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Sezioni primavera: anche in Veneto firmata l'Intesa. Silenzio dalle altre regioni

Il 3 giugno anche in Veneto è stata raggiunta l'Intesa per la prosecuzione delle sezioni primavera per il 2008-2009. Prossima la sigla per Puglia, Campania, Lazio e Toscana. Avviati i tavoli in alcune regioni ma di molte altre i cittadini e le parti sociali non sanno nulla.

06/06/2008
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Dopo la Lombardia sono prossime le firme definitive delle Intese in Puglia, Lazio, Campania e Toscana alla fine di maggio, anche in Veneto, il 3 giugno scorso, è stata definita l'intesa tra la Regione e l'USR per la prosecuzione delle sezioni primavera per l'anno scolastico 2008-2009, come stabilito dall'Accordo Quadro siglato in Conferenza Unificata Stato-Regioni lo scorso 20 marzo.

L'Intesa del Veneto recepisce sostanzialmente i criteri indicati nella Direttiva n. 37 del 10 aprile u.s. anche se, per quanto concerne le indicazioni relative alle assunzioni del personale coinvolto nei progetti l'Intesa, all' art. 3 lettera k), prevede: " personale educativo, docente ed ausiliario assunto con contratto riferito ad una delle tipologie contrattuali vigenti".

Questa dicitura rischia di generare ulteriore confusione (o nasconde altro?) sul versante degli aspetti contrattuali che sono stati al centro della nostra azione nei confronti dell'Amministrazione fin dall'avvio del progetto sperimentale. Infatti, quanto sostenuto nell'Intesa del Veneto non riprende quanto previsto dalla lettera j) della Direttiva n. 37 dove, tra i criteri da rispettare per siglare le intese, chiarisce che: " j)…….. il personale educativo, docente ed ausiliario deve essere in regola con le norme contrattuali vigenti".

Mentre la definizione inserita nella direttiva del Ministero della PI (che è il soggetto istituzionale individuato a definire i criteri per le Intese regionali) tende a rispondere positivamente a quanto da noi sostenuto - soprattutto per il personale impegnato nelle sezioni primavera aggregate alle scuole statali, ma anche nelle paritarie, e cioè che: la natura del rapporto di lavoro per questo personale non può che essere di natura subordinata benché a tempo determinato. Non sono quindi possibili forme di co.co.pro. o co.co.co. come avvenuto in quest'anno scolastico. La nostra posizione è quanto prevede la normativa vigente in materia di contratti, peraltro, ribadita più volte anche nei vari chiarimenti del Dipartimento della Funzione Pubblica e del Ministero del Lavoro sulla materia.

Continueremo a seguire la vicenda della stipula dei contratti del personale coinvolto nelle sezioni primavera per il prossimo anno scolastico e non mancheremo di intervenire, a tutti i livelli, nelle situazioni che dovessero ledere i diritti dei lavoratori ad avere un giusto contratto di lavoro.

Inoltre, come FLC non possiamo che ribadire la nostra denuncia per la mancata informazione da parte di troppe Regioni su quanto si sta (o non si sta?) facendo per arrivare alle Intese per il 2008-2009. I ritardi politici ed amministrativi riducono la possibilità per le famiglie con bambini tra i 24 e i 36 di iscrivere i propri potendo scegliere fra tutti i soggetti gestori di questo servizio (scuole dell'infanzia statali, paritarie, comunali, asili nido). Infatti, le scuole statali che intendono riconfermare il servizio o avanzare nuove richieste saranno fortemente penalizzate perché le Intese e i bandi arriveranno a scuole ormai chiuse, impedendo di fatto alle scuole statali di avviare le procedure per l'attivazione del servizio. E non ci sembra troppo azzardato sostenere che l'enorme ritardo con cui si giungerà alle Intese in tutte le Regioni, forse, non è solo il frutto di spiacevoli sottovalutazioni. Ma è noto che i diritti dell'infanzia nel nostro Paese, così come la centralità dell'istruzione e della formazione più in generale, non sono mai stati una priorità dell'agenda politica, se non sul versante dei tagli e dei risparmi.

E se resta una scelta condivisa l'aver individuato il livello regionale come quello più consono all'attuazione e alla gestione delle sezioni primavera, siamo molto preoccupati per le annunciate scelte in tema di decentramento e federalismo, non possiamo non temere che su materie di carattere generale si tenda a privilegiare più gli interessi di parte anziché quelli dell'intera comunità. Peraltro, il nuovo governo sembra molto più attento ad agitare ed esasperare paure ed insicurezze, che pure esistono oggi nel nostro Paese, proponendo scelte tese a dividere non solo il mondo del lavoro ma l'intera società. In tali scelte la parola diritti sembra trovar spazio solo per alcune categorie sociali che non sono mai, però, quelle dei più deboli, a partire dai bambini!

Roma, 6 giugno 2008

FERMIAMO L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA!

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