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Contratto concorso spoils system: le forze politiche, il ministro, la finanziaria

Lo stato di agitazione dei Dirigenti Scolastici proclamato da CGIL CISL UIL Scuola e Snals, con i conseguenti incontri con i gruppi parlamentari,la manifestazione davanti al Senato con centinaia di Dirigenti Scolastici, hanno inciso sul dibattito politico e parlamentare.

12/11/2003
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Lo stato di agitazione dei Dirigenti Scolastici proclamato da CGIL CISL UIL Scuola e Snals, con i conseguenti incontri con i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione, con il Ministro Mazzella e il Presidente della Commissione Istruzione del Senato Franco Asciutti, la manifestazione davanti al Senato con centinaia di Dirigenti Scolastici provenienti da tutti Italia il 21 ottobre, hanno inciso sul dibattito politico e parlamentare.
I motivi della lotta dei Dirigenti Scolastici riguardano l’avvio del rinnovo contrattuale dell’Area V, l’indizione del bando di concorso ordinario, il ritiro della Circolare MIUR 49/2003 che estende le norme della Frattini alla Dirigenza Scolastica.
Rimane la necessità di continuare la pressione con tutte le adeguate forme di lotta che si renderanno necessarie. Di seguito le questioni punto per punto.

Il Contratto 2002-2005

I Senatori dell’opposizione D’Andrea, Soliani, Montagnino, Monticone con l’emendamento 10.10 hanno proposto lo stanziamento di specifiche risorse volte a tutelare la retribuzione dei Dirigenti Scolastici dai processi inflattivi e lo stanziamento di specifiche risorse finalizzate a realizzare “l’equiparazione complessiva con quella della Dirigenza dell’Area I”.

I Senatori Acciarini, Franco V., Tessitore, Modica, Pagano, Caddeo, Cortina, Pagliarulo, Betta, Manieri, Marino, Sodano, Malabarba, sempre dell’opposizione, con l’emendamento 10.26 hanno proposto l’inserimento nell’articolo 10 del seguente comma “Le risorse integrative per i Contratti della Dirigenza Scolastica sono determinate in 70 milioni di euro a partire dal 2004”.

I Senatori Asciutti, Favaro e Campagna della maggioranza hanno presentato l’ emendamento 10.3 al disegno di legge Finanziaria proponendo stanziamenti specifici che consentano “l’equiparazione della retribuzione complessiva della Dirigenza Scolastica con quella della Dirigenza dell’Area I” e il recupero dell’inflazione.

Se i parlamentari che abbiamo incontrato hanno coerentemente mantenuto gli impegni pubblicamente presi , non altrettanto positivo e chiaro è l’atteggiamento del Governo. Il sottosegretario Vegas ha manifestato la contrarietà del Governo nei confronti di tutti gli emendamenti che comportano incremento di spesa, mentre il Ministro Moratti nella seduta della Commissione cultura della Camera del 4 novembre 2003 “sugli orientamenti del Governo in materia di istruzione università e ricerca” ha testualmente dichiarato in sede di replica:“Sono allo studio, inoltre, le soluzioni per avviare la riapertura delle trattative in sede Aran del rinnovo contrattuale dei Dirigenti Scolastici”.
Il fatto è che il Contratto dei Dirigenti Scolastici non va “riaperto” ma, essendo scaduto da oltre 20 mesi, va ancora “aperto” e naturalmente siamo interessati allo “studio” a cui il Ministro si sta dedicando per avviare le trattative contrattuali dell’Area V. Soprattutto chiediamo che le parole del Ministro abbiano conseguenze coerenti in sede di approvazione della Legge Finanziaria, dove dovranno essere approvati gli stanziamenti adeguati all’equiparazione retributiva.

Concorso ordinario
Sempre in sede di audizione presso la Commissione Cultura della Camera del 4 11 2003 il Ministro ha dichiarato :” Confermo di aver avviato la richiesta di autorizzazione per l’indizione del bando di concorso per il reclutamento ordinario dei Dirigenti Scolastici”. Viene da dire: niente di nuovo. La stessa cosa ci è stata detta il 5 settembre 2003, in sede di conciliazione obbligatoria al MIUR, a seguito della proclamazione dello stato di agitazione dei Dirigenti Scolastici e Presidi Incaricati da parte di CGIL CISL UIL Scuola e Snals il 1 settembre 2003.
Il concorso ordinario, non essendoci ostacoli di carattere legislativo, dal momento che la scuola è esclusa dal blocco delle assunzioni in ruolo, deve essere semplicemente indetto. Ed è questa la ragione per cui rimane in piedi la citazione da parte della CGIL Scuola al Tar Lazio del Ministro che deve rispondere della specifica inadempienza di non aver indetto il concorso ordinario.
In ogni caso il Ministro deve fare passi concreti, non limitati a generici impegni che già altre volte sono state presi senza che seguissero i fatti. E il bando, quando sarà indetto, dovrà contenere il numero esatto determinato dai meccanismi dell’articolo 29 del D.L.vo 165/2001 – non sono accettabili numeri “politici” come solo 1500 posti -, e dovrà contenere la contestuale indizione di un nuovo bando riservato a coloro che maturino nel corso dell’anno scolastico di riferimento il triennio dell’incarico di Presidenza. Solo così, a norma delle leggi vigenti, sarà possibile superare l’istituto dell’incarico di Presidenza, a partire dall’anno scolastico successivo all’approvazione delle graduatorie dei bandi contestualmente indetti, nuovo riservato e ordinario.

Spoils system nelle scuole
Il Ministro Moratti, nella citata seduta in Commissione Cultura della Camera, ha dichiarato”: In merito all’applicazione dello spoils system anche ai Dirigenti Scolastici, voglio rassicurare l’On.le Capitelli sul fatto che il Governo ha già avuto modo di chiarire, in molteplici sedi ufficiali, la non applicabilità della norma agli stessi”.
Una posizione del genere dovrebbe avere come automatica conseguenza il ritiro della C.M. 49 del 18 maggio 2003. Altrimenti facciamo a non capirci. Quella Circolare applica ai Dirigenti Scolastici i meccanismi della Legge Frattini: unilateralità dell’affidamento dell’incarico da parte del Dirigente Regionale; durata dell’incarico a discrezione del Dirigente Regionale (non più da due a sette anni, ma da uno a cinque); violazione della sovranità contrattuale. Del resto la Legge Frattini, per quanto riguarda la sostituzione dei Dirigenti, è stata concepita per valere una tantum in modo che si consentisse all’attuale maggioranza di cambiare i Dirigenti in carica. Quello che è permanente e che è stato esteso anche alla Dirigenza Scolastica –nonostante il Parlamento all’unanimità, quindi anche con il concorso dell’intera maggioranza, abbia escluso l’applicazione dell’articolo 3 della Legge 145/2002 – è l’unilateralità dell’incarico e la possibilità discrezionale di rimuovere ogni anno il Dirigente Scolastico. E tutto ciò, colpendo la sovranità del Contratto e affidando a Dirigenti nominati per ragioni politiche e non professionali la discrezionalità sulle nomine dei Dirigenti Scolastici, che, per l’Ufficio che ricoprono, sono espressione anche, tramite il POF, della comunità scolastica e debbono potere, in un contratto bilaterale, negoziare durata obiettivi e programmi dell’incarico stesso. Ecco perché, nel rispetto della volontà parlamentare, nel rispetto delle prerogative contrattuali, nel rispetto dell’autonomia della scuola, senza giocare con le parole, rimane la necessità del ritiro della Circolare 49/2003 del MIUR.

Roma, 12 novembre 2003

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