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Cronaca del Sit in dei Dirigenti Scolastici al Senato: una bella giornata di mobilitazione

I Dirigenti Scolastici e i Presidi Incaricati hanno risposto in massa all’appello di CGIL CISL UIL Scuola e SNALS e si sono ritrovati in centinaia davanti al Senato della Repubblica a Roma.

22/10/2003
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I Dirigenti Scolastici e i Presidi Incaricati hanno risposto in massa all’appello di CGIL CISL UIL Scuola e SNALS e si sono ritrovati in centinaia davanti al Senato della Repubblica a Roma.

La mattinata è iniziata sotto buoni auspici climatici. Il sole romano, allontanando la pioggia, che nei giorni precedenti è caduta copiosa sulla Capitale, ci ha accolto tiepido e rassicurante.

Alle 9.30 disponiamo sulle transenne, dietro alle quali si riuniranno i Dirigenti Scolastici e i Presidi che verranno da ogni regione del Paese, lo striscione della CGIL Scuola e i cartelli che spiegano ai passanti e ai Senatori le ragioni della mobilitazione.
Seguiamo per questa operazione, in cui non ci dimostriamo grandi esperti, i buoni consigli che ci vengono dati dai giovani poliziotti in borghese incaricati del servizio di sicurezza al nostro sit-in: dove legare lo striscione, come fissare i cartelli, come infilare le bandiere. Un elemento della “professionalità” ormai acquisita dalla nostra Polizia per la quale ringraziamo: il sit-in si svolgerà nella massima serenità ed allegria che sempre accompagna quel ritrovarsi in tanti da tutta Italia per una causa comune.

Già alle 10, lo spazio della Corsia Agonale, la via che congiunge Corso Rinascimento a Piazza Navona, tradizionalmente riservata ai manifestanti davanti al Senato, è affollato dalle prime delegazioni che giungono anche in autobus organizzati unitariamente, dalla Puglia, dalla Campania, dalla Toscana…. Alle 11 ogni Regione del Paese è rappresentata da folte delegazioni di Dirigenti Scolastici e Presidi Incaricati e i presenti sono ormai centinaia.

Armando Catalano, Responsabile Nazionale dei Dirigenti Scolastici della CGIL Scuola, si incarica di salutare i presenti e di ricordare col megafono le ragioni della mobilitazione e i passaggi che scandiranno il tempo che occuperà la mattinata. I Dirigenti Scolastici e i Presidi Incaricati sono entrati in stato di agitazione il primo di settembre 2003 con l’apertura dell’anno scolastico, il 5 settembre non hanno accettato in sede di confronto di conciliazione al Miur come previsto dalle norme le proposte conciliative dell’Amministrazione, hanno ribadito lo stato di mobilitazione per il Contratto, per il ritiro della CM 49, per l’emanazione del bando di concorso dei Dirigenti Scolastici.

Il Contratto dei Dirigenti Scolastici è ormai scaduto da venti mesi, il Ministro Moratti, in seguito alla nostra iniziativa, il 24 settembre ha preso impegno incontrando i Sindacati di chiedere lo stanziamento in Finanziaria delle risorse contrattuali. Ma nella Finanziaria non vi è traccia di risorse per il Contratto dell’Area V, che deve realizzare (secondo le promesse elettorali la cosa doveva avvenire addirittura entro i primi cento giorni della legislatura) l’equiparazione retributiva alle altre Dirigenze di Stato.
Si vuole estendere la Legge dello spoils system alla Dirigenza Scolastica con un mero atto amministrativo (la CM 49/2003 del MIUR). Ne chiediamo il ritiro immediato per rispettare l’ordine del giorno parlamentare che aveva escluso l’applicazione alla scuola della Legge Frattini, per salvaguardare la sovranità del Contratto che stabilisce altro in termini di incarichi ai Dirigenti Scolastici, per preservare l’autonomia della Dirigenza di Scuola e per questa via dell’autonomia della scuola stessa.
L’emanazione del bando di concorso ordinario per Dirigenti Scolastici trova posto per questo Governo solo negli annunci, l’ultimo è stato dato il 5 settembre, giorno della seduta di conciliazione, ma come per tutti gli annunci di questo Governo alle parole non sono seguiti i fatti. Nella comunicazione si ricorda ancora che nella mattinata due delegazioni rappresentative dei Sindacati che hanno promosso la mobilitazione saranno ricevute dal Ministro della Funzione Pubblica, L. Mazzella, e dal Sen F. Asciutti, Presidente della Commissione cultura del Senato.
Alle 11.15 la prima delegazione raggiunge Palazzo Vidoni, sede del Ministero della Funzione Pubblica. Per la CGIL Scuola partecipa Antonio Valentino.
Alle 12 la seconda delegazione, per la CGIL Scuola è presente Ignazio Sarlo, raggiunge le stanze di Palazzo Madama per l’incontro con il Senatore F. Asciutti.

Nel frattempo sono passati a salutare i manifestanti il Senatore Valditara di An e l’On.le Brocca dell’UDC.

