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Pensioni scuola: aumentano le domande, ma restano gli effetti della riforma Fornero

Pervenute 24.220 domande che sono il 40% in più dello scorso anno.

23/01/2015
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Il MIUR ha fornito alle organizzazioni sindacali i primi dati provvisori relativi alle domande di cessazione dal servizio del personale della scuola.

Le domande presentate sono complessivamente 24.220, a cui andranno aggiunte, dopo l’inserimento al SIDI, le cessazioni d'ufficio e altre variazioni di stato giuridico (licenziamenti, dispense, ecc.).

Questo è il dettaglio delle domande, suddiviso nei vari profili professionali:

Docenti

19.078

Personale educativo

32

Insegnati di religione

147

Personale ATA

4.963

Rispetto alle 17.237 domande presentate nel 2014, sono circa 7.000 in più le domande prodotte  quest’anno, con un incremento del 40%.

Dopo il tracollo dei pensionamenti causato dai criteri introdotti dalla Riforma Fornero, il turn over torna a crescere, alimentando le speranze dei precari che aspettano il loro turno per la stabilizzazione. Ma quella percentuale di aumento dei pensionamenti parla di criteri di età e di servizio veramente esagerati: la Riforma Fornero non ha rispetto per il lavoro e il suo peso, per le condizioni personali che a volte richiedono una flessibilità di uscita estranea alla rigidità dell’attuale sistema pensionistico.

Cambiare la legge Fornero è un dovere della politica: bisogna ripristinare un sistema pensionistico solidale che dia certezze a giovani per il loro futuro e agli anziani perché non siano prigionieri di una gabbia dalla quale non si può uscire.