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INFN: MIUR e Funzione Pubblica bloccano il regolamento del personale. Atto gravissimo

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e la Funzione Pubblica non vogliono un ente di ricerca ma un carrozzone burocratico. Con le loro osservazioni, soprattutto in tema di reclutamento, frenano la possibilità di innovazione.

07/03/2012
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L'INFN è stato il primo tra gli enti di ricerca più grandi a varare il proprio regolamento del personale, dopo l'approvazione dello statuto scaturito dalla legge di riordino degli enti voluta dal Ministro Gelmini.

Obiettivo principale di questo regolamento è stato di rendere questo ente il più possibile in linea con gli standard degli enti di ricerca mondiali. Si è cercato di regolamentare il reclutamento, prevedendo delle forme che non aumentassero a dismisura il fenomeno del precariato, stabilendo regole certe e trasparenti per l'accesso, soprattutto correlando le esigenze di personale con la progettualità scientifica. Troppo per un governo che a parole vuole innovare, ma nei fatti vuole trasformare un ente di ricerca apprezzato in tutto il mondo, sia per capacità scientifica sia per organizzazione interna, in un carrozzone burocratico. Un atto che di fatto paralizzerà la ricerca scientifica.

Il regolamento, licenziato dopo un serrato confronto con i sindacati e ampia discussione tra la comunità scientifica, inviato al MIUR per essere approvato, avrebbe previsto un reclutamento del personale a tempo determinato con una formula che si può riassumere come “3+2”, con un esplicito legame tra la programmazione del fabbisogno a tempo determinato o indeterminato, la disponibilità prevista in termini di assunzioni a tempo indeterminato, e le necessità dei progetti scientifici. In sostanza, si stabilisce che si venga assunti a tempo determinato per tre anni (con un concorso dalle caratteristiche identiche a quello per una posizione a tempo indeterminato); nell'arco di questo periodo, il Direttivo dell'ente stabilisce con il Piano Triennale quanti posti a tempo indeterminato si renderanno disponibili al fine di applicare l'art. 5 del CCNL (la tenure track, utilizzata come metodo di reclutamento in tutto il mondo avanzato); il personale partecipa quindi ad una selezione per essere confermato a tempo indeterminato; il restante personale a tempo determinato si vede concesso un contratto a tempo determinato di due anni per ricollocarsi. Questa procedura di reclutamento permetterebbe una vera programmazione delle assunzioni, mantiene una doverosa trasparenza nei confronti del personale a tempo determinato e, soprattutto, permetterebbe di selezionare le persone più capaci dopo averle messe alla prova nel difficile campo della ricerca per 3 anni. Tutto ciò spazzato via dall'ottusa visione della Funzione Pubblica.

Per la Funzione Pubblica è altresì inaccettabile che, come ampiamente riconosciuto da tutti i tribunali del lavoro, alle persone venga riconosciuta l'anzianità per il lavoro svolto a tempo determinato. Da anni la FLC sta promuovendo cause in tutto il Paese per far riconoscere a ricercatori e tecnologi l'anzianità di servizio a tempo determinato, e puntualmente i giudici danno ragione ai ricorrenti. Con il regolamento l'INFN avrebbe chiuso i contenziosi, che costano all'ente conti salati, per una norma di civiltà.

Impensabile per il Ministero che un dipendente di un ente di ricerca, possa svolgere parte della propria carriera presso altri enti internazionali, o abbia momenti di formazione per aumentare la propria professionalità. Solo i ricercatori e tecnologi possono, secondo il ministero, usufruire di queste aspettative. Non si capisce quanto alta sia la professionalità di tutto il personale INFN (compresi i tecnici e gli amministrativi) e quanto utile potrebbe essere avere esperienze in altri contesti internazionali o di formazione. Ancora una volta la visione del Ministero è miope e castrante per la crescita dei propri enti di ricerca. Per il Ministero è meglio mortificare i dipendenti che aprirsi all'innovazione.

Come FLC CGIL abbiamo già chiesto con una lettera del Segretario Generale un intervento immediato del Ministro Profumo per fermare la distruzione di un ente come l’INFN. Prima si è cercato di distruggere la ricerca italiana con varie finanziarie e i blocchi del turn over, ora si continua con una perniciosa aderenza alla burocrazia. E’ quanto mai urgente che il Ministro chiarisca se vuole che l’INFN sia un ente dinamico e competitivo, che svolge la propria ricerca in modo eccellente e variegato, o se preferisca avere un ente bloccato dalla burocrazia, senza possibilità di esercitare con autonomia il proprio reclutamento e la propria attività scientifica.

Aspettiamo dal Ministro una chiara presa di posizione per permettere l’approvazione del regolamento INFN così come licenziato dal Consiglio Direttivo, impedendo che si snaturi la caratteristica di un ente dalle massime eccellenze.

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