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Industria 4.0, le “Competenze” e il “Paltò di Napoleone”

Nessuna risorsa aggiuntiva: solo l’elenco di interventi già previsti. Industria 4.0 sul versante “Competenze” è pura propaganda.

29/11/2016
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Tutti ricordano la scena del film “Miseria e Nobiltà”, dove un affamato Don Pasquale invita Totò, che tiene in braccio un cappotto da dare in pegno, a recarsi dallo sciarcuttiere elencandogli tutte le cose da avere in cambio. L’elenco è talmente lungo che Totò, guardando ripetutamente il cappotto, alla fine esclama: “Pasquale dimmi una cosa: ma qui dentro c’è il paltò di Napoleone?

Sembra di assistere alla medesima scena allorquando si parla di “Competenze” nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0 (come è noto la cosiddetta Quarta rivoluzione industriale caratterizzata dall’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet, sarebbe quella che stiamo vivendo).

Le competenze sono uno dei pilastri della “Via italiana alla quarta rivoluzione industriale” secondo l’indagine conoscitiva (da pag. 100 a pag. 207) della X Commissione della Camera dei deputati e una delle direttrici strategiche chiave per il “Piano Nazionale Industria 4.0” del Ministero dello sviluppo economico.

La direttrice chiave relativa alle “Competenze” prevede le seguenti azioni:

  • Diffondere la cultura Industria 4.0 attraverso Scuola Digitale e Alternanza Scuola Lavoro
  • Sviluppare le competenze Industria 4.0 attraverso percorsi Universitari e Istituti Tecnici Superiori dedicati
  • Finanziare la ricerca Industria 4.0 potenziando i Cluster e i dottorati
  • Creare Competence Center e Digital Innovation Hub.

Focalizzando la nostra attenzione sul primo punto e sul secondo, limitatamente agli Istituti Tecnici Superiori (ITS), sono previsti le seguenti iniziative con a fianco le risorse previste per il periodo 2017-2020:

Iniziative

Impegno privato

Impegno pubblico

Implementazione Piano Nazionale Scuola Digitale – Direttrici

  • Competenze per la Manifattura 4.0: atelier creativi, corsi di tecnologia e laboratori su I4.0
  • Laboratori Territoriali: incontro scuola-impresa, sviluppo competenze digitali per Made in Italy
  • Curricoli Digitali: sviluppo di 25 curricoli con focus digitale su tematiche I4.0
  • Pensiero Computazionale: formazione in pensiero computazionale alla scuola primaria

Focalizzazione Alternanza Scuola Lavoro su percorsi coerenti con Industria 4.0

0

€ 355.000.000,00

Specializzazione di corsi universitari, Master e Master Executive su tematiche Industria 4.0 in partnership con player industriali e tecnologici

Incremento del numero di studenti degli Istituti Tecnici Superiori su tematiche Industria 4.0 mediante ampliamento dell'offerta formativa

€ 30.000.000,00

€ 70.000.000,00

Non è difficile notare come le risorse della prima riga facciano tutte riferimento ad iniziative già in corso. Se prendiamo poi il caso delle risorse relative all’alternanza assistiamo a questo comportamento piuttosto singolare: esse vengono conteggiate nell’alternanza riordinata dalla legge 107/15, nel Piano Nazionale Scuola Digitale e ora anche nel Piano Nazionale Industria 4.0. La moltiplicazione per tre in prospettiva pluriennale produce cifre mirabolanti che sono prive di fondamento e utili solo per fare un po’ di propaganda. In questo senso la scena del “paltò di Napoleone” del film “Miseria e nobiltà” sembra molto calzante a quanto sta avvenendo.

Riguardo agli ITS, sembrerebbe che in realtà vengano conteggiate le risorse per l’ordinario funzionamento dei percorsi. L’ipotesi è avvalorata anche dal recente decreto del direttore generale per gli ordinamenti 1141 dell’8 novembre 2016, che stanzia per il 2016 la somma di € 76.800,00 per effettuare attività di studio, ricerca e progettazione in relazione al Piano Nazionale Industria 4.0, affidandone il coordinamento operativo e progettuale all’ITS Umbria Made in Italy Innovazione, Tecnologia e Sviluppo di Perugia

In realtà dalla lettura del disegno di legge di bilancio 2017 in discussione in Parlamento, la parte del leone la fanno gli incentivi alle imprese per l’innovazione.

Infatti sul tema delle competenze abbiamo solo

  • il finanziamento (20 milioni per il 2017 e 10 milioni a decorrere dal 2018) dei centri di competenza ad alta specializzazione, nella forma del partenariato pubblico-privato, aventi lo scopo di promuovere e realizzare progetti di ricerca applicata, di trasferimento tecnologico e di formazione su tecnologie avanzate (articolo 1 comma 115)
  • l’accenno a I4.0 riguardo al «Fondo per il finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza» (articolo 1 comma 314)

Invece sul tema degli incentivi all’innovazione abbiamo

  • Il superammortamento al 140% per l'acquisto di nuovi macchinari prorogato per il 2017 della misura già prevista dalla manovra economica 2016. (art. 1 comma 8)
  • L’iperammoramento al 250% per gli investimenti in innovazione digitale. (art. 1 comma 9 e allegato A)
  • Il credito d'imposta per ricerca e sviluppo fino al 2020, con raddoppio al 50% (dall'attuale 25%), ed elevamento del tetto di spesa a 20 milioni di euro. (art. 1 comma15)
  • La proroga al 31 dicembre 2018 dei finanziamenti agevolati per l'acquisto di macchinari nuovi macchinari (Sabatini). (commi da 52 a 57)
  • La detrazione fiscale al 30% (oggi al 19%), per investimenti in startup e PMI innovative fino a 1 milione di euro (oggi 500 mila euro), per tre anni (oggi due anni) (comma 66)
  • Il rifinanziamento gli interventi per startup e PMI innovative (commi da 71 a 73)
  • La possibilità di cedere le perdite fiscali dei primi tre esercizi per le startup a un socio che partecipi al capitale per almeno il 20% e sia quotato (commi da 76 a 80)
  • Gli investimenti in startup da parte dell'INAIL (commi 82 e 83)
  • Gli incentivi per attirare capitali esteri (comma 148)
  • L’imposta sul reddito d'impresa per imprenditori individuali e società in nome collettivo e in accomandita semplice che possono applicare la nuova imposta sul reddito d'impresa (e quindi non l'IRPEF progressiva), con aliquota al 24%, equiparata all'IRES (comma 547).

A quando un tavolo di discussione anche le parti sociali sul tema della connessione sviluppo delle competenze, intese come patrimonio collettivo, e sviluppo industriale del nostro Paese? Ma soprattutto: quando la finiremo di utilizzare Industria 4.0 per fare solo operazioni propagandistiche o elettorali?