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Da settembre corso di sostegno obbligatorio per mezzo milione di insegnanti? Tre docenti su quattro sono contrari

L'obbligo verrà a breve sancito da un decreto ministeriale sulla formazione e riguarderà i tanti docenti, anche di disciplina, che inizieranno il nuovo anno scolastico con almeno un alunno disabile nelle loro classi

15/06/2021
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Il Sole 24 Ore

Da settembre corso di sostegno obbligatorio per mezzo milione di insegnanti? L'obbligo verrà a breve sancito da un decreto ministeriale sulla formazione e riguarderà i tanti docenti, anche di disciplina, che inizieranno il nuovo anno scolastico con almeno un alunno disabile nelle loro classi: gli unici che potranno non frequentarlo saranno i docenti con specializzazione sul sostegno.

Il corso dovrebbe prevedere 25 ore di formazione obbligatoria, da svolgere fuori orario di servizio. Il finanziamento è stato stabilito con l'ultima legge di Bilancio.

Il personale direttamente interessato, tuttavia, non sembra gradire l'iniziativa: su un totale di 3.972 partecipanti (di cui il 93,7% docenti) al sondaggio della Tecnica della Scuola, tre su quattro (il 73,4%) hanno espresso la loro contrarietà.

La risposta del ministero dell'Istruzione all'alta percentuale di docenti non specializzati sul sostegno, circa la metà su 200 mila complessivi considerando anche gli oltre 100 mila posti in deroga che ogni anno vanno a supplenza, non piace agli insegnanti.

I docenti già specializzati sul sostegno costituiscono la minima parte (17,4%) di coloro che hanno fornito la loro risposto al sondaggio, contro una maggioranza che non ha competenze specifiche di settore e che dunque risulterebbe particolarmente coinvolta dall'iniziativa ministeriale.

Le risposte arrivano prevalentemente dal Nord Italia (41,8%), seguite dalla fascia meridionale del Paese (isole incluse), rappresentativa del 33,9% di risposte.

Quanto al grado di scuola, a sentirsi maggiormente coinvolti sono i docenti di scuola del primo ciclo: ciò non stupisce più di tanto, se si considera che al Nord, nella scuola primaria, i dati ministeriali registrano i maggiori vuoti in cattedra sui posti di sostegno e dunque la più alta percentuale di insegnanti non specializzati nella didattica speciale per l'insegnamento agli alunni con disabilità.


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