


Nei giorni scorsi si sono svolti due importanti appuntamenti internazionali: il 13 e 14 novembre, si è riunita a Valencia l’assemblea del Network Educazione del Social Forum Europeo e il 23-25 novembre a Varsavia, l’assemblea europea della Confederazione Europea dei sindacati dell’educazione/Conferenza Pan-europea dell’Internazionale dell’Educazione.
In quelle sedi abbiamo potuto misurare al tempo stesso l’ampiezza di alcuni movimenti che si stanno sviluppando in Europa e la contemporanea non conoscenza di tutto ciò nel nostro paese, visto che la nostra stampa nazionale e le nostre TV ne parlano poco.
Sicuramente il fenomeno più vistoso è rappresentato dal grosso movimento studentesco universitario contro il processo di Bologna e le sue conseguenze o le sue “perversioni”.
Il fenomeno riguarda soprattutto l’area tedesca: Germania (30 università occupate!), Austria (il fenomeno è partito dall’Accademia di Belle Arti di Vienna e si è esteso rapidamente a tutto il paese) e persino Svizzera (occupazione dell’università di Basilea).
Gode in molti casi dell’appoggio degli insegnanti e dei loro sindacati: a Varsavia è stato approvato un documento proposto dai principali sindacati degli insegnanti tedesco e austriaco.
E’ un movimento che dura da mesi, iniziato già a maggio-giugno con grosse manifestazioni nelle principali città tedesche, ma di cui qui non si sa quasi nulla.
Ma vi sono anche altre situazioni critiche che stanno dando luogo a contraddizioni e mobilitazioni:
Roma, 2 dicembre 2009
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