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Sintesi del documento politico della FLC Cgil sui temi dell'organizzazione

Caserta, 22-23-24 aprile 2008: 1^ Conferenza di Organizzazione della FLC Cgil. Documento "Politiche organizzative, nuova rappresentanza, reinsediamento".

22/04/2008
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Un sindacato è un’organizzazione dinamica. E così la CGIL, pur richiamandosi a un insieme di valori e principi fondanti, ha bisogno di elaborare nuove idee, nuove strategie, nuovi modelli organizzativi per parlare al lavoro che cambia, interpretarne umori e aspirazioni, tutelarlo e dare a tutti i lavoratori strumenti forti e utili per essere importanti e protagonisti soggetti sociali.

Ecco perché a 2 anni dal congresso la CGIL affronta un nuovo appuntamento organizzativo.

Per la FLC Cgil la Conferenza di organizzazione ha delle ragioni ancora più profonde.

La FLC è un sindacato giovane, nato nel 2006 dalla fusione tra Cgil Scuola e Snur Cgil (Università, Ricerca e Afam), un "cantiere aperto" che deve consolidarsi e guardare al futuro.

Le tematiche sulle quali la FLC si presenta alla Conferenza sono sviluppate in 14 punti.

Il primo tema riguarda il lavoro