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Unità on line-La riforma del ministro Sirchia: il bravo medico conosce business e inglese

La riforma del ministro Sirchia: il bravo medico conosce business e inglese di Massimo Solani 'Medici a punti' ai blocchi di partenza: è iniziata ieri, infatti, la fase due del programma di Edu...

03/01/2002
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l'Unità

La riforma del ministro Sirchia: il bravo medico conosce business e inglese
di Massimo Solani

'Medici a punti' ai blocchi di partenza: è iniziata ieri, infatti, la fase due del programma di Educazione continua in medicina (Ecm), ideato per gestire ed organizzare l'aggiornamento professionale di tutti gli operatori della sanità. Cinque anni per disegnare il proprio iter formativo e conseguire così 150 crediti entro il 2006, attraverso la frequenza di seminari, tavole rotonde, meeting e convention organizzate da chiunque ottenga l'autorizzazione dal ministero della sanità.
Ad occuparsi dell'assegnazione degli accrediti necessari per l'organizzazione degli eventi formativi, come previsto dal programma Ecm, sarà una apposita commissione, presieduta dal ministro Girolamo Sirchia e composta da docenti ed esperti del settore che, fra le proposte che giungeranno a viale dell'Industria, vaglieranno quelle più adatte al conseguimento degli obiettivi formativi di interesse nazionale. A tal proposito, il ministero ha distinto questi obiettivi in due categorie: quelli di interesse generale (riferibili a tutte le categorie operanti nel settore sanitario), e quelli invece che riguardano solo alcune categorie professionali, aree e discipline. In base all'esame dei progetti, inoltre, la commissione deciderà anche il numero di crediti che le iniziative potranno riservare ai partecipanti.
Un sistema, questo della formazione continua, che con i crediti ricorda da vicino quello universitario, ma un progetto che lascia ampio campo d'azione e di iniziativa anche ad enti privati, visto che, come si legge nel documento ufficiale, comprende "l'insieme organizzato e controllato di tutte quelle attività formative, sia teoriche che pratiche, promosse da chiunque lo desideri, si tratti di una società scientifica o di una società professionale, di una azienda ospedaliera, o di una struttura specificamente dedicata alla formazione in campo sanitario".
Nel suo documento, inoltre, il ministero ha incluso come "accreditabili" anche i progetti formativi aziendali, ovvero tutti quei corsi organizzati e svolti da un'azienda sanitaria pubblica o privata e rivolti esclusivamente ai propri dipendenti e al personale convenzionato. Una iniziativa che rischia di generare differenze di trattamento in qualche modo riconducibili alle possibilità economiche degli organizzatori. Una distinzione quantomeno sospetta, per un sistema in cui gli organizzatori dei corsi diventano "providers", e che elenca fra gli obiettivi formativi di interesse nazionale anche la "cultura gestionale" e la conoscenza dell'inglese.
Naturalmente, precisa il comunicato del ministero, "il valore in crediti formativi Ecm. non deve essere visto dagli organizzatori degli eventi formativi come elemento di giudizio sul valore scientifico globale della manifestazione di per sé; esso indicherà invece esclusivamente la rilevanza professionale (o la non rilevanza) di quella particolare manifestazione ai soli ed esclusivi fini del programma nazionale di Ecm, anche alla luce degli obiettivi formativi d'interesse nazionale".
Spetta agli operatori sanitari, quindi, districarsi fra congressi, corsi e seminari, in modo da accumulare i 150 crediti necessari (10 nel 2002, 20 nel 2003 e via crescendo fino al 2006), e non incorrere poi nelle sanzioni, a dire la verità non ancora previste, del ministero.
Da ieri, quindi, gli organizzatori dei corsi desiderosi di ottenere il riconoscimento ministeriale possono inviare la propria richiesta attraverso il sito Internet del dicastero ed attendere poi la risposta. Unico limite alla presentazione delle domande la scadenza: le richieste di accredito, infatti, andranno presentate almeno 90 giorni prima della data inizio dell'evento, con allegata ricevuta di pagamento del contributo alle spese proporzionale ai crediti formativi attribuiti. Come a dire, più crediti si ottengono, più bisogna pagare al ministero.
Ma la svolta 'progressista' dell'educazione continua in medicina non si ferma certo a questo: secondo il progetto messo a punto dal dicastero di viale dell'Industria, infatti, a partire dal luglio di questo anno gli operatori sanitari potranno anche accedere alla formazione a distanza. "Si tratta - precisa la nota - di programmi per i quali l'utente non deve spostarsi dal suo luogo di lavoro o dal domicilio, da svolgersi sia in gruppo che individualmente, usando materiale cartaceo o informatico". Programmi, specifica il ministero, per i quali è previsto un "livello minimo di apprendimento", certificabile attraverso il superamento di un test.


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