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EURYDICE: gli effetti del COVID 19 sulle scuole in Europa

Il mondo della docenza, secondo la FLC, viene totalmente ignorato.

07/04/2020
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Eurydice, la rete europea di informazione sull’istruzione, il cui scopo è quello di fornire ai decisori politici degli stati membri dell’Unione Europea elementi aggiornati e affidabili sui quali basare le politiche nazionali, ha pubblicato un piccolo articolo sugli effetti delle restrizioni dovute alla pandemia COVID 19 sui sistemi educativi europei. L’articolo non ha un alto grado di approfondimento, caratteristica invece delle posizioni dell’OCSE, di INTERNATIONAL EDUCATION e dell’ETUCE, che sono state espresse in questi giorni e che pubblicheremo tradotte per delineare un quadro completo di quello che sta succedendo nei sistemi della conoscenza negli altri paesi del mondo, però permette di avere un veloce sunto d’insieme.

Alcune questioni fondamentali, per esempio, sono chiaramente identificate: come si faranno gli esami finali dei cicli scolastici? Le diseguaglianze educative della didattica a distanza come influiranno sulla vita scolastica e il rendimento degli studenti svantaggiati? Le famiglie, spesso in situazioni problematiche, come affronteranno queste nuove problematiche?

Gravissima però è l’assenza di ogni riferimento ai docenti e a tutto il personale dell’istruzione, mentre Eurydice di solito è un’istituzione attenta al mondo del lavoro della conoscenza e che spesso collabora con i sindacati nazionali e le organizzazioni europee di categorie come ETUCE.

In questo momento sarebbe invece indispensabile, soprattutto per la funzione stessa di Eurydice di supporto ai decisori politici, che vengano individuate le questioni e soprattutto i soggetti coinvolti nella gestione del panorama economico e sociale causato dalla pandemia. Tutte le lavoratrici e i lavoratori della conoscenza e le loro rappresentanze sindacali devono essere allora considerati centrali nell’organizzazione di questa gestione, per competenze e ruolo, e devono condividere le responsabilità con le amministrazioni preposte.

Di seguito la traduzione dell’articolo, questo il link all’articolo in inglese.

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Per diverse settimane, le notizie globali sono state saturate da una sola storia, una realtà umana comune. Ogni cosa è influenzata dalla pandemia covid-19 e tutti abbiamo dovuto adattarci a un improvviso cambiamento nel modo in cui viviamo. Questo ovviamente include il modo in cui educhiamo i nostri figli.

Come mostra la nostra mappa in basso, la maggior parte dei paesi europei ha chiuso le scuole come parte delle misure per limitare i contatti tra le persone e rallentare la diffusione del virus. In Italia, il paese europeo colpito per primo dalla pandemia, le scuole hanno chiuso il 5 marzo 2020. Questa decisione è stata presto seguita da Albania, Grecia, Repubblica Ceca e Romania. La maggior parte dei sistemi educativi europei ha chiuso le scuole entro il 16 marzo 2020. L'ultimo paese ad annunciare tali misure è stato il Regno Unito, dove tutte le scuole hanno chiuso i battenti entro il 20-23 marzo.

Due paesi europei attualmente contrastano la tendenza alla chiusura delle scuole per le scuole primarie e secondarie inferiori. La Svezia e l'Islanda fanno affidamento su misure più rigorose di allontanamento sociale e di igiene per prevenire un'ulteriore trasmissione del virus, ma solo gli istituti di istruzione secondaria superiore e universitari sono stati tenuti a chiudere.

Dovunque in Europa, il sostegno all'apprendimento viene fornito in diversi modi: tramite libri e materiali presi dalla scuola; attraverso varie piattaforme di e-learning che consentono agli insegnanti e agli alunni di lavorare e interagire insieme e con l'aiuto di programmi televisivi nazionali rapidamente sviluppati o lezioni su piattaforme di social media. Alcuni sistemi educativi avevano annunciato vacanze eccezionali all'inizio delle chiusure scolastiche per prepararsi meglio a questo supporto per l'apprendimento a distanza, ma ora tutti i paesi europei stanno organizzando lezioni a distanza.

Non è chiaro per quanto tempo durerà questa situazione. Un paese, Malta, ha già annunciato che le scuole rimarranno chiuse fino alla fine dell'anno scolastico (30 giugno 2020). La Finlandia ha recentemente prorogato le restrizioni sull'insegnamento in presenza fino al 13 maggio e si sta preparando per la chiusura della scuola fino alla fine dell’anno in corso (30 maggio 2020), se ritenuto necessario. Sembra probabile che altri paesi faranno annunci simili nei giorni e nelle settimane a venire.

Lo scenario di chiusura prolungata della scuola esercita nuove pressioni sui genitori - sia i lavoratori che escono di casa ogni giorno, che i lavoratori in smart working e i disoccupati. Mentre spesso l'esperienza di trascorrere più tempo insieme può avvicinare le famiglie - sia metaforicamente che letteralmente - in altri casi potrebbe esserci un'intensificazione delle dinamiche familiari negative.  Per quanto però l’isolamento sia ormai parte dell’esperienza, ci saranno anche altri impatti educativi.

Le conseguenze della chiusura della scuola - che potrebbe estendersi fino alla fine dell'anno scolastico - potrebbero avere conseguenze sul cuore dei sistemi educativi.  Le domande relative alla classificazione e alla valutazione dei progressi e all'organizzazione degli esami finali o dei test nazionali diventeranno rapidamente una sfida politica significativa. Come sarà determinato l'ingresso nell'istruzione superiore del prossimo anno se gli studenti del loro ultimo anno scolastico non sono in grado di studiare adeguatamente o di essere valutati in modo equo?

Oltre a queste preoccupazioni, vi sono implicazioni sociali più ampie delle attuali disposizioni.  Alcuni genitori non sono in grado di supportare efficacemente l'apprendimento dei loro figli, e questo senza dubbio aggraverà gli effetti delle disuguaglianze educative. Numerosi sistemi di istruzione registrano già che gli studenti svantaggiati faranno fatica ad adattarsi alla realtà attuale, con minore accesso ai materiali di apprendimento, comprese le piattaforme online, e meno supporto.

Mentre molti paesi rivalutano la situazione ogni due settimane, la maggior parte ha emesso ordini che si estendono fino a nuovo avviso. La recente raccolta di dati ad hoc di Eurydice mostra che in Europa le scuole primarie e secondarie sono attualmente chiuse fino alla fine delle vacanze di primavera. Secondo il rapporto sull'Organizzazione del tempo scolastico in Europa, le vacanze di primavera si svolgono di solito intorno alle festività pasquali cattoliche o ortodosse e si concludono intorno al 12/13 aprile o al 19 aprile (settimana 16-17). Nel frattempo, in alcuni paesi, in particolare quelli del nord Europa, l'anno scolastico terminerà entro giugno. Quindi la prospettiva che gli studenti non tornino a scuola quest'anno accademico è molto reale.

Mentre questa è una crisi senza precedenti che ha causato alti livelli di ansia, è anche un momento in cui tutti stiamo facendo le cose in modo diverso e imparando dall'esperienza. La capacità delle persone di adattarsi rapidamente al lavoro e all'istruzione dei bambini a casa è stata straordinaria e dovremmo essere grati per la tecnologia che ci aiuta. Quando avremo superato questa crisi, non torneremo al mondo com'era. Piuttosto, ora ci stiamo preparando con i nostri figli ad affrontare il mondo come sarà in futuro.

Mappa Eurydice scuole chiuse aprile 2020-2