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INAIL: la FLC CGIL chiede la salvaguardia di tutte le specificità professionali

Questa la principale richiesta avanzata al tavolo tecnico del 2 marzo scorso. E' necessario ricondurre gli attuali contratti di collaborazione ai diversi profili professionali previsti dal CCNL facendo prevalere l'attività svolta rispetto all'oggetto del contratto.

11/03/2016
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Il 2 marzo è partito il confronto con l'Amministrazione sulla procedura di trasformazione dell'ente INAIL.

Soddisfazione per il raggiungimento di questo primo importante obiettivo, trasformare a Tempo Determinato i 413 contratti di collaborazione provenienti dall'ex ISPESL, dentro l'INAIL.

La FLC CGIL chiede di rivalutare alcune scelte avanzate e impegna l'INAIL a mettere in campo una procedura corretta e coerente con la struttura contrattuale e professionale del Contratto Ricerca. 

Di seguito il comunicato al personale dell'ente.
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Salvaguardare tutte le specificità professionali della filiera della Ricerca in INAIL

Il 2 marzo scorso si è svolto l’incontro tecnico con la DC Risorse Umane che ha presentato alle OO.SS. un documento per l’attuazione di quanto previsto dall’ultima legge di Stabilità per la trasformazione a Tempo Determinato dei 413 contratti di collaborazione.

Il documento di lavoro presentato dall’Amministrazione affronta il tema delle risorse economiche, la durata dei contratti, i criteri utilizzati per la riconduzione degli attuali collaboratori ai profili del CCNL comparto Ricerca e infine le modalità con cui si effettuerà la verifica di idoneità.

Nell’esprimere soddisfazione per il raggiungimento di questo primo importante obiettivo, fin da subito evidenziamo la necessità che il percorso venga gestito in totale trasparenza e legittimità, salvaguardando le peculiarità di tutta la filiera professionale della Ricerca, in coerenza con l’organizzazione del lavoro dell’attuale modello.

In primis riteniamo urgente affrontare alcuni aspetti critici emersi dalla lettura del documento, a partire dai criteri per la riconduzione degli attuali collaboratori ai diversi profili del CCNL Ricerca, che l’Amministrazione dovrà costituire su atti certi, quali i bandi relativi al PAR 2008-2010, l’oggetto del contratto (PAR e PIT), e le relazioni di attività. L’Amministrazione ha anche dichiarato che il personale al quale verrà attivato il contratto a TD continuerà l’attività presso le strutture di appartenenza. 

Al fine di riconoscere e consolidare le attività istituzionali svolte dai singoli collaboratori, per le diverse storie professionali vissute e, tenendo presente della netta differenza tra le attività tecnico-scientifiche e quelle amministrative definite dal CCNL Ricerca, la FLC CGIL chiede che, in caso di incongruenza tra all’oggetto del contratto e l’attività  prevalentemente svolta dal collaboratore,  il riferimento utile ai fini della classificazione sia l’attività prestata.

Questo per riconoscere e garantire le professionalità di tutta la filiera della Ricerca e superare l’errata interpretazione di circoscrivere il profilo Tecnologo alle sole lauree ingegneristiche e il profilo CTER ai soli periti, attuando così interamente anche il DPR 171/91  per la verifica dei requisiti di accesso ai Profili.

L'applicazione corretta del CCNL, senza filtri arbitrari sulla disciplina del titolo di studio, consentirebbe a molti collaboratori di essere ricondotti al profilo adeguato alla professionalità già consolidata nell'ente.

Tale corretta riconduzione oltre ad essere un diritto del singolo lavoratore diventa espressione di un interesse generale dell’Istituto per la continuità delle attività, attraverso il nuovo inquadramento funzionale e coerente alle attività prestate da anni e alla realizzazione degli obiettivi strategici del Piano di Attività della ricerca 2016-2018 approvato sulla base delle stesse risorse umane presenti. 

Per quanto riguarda i collaboratori impegnati in attività amministrative, pur conoscendo le diverse criticità presenti in istituto, non condividiamo la scelta di escludere il profilo di Funzionario.

Tale operazione non è confacente ad un modello organizzativo della Ricerca e non corrisponde ad una corretta lettura contrattuale; andrebbe a scaricare sul personale errori, ritardi e mancate applicazioni di accordi frutto di scelte politiche e gestionali, che non hanno ancora risolto le note vicende contrattuali pregresse. Per questo è stato anche chiesta la calendarizzazione di un incontro specifico sulle “carriere”.

Per quanto riguarda le risorse, oltre a quelle indicate nella legge di Stabilità, la FLC CGIL chiede di valutare la possibilità di impiegare ulteriori risorse provenienti da legislazioni generali che concorrerebbero a mantenere intatta la quota/procapite della Legge Fioroni, evitando al personale strutturato ulteriori aggravi economici che in questi anni ha dovuto fare i conti con i mancati rinnovi contrattuali e le mancate valorizzazioni professionali delle carriere.  Anche su questo tema è stata chiesta la convocazione di uno specifico tavolo tecnico di confronto.

Sulla base delle suddette considerazioni invitiamo l’Amministrazione a rivalutare alcune scelte, con l’intento di mettere in campo una procedura il più possibile coerente con le specificità contrattuali e le professionalità presenti nel Settore Ricerca.

Nell’apprezzare la volontà di chiudere la procedura entro l’estate, con il concorso di tutte le parti interessate e, raccogliendo l’intento dell’Amm.ne di aprire una nuova stagione di relazioni sindacali,  non faremo mancare il nostro supporto e la nostra azione vigile affinché il processo di trasformazione dei contratti co.co.co. avvenga in modo trasparente ed equo per tutti i lavoratori.riordi

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