delle prestazioni dei servizi pubblici e la violazione  di diritti fondamentali dei cittadini.

Il Coordinamento della Struttura Nazionale di Comparto dei Dirigenti scolastici della FLC ha approvato il 7 febbraio 2014 un ordine del giorno che invita i dirigenti scolastici a sostenere le ragioni della scuola pubblica.

I dirigenti scolastici, insieme al rispetto del loro diritto alla retribuzione prevista dal contratto di lavoro rivendicano un cambiamento delle scelte in atto che continuano a colpire insieme ai lavoratori anche la qualità dell’istruzione pubblica nel nostro Paese.

I dirigenti scolastici della FLC CGIL, con lo sciopero del 14 febbraio, difendono la loro retribuzione e  continuano il loro impegno a difesa del lavoro nella scuola pubblica e per il rispetto del diritto all’istruzione.

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Ordine del giorno del Coordinamento
della Struttura Nazionale di Comparto dei Dirigenti Scolastici FLC CGIL
7 febbraio 2014

Il Coordinamento  della Struttura Nazionale di Comparto dei Dirigenti Scolastici della FLC CGIL ritiene gravissima la situazione in cui versa la scuola pubblica statale.

La scuola italiana non è in grado di sopportare gli interventi negativi del governo, quelli già attuati e quelli in corso, sulle risorse e sugli istituti contrattuali.

Il blocco degli scatti di anzianità, il taglio delle posizioni economiche ATA, il mancato pagamento delle funzioni superiori docenti e ATA, il mancato riconoscimento retributivo delle reggenze dei DSGA e Il taglio delle risorse del MOF hanno effetti gravi sulle condizioni del lavoro nelle scuole e sul loro funzionamento, colpiscono la motivazione e la disponibilità dei lavoratori a farsi carico delle esigenze della scuola e compromettono la qualità della programmazione dell’offerta formativa.

È forte la frustrazione del personale della scuola e in particolare di quello amministrativo e tecnico e dei collaboratori scolastici.

Non era mai stato raggiunto il livello di incertezza e di precarietà delle risorse che caratterizza l’attuale situazione. Le scuole non sono più in grado di assicurare la stessa qualità dei servizi. In moltissimi casi, in particolare nelle scuole con servizi ausiliari forniti dalle ditte di pulizia, è perfino messa in discussione la regolarità delle lezioni. In quelle situazioni sono i collaboratori scolastici a dover garantire l’apertura, la vigilanza in ingresso, la sorveglianza e la pulizia, con l’aumento delle ore di lavoro e la flessibilità degli orari.

Lo sciopero delle attività aggiuntive proclamato dalla FLC CGIL dal 21 febbraio al 22 marzo 2014 dimostrerà in anticipo quello che succederà il prossimo anno quando non ci saranno più risorse  per pagare tutto il lavoro che viene svolto nelle scuole per assicurare l’accoglienza, in sicurezza e con continuità, delle alunne e degli alunni, la cura delle differenze e delle esigenze individuali, l’adeguamento dell’ambiente scolastico alle esigenze educative, l’efficacia della relazione con i genitori e le comunità del territorio, il rispetto delle norme sulla gestione amministrativa, (da molte delle quali dovrebbero essere escluse le scuole).

E’ indispensabile mettere le scuole e i dirigenti scolastici nelle condizioni di poter attuare tutte le attività che sono state programmate e comunicate alle famiglie e che sono necessarie a garantire la qualità del sistema di istruzione.

È indispensabile una profonda inversione delle scelte politiche che riguardano la scuola pubblica – inversione di scelte proclamata più volte dal governo e mai attuata - e a tal fine è necessario che tutti coloro che ad essa sono interessati prendano posizione e diano il proprio contribuito .

Roma, 7 febbraio 2014

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