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Estero. Ordinanza sulle graduatorie permanenti inizia il confronto tra difficoltà e incongruenze

Per le OO.SS. l’ipotesi di ordinanza presentata dall’Amministrazione va complessivamente rivista. Si chiede esemplificazione delle procedure e coerenza con quanto stabilito dal CCNL. La FLC Cgil ha chiesto all’Amministrazione atti concreti tesi a garantire il personale penalizzato dall’art. 1 quater della L.257/2004.

29/11/2006
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E’ iniziato il confronto sull’ordinanza relativa alla riformulazione e all’aggiornamento delle graduatorie permanenti. Come si sa l’ordinanza in questione, che dovrebbe essere emanata dopo le prove di accertamento linguistico e comunque entroe non oltre il 10 gennaio, disciplina, ai sensi e per gli effetti dell’art. 109 del CCNL, la riformulazione e l’aggiornamento delle graduatorie permanenti. Dall’uscita dell’ordinanza tutto il personale interessato potrà chiedere, a domanda, l’inserimento e l’aggiornamento della loro posizione nella graduatoria permanente; tale graduatoria, una volta approvata dal Direttore Generale delle Culturali, diventerà operativa a partire dall’anno scolastico 2006/2007 per l’individuazione del personale docente e Ata chiamati a coprire i posti di contingente vacanti nelle scuole, nelle istituzioni scolastiche italiane all’estero e nei lettorati.

Le OO.SS., dopo aver analizzato l’ipotesi ditesto e fatto gli opportuni e dovuti rilievi di merito, hanno sollecitato l’Amministrazione a rivedere complessivamente l’articolato in maniera tale da renderlo più efficace e comprensibile. Hanno, inoltre, sottolineato che le norme debbono rigorosamente rispecchiare quanto contenuto dal CCNL. L’Amministrazione si è impegnata a redigere un nuovo testo sulla base delle osservazioni avanzate in sede di confronto sindacale.

La FLC e le altre OO.SS. avevano chiesto, nella precedente riunione, alla delegazione di parte pubblica di prevedere, possibilmente nell’ordinanza, con la stesura di un’apposita clausola una norma che consentisse al personale penalizzato dall’art. 1 quater della L.257/2004 di poter essere inserito, provvisoriamente e con riserva, nelle graduatorie permanenti soprattutto in prospettiva di una auspicabile revisione delle attuali norme contrattuali. Le trattative per il rinnovo del CCNL 2006/2009 dovrebbero iniziare a Finanziaria conclusa. Il MAe si è dichiarato indisponibile a inserire clausole di tale natura, pertanto è stata avanzata in subordine l’ipotesi di una sorta di dichiarazione d’intenti, separata dalla ordinanza, finalizzata a facilitare una soluzione contrattuale del problema.

Rimane ovviamente inteso l’impegno da parte delle OO.SS. di andare al superamento delle contraddizioni prodotte da quell’intervento legislativo cercando di apportare modifiche nel prossimo contratto tali da garantire a tutti lo stesso trattamento.

Sull’ordinanza è previsto un successivo incontro per il prossimo 7 dicembre.

In detta occasione si affronterà anche la questione relativa ai progetti di miglioramento dell’offerta formativa 2005/2006 relative alle scuole e alle istituzioni scolastiche dell’emisfero boreale. Fermo restando il diritto del personale ad essere retribuito per il lavoro svolto, si rende necessario, però, fare chiarezza fino in fondo sia nel merito che nel metodo dell’attivazione, affidamento e realizzazione dei progetti. Vogliamo ricordare e sottolineare che quelle risorse sono finalizzate al raggiungimento di obiettivi ben precisi definite dal CCNL e dal CCNIE e che non possono essere destinate a interventi diversi e di altra natura. Né tanto meno possono essere destinati a strutture scolastiche private come sembrerebbe essere stato fatto.

Infine il CCNL prevede che le somme non spese debbano ritornare al CCNL. Ovvero alle risorse destinate al fondo di istituto delle scuole metropolitane. In tutti questi anni il MAE non ha provveduto a comunicare ai ministeri competenti l’ammontare delle risorse in avanzo, in aperta violazione di quanto prescritto dal CCNL.

La FLC Cgil è pienamente convinta che soltanto con l’applicazione completa dell’autonomia scolastica alle scuole e alle istituzione scolastiche italiane all’estero sarà possibile un uso efficace e razionale di dette risorse ponendo, così, fine ad un loro utilizzo che in alcuni casi risulta essere non solo inefficace ma anche discutibile.

Roma, 29 novembre 2006

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