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INVALSI, sit-in di protesta per chiedere garanzie sul futuro dell'Ente e su quello dei precari

Mentre sono in corso i test nelle scuole medie inferiori d'Italia, l'INVALSI è alle prese con il suo futuro.

20/06/2011
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Martedì 21 giugno 2011 i lavoratori dell'INVALSI - Istituto di ricerca che si occupa della valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione - si sono dati appuntamento davanti al MIUR dalle ore 10.30 per richiedere un tempestivo intervento del Ministero dell'Istruzione, volto a garantire non solo l'operatività ma anche il pieno sviluppo dell'Ente.

Nonostante le gravi difficoltà dovute alla mancanza di risorse economiche e alle condizioni di incertezza della maggior parte del personale, i lavoratori INVALSI, con un forte senso di responsabilità, hanno garantito le scadenze delle attività istituzionali e di ricerca nazionale e internazionale.

Con la chiusura delle scuole è arrivato il momento di raccontare di un altro INVALSI.

Sono in scadenza i numerosi contratti dei lavoratori precari (46 tempi determinati e 10 collaboratori), che nel corso degli ultimi 12 anni hanno garantito lo svolgimento delle attività istituzionali dell'Ente: non è più sostenibile portare avanti un Istituto nazionale di ricerca che ha solo 22 lavoratori stabili.
L'INVALSI da mesi è in una situazione di forte criticità e di incertezza di governo: le dimissioni del Presidente dell'INVALSI, Dott. Piero Cipollone, risalgono ormai a marzo, ed è prossimo alla scadenza anche il Direttore generale.

È stato indetto da FLC CGIL, FIR CISL, UILPA UR lo stato di agitazione dei lavoratori INVALSI (ricercatori, collaboratori tecnici e amministrativi).

Tutto il personale rivendica:

  1. misure straordinarie per la stabilizzazione del personale precario
  2. Il rilancio dell'INVALSI come Ente di Ricerca
  3. l'adeguato sostegno finanziario
  4. la rapida definizione di un nuovo organo di governo dell'Ente
  5. il rispetto della terzietà e dell'autonomia come Ente Pubblico di Ricerca
  6. applicazione degli accordi già sottoscritti e la prosecuzione della contrattazione integrativa
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