Alle 12 .00 circa la delegazione che ha incontrato il Ministro Mazzella riporta i contenuti del confronto e soprattutto le posizioni assunte dal Ministro sulle tre questioni che stanno alla base dell’agitazione dei Dirigenti Scolastici.
Le Organizzazioni Sindacali promotrici dell’incontro hanno rappresentato le questioni relative alle tre temi evidenziando i punti di maggiore criticità (il contratto scaduto da 20 mesi e la mancanza in Finanziaria di risorse al riguardo; l’attacco alla bilateralità e alla durata del contratto di lavoro e alla specificità della funzione dirigenziale nella scuola; la gravità di moltissime situazioni - intorno alle 4 mila scuole - prive di un dirigente scolastico di ruolo, che pure non spinge il MIUR a intervenire in modo sollecito attraverso il concorso ordinario).
Il Ministro ha dimostrato interesse alle questioni sollevate e ha espresso la volontà di impegnarsi su ciascuna delle tre materie.
Per quanto riguarda il primo punto ha dichiarato che nel pomeriggio – durante la discussione in aula della Finanziaria – avrebbe sostenuto quanto già è scritto nel documento della 7° Commissione di cultura e istruzione della Camera, relativamente alle risorse necessarie per la copertura finanziaria del nuovo contratto, e avrebbe anche sollecitato l’emanazione dell’atto di indirizzo.
Sul secondo punto ha espresso il convincimento che quella CM del MIUR del giugno scorso sarebbe stato meglio se non fosse stata emanata e che, in ogni caso, sulla Legge Frattini si rende necessario un ripensamento.
Sul bando di concorso ha già dato disposizione, in quanto Ministero della F.P., ad assecondare l’iniziativa del MIUR al riguardo ed ha ricordato che la partita si gioca anche col Ministro dell’Economia. Ha dato inoltre la sua disponibilità a interventi più diretti se gli input che riceve anche da parte delle organizzazioni interessate richiederanno un suo maggiore impegno.

Alle 12.30 la delegazione ricevuta a Palazzo Madama riporta ai presenti le posizioni del Senatore Asciutti. Il Presidente della Commissione Cultura del Senato, dopo aver esposto le difficoltà finanziarie in cui si dibatte il Governo, ha invitato ad illustrare le priorità delle richieste su cui può essere portato avanti il confronto nelle sedi competenti. CGIL CISL UIL Scuola e SNALS hanno ricordato che un Contratto scaduto da venti mesi, un bando di concorso che non viene bandito da 12 anni e una Circolare che disattende la volontà parlamentare violando la sovranità del Contratto sono tutte questioni prioritarie. Come anche risulta prioritaria l’azione del Governo per la messa a norma degli edifici scolastici che sono in grandissima parte non sicuri per i milioni di persone che vi studiano e lavorano. Il Senatore Asciutti ha preso nelle materie suddette impegni specifici.

Alle 13.30 una nutrita delegazione di Senatori e Deputati dell’Ulivo raggiunge i Dirigenti delle scuole: sono le On.li Piera Capitelli e Alba Sasso e la Senatrice Chiara Acciarini dei Democratici di Sinistra, la Senatrice Albertina Soliani della Margherita, il Senatore Bergonzi dei Comunisti Italiani. Anche Titti De Simone di Rifondazione Comunista porta i suoi saluti. I Senatori e Deputati presenti confermano il loro impegno a favore di tutte le rivendicazioni dei Dirigenti Scolastici e Presidi Incaricati, come hanno già fatto ricevendo nelle settimane passate le delegazioni dei quattro Sindacati. In particolare condividono le parole d’ordine che hanno trovato sui cartelli esposti dai Dirigenti Scolastici: “per la scuola pubblica”, “per l’autonomia scolastica”, “contro i tagli di risorse e di personale”, “per una Dirigenza Scolastica autonoma in una scuola autonoma”, “per la sicurezza nelle scuole”.
A conclusione della mattinata, verso le 13.45, Armando Catalano ringrazia con molto calore i colleghi che hanno fatto il sacrificio – ma ne valeva la pena – di lasciare le proprie scuole, sempre più difficili da lasciare e da gestire, dato lo stato di degrado e di abbandono della scuola da parte del Governo, li ringrazia per aver fatto riuscire questa bella giornata di mobilitazione dei Dirigenti Scolastici e Presidi Incaricati. E’stata la prima manifestazione all’aperto nella storia dei Dirigenti Scolastici ma è stata anche la prima mobilitazione della scuola dell’anno scolastico in corso. Con la giornata del 21 ottobre i Dirigenti Scolastici hanno detto “non ci stiamo ad assistere allo smantellamento scientificamente programmato della scuola pubblica del nostro Paese”. Per questo, nel portare avanti i propri obiettivi con le iniziative che si renderanno necessarie in base ai fatti concreti che dovranno seguire gli impegni presi oggi dai nostri interlocutori istituzionali, i Dirigenti Scolastici e i Presidi Incaricati saranno presenti in tutte le mobilitazioni che si stanno preparando per la difesa e lo sviluppo della scuola pubblica e parteciperanno allo sciopero del 24 ottobre insieme con tutti i lavoratori italiani per la salvaguardia del sistema pensionistico e contro ogni sua manomissione.

Sono ormai le 14. Sono già convenuti nelle zone circostanti con striscioni e cartelli i lavoratori organizzati da CGIL CISL UIL per protestare contro l’abbassamento della copertura pensionistica sugli anni prestati in condizione di esposizione a rischio amianto.
Brevi saluti, scambio di spago, forbici e buoni consigli per sostituire ai nostri i loro cartelli, le loro bandiere e i loro striscioni. Uno sguardo e si comprende: sono i “nostri” cartelli, le “nostre bandiere”, i “nostri striscioni”. Perché la lotta è comune: istruzione salute e pensione sono diritti che non “vanno a mercato”, sono i diritti della civiltà moderna.

Roma 21 ottobre 2003

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