FLC CGIL
Testo CCNL Istruzione e Ricerca

http://www.flcgil.it/@3948888
Home » Attualità » Formazione lavoro » Risorse per l’alternanza scuola-lavoro: pesante riduzione per l’anno scolastico 2018/2019

Risorse per l’alternanza scuola-lavoro: pesante riduzione per l’anno scolastico 2018/2019

Previste per le istituzioni statali circa 81 milioni di euro.

15/10/2018
Decrease text size Increase  text size
Vai agli allegati

Stiamo assistendo ad una progressiva erosione delle risorse stanziate dal comma 39 della Legge 107/15 che ha autorizzato la spesa di 100 milioni di euro all’anno, a partire dal 2016, per l’attuazione dell’alternanza scuola lavoro così come riordinata dalla medesima Legge.

In precedenti notizie abbiamo segnalato come a seguito delle disposizioni di carattere finanziario via via approvate dal Parlamento le risorse disponibili sono passate a € 96.409.035 per il 2018. La legge di bilancio 2018 (Legge 205/17) ha previsto una riduzione anche per il 2019 pari a € 2.900.000 (risorse disponibili € 97.100.000) e una riduzione stabile a partire dal 2020 pari a € 2.943.000 (risorse disponibili pari a € 97.057.000).

I criteri di ripartizione sono stati definiti dal Decreto Ministeriale 15 ottobre 2015 (Tabella 2 – Quadro D – Alternanza Scuola Lavoro).

Nei giorni scorsi la Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie ha reso noto le assegnazioni per ciascuna delle 2.757 istituzione scolastiche destinatarie dei fondi per l’alternanza.

Con sorpresa scopriamo che le risorse complessive per l’anno scolastico 2018/19 sono pari a € 81.474.179,51, di cui  € 28.875.871,24 per il periodo settembre – dicembre 2018 ed € 52.598.308,27 per il periodo gennaio – agosto 2019.  Ciò significa che in proiezione le risorse per il 2019 saranno pari a poco meno di 79 milioni di euro. La pesante riduzione non è spiegabile né con le risorse assegnate alle scuole paritarie e neanche con l’annunciato ridimensionamento del numero di ore di obbligo.

Deve essere chiaro che per la FLC CGIL tutte le risorse eventualmente risparmiate devono essere comunque reinvestite nel settore scolastico. È comunque inaccettabile che scelte di questo tipo vengano effettuate senza fornire alcuna informazione alle organizzazioni sindacali.