Firma su http://petizioni.flcgil.it/manifesto-roma il Manifesto europeo dei sindacati della Ricerca e dell'Università per uscire dalla crisi.
È disponibile la web-cronaca con le sintesi degli interventi e i documenti presentati.
Il 25 e 26 ottobre 2011 la FLC CGIL e altri sette sindacati europei si confronteranno con l'obiettivo di elaborare proposte ed azioni comuni
Manifestazioni studentesche in tutto il paese e incidenti a Londra, mentre il Parlamento prova ad approvare la legge che porterà a 9.000 sterline il costo delle tasse universitarie.
Una giornata manifestazioni sindacali non solo a Bruxelles ma anche in Spagna, Grecia, Francia, Polonia, Lettonia, Serbia, Italia, Olanda, Cipro e Portogallo.
La relazione annuale dell’OCSE sull’educazione mette in luce le vergogne dei finanziamenti all’istruzione pubblica italiana. Ma c’è anche chi cerca maldestramente di giustificarle.
Mentre da noi si straparla di federalismo scolastico in Germania si fa strada l’esigenza di un sistema meno segmentato sia sul piano territoriale che su quello ordinamentale e socio-culturale.
Un fortissimo e duraturo movimento studentesco nelle università tedesche, austriache e svizzere. Ma agitazioni anche in Francia, Cipro, Turchia, Slovenia, Irlanda e Ungheria. Situazioni critiche in Lettonia e in Grecia.
Comunicati della FLC Cgil di Friburgo, di Stoccarda e della Svizzera.
In una realtà come quella della Germania, i tagli alla diffusione e allo sviluppo della lingua e cultura italiana nel mondo previsti in finanziaria 2009, che si aggiungono a quelli del contingente operati con i provvedimenti di luglio, rischiano di ridurre il sistema a mera testimonianza. Lo dice la FLC Cgil della Germania nel comunicato stampa del 6 dicembre inviato a tutte le agenzie estere.
Risoluzione votata dai rappresentanti sindacali in Germania della FLC Cgil e UIL scuola.
Anche la Germania guarda avanti, mentre l’Italia guarda indietro, ai cinque, ai quattro, alle bocciature e agli esami di riparazione.
La stampa di questi giorni registra le ansie dei candidati alla maturità. Come vanno le cose nel resto d’Europa?
Le scelte radicali del ministro dell’educazione del governo Brown: dopo Germania, Belgio, Olanda, Polonia e Ungheria anche il Regno Unito verso l’obbligo a 18 anni.
Serietà e efficacia non vanno sempre a braccetto con la severità e ancor meno con scelte estemporanee. Lo dimostrano le scuole europee.
Al centro del rapporto 2007 gli effetti positivi dell’espansione dell’istruzione superiore, per il cui accesso l’OECD propone l’aumento dei contributi da parte degli studenti. Le critiche dell’Internazionale dell’Educazione.