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Statuto della funzione docente.

Spagna, settembre 2000

27/09/2000
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SETTEMBRE

Statuto della funzione docente. La nuova "Ministra" dell’Educazione nazionale, Pilar del Castillo ( la terza in due anni, dato che, come in Italia ed in Francia, fa del ministero dell’istruzione uno degli incarichi governativi più precari!), ha annunciato l’elaborazione dello statuto della funzione docente, un provvedimento reclamato dai sindacati da più di dieci anni. Questo statuto corrisponde grosso modo al nostro stato giuridico e stabilisce l’accesso alla funzione, la promozione, la formazione, i diritti e i doveri dei docenti. Attualmente in Spagna non esiste praticamente nessuna regolazione della carriera professionale. La docenza è regolata tramite lo statuto della funzione pubblica che si applica ai funzionari, sebbene i docenti abbiano un proprio sistema di accesso.
L’orario di lavoro dei docenti, le loro funzioni (docenza e orientamento), la valutazione del lavoro e i possibili incentivi che si potranno creare saranno alcuni dei temi che Pilar del Castillo discuterà con i sindacati. Dovrà anche chiarire le distinzioni tra ambiti nazionali e ambiti delle comunità autonome.

Docenti e alunni. Inizio d’anno scolastico anche in Spagna (tra il 7 e il 18 settembre per la primaria, tra l’8 e il 27 per la secondaria) e anche in Spagna i giornali danno i numeri. Gli alunni, ancorché in diminuzione, sono circa 6.800.000 suddivisi in 21.966 scuole pubbliche e private, mentre i docenti sono circa 500.000 tra pubblici e privati.

Scompare il Bup. Quest’anno in Spagna scomparirà il Baccellierato Unico Polivalente (Bup), la "maturità" a cui sono approdati circa otto milioni di alunni dal 1975 ad oggi. Si trattava di una tappa non obbligatoria, l’ultima della scuola secondaria, prima di affrontare il Corso di Orientamento Universitario (Cou), obbligatorio per l’accesso all’università. Il Bup apparteneva al sistema educativo previsto dalla riforma "franchista" del 1970, del quale faceva parte anche l’estinta Educazione Generale di Base (Egb).
Inizia a scomparire quest’anno anche la vecchia Formazione Professionale di secondo grado e si avvia quella nuova di grado medio.
La generalizzazione quest’anno delle prime classi di baccellierato, in sostituzione del Bup, sarà seguita il prossimo anno dalle seconde classi che sostituiranno il Cou, col che sarà terminata la marcia della riforma nota col nome di Logse.

Riforme in corso. Il ministero sta operando concretamente per approvare la riforma delle materie umanistiche che cambierà gli orari di storia, filosofia, latino e greco. Non verranno tuttavia rafforzati gli insegnamenti umanistici nella primaria, nonostante che questo sia l’obiettivo fondamentale. La materia è spinosa perché si iscrive sia nel piano dei governi di destra di riscrivere la Logse, la riforma fatta nel decennio socialista (ma allora ci si chiede: perché riformare prima gli insegnamenti e poi la struttura e non viceversa?), sia nel dibattito tra centralisti, estatales, e autonomisti, nacionalistas, (questi ultimi sono accusati di sconvolgere i corsi e i libri di testo di letteratura e di storia a vantaggio delle tradizioni locali e a scapito della storia nazionale).
Il ministro ha anche annunciato entro Natale due decreti per modificare gli insegnamenti minimi comuni nell’Educazione Secondaria Obbligatoria (Eso) e nel baccellierato. Si tratta della parte nazionale del curricolo la cui definizione è riservata al Ministero e che ammonta al 65% del curricolo nelle regioni ispanofone e del 55% in quelle con lingua propria. Il Governo pretende di rafforzare le materie obbligatorie (matematica, lingua e lingue straniere) e ridurre quelle opzionali.
Infine il Governo si propone di riformare le tre leggi che regolano l’istruzione non universitaria (Logse, Lode e Lopeg). Il timore è che la Destra metta in discussione i contenuti minimi della Logse e sfaldi la Eso costituendo canali di livello per indirizzare gli alunni con ridultati più deludenti verso la formazione al lavoro.

Madrid riduce le vacanze. L’assessorato all’educazione della Comunità di Madrid ha annunciato la settimana scorsa che a partire dall’anno scolastico 2001-2002 aumenterà di 20 giorni di lezione il calendario scolastico: sopprimerà al settimana bianca di febbraio e ridurrà le vacanze natalizie, pasquali e anche estive. Questo progetto pionieristico ha messo in stato di guerra i sindacati degli insegnanti mentre ha raccolto il consenso delle associazioni dei genitori.
Attualmente a Madrid i giorni di lezione sono 174 nella scuola infantile e primaria e 164 nella secondaria, più o meno come nel resto della Spagna. La Spagna con la Grecia è il paese che in Europa ha meno giorni di lezione: la media europea è di 180 giorni. La legge vigente (Logse) non fissa i giorni di scuola, ma solo le ore per ogni disciplina, mentre la legge del 1970 (Lge, approvata quando Franco era ancora in vita) prevedeva 220 giorni di lezione.
Madrid è la prima comunità autonoma che propone una riforma globale del calendario, ma interventi parziali sono stati già fatti altrove: per esempio la settimana bianca è stata dimezzata in Asturie, Baleari, Galizia, Catalogna, Valencia, Murcia e in molte scuole di Andlusia e Castiglia- La Mancha.
Secondo Francisco Garcia, segretario madrileno della Feccoo, gli studenti tedeschi fanno circa 100 ore in meno dei loro colleghi spagnoli. La Feccoo sostiene che se la strada sarà quella dell’incremento dei giorni di lezione occorrerà pagare di più i docenti o prevedere attività complementari. Il Collegio dei Docenti di Spagna, che raggruppa 60.000 insegnanti, propone invece di razionalizzare i "ponti". Mentre l’associazione dei genitori Ceapa chiede di fare vacanze meno lunghe e più frequenti e in particolare chiede di modificare l’ora di lezione, che è di 40 minuti per consentire di impartire tutti gli insegnamenti previsti dalla Logse, un numero di insegnamenti giudicato troppo alto.

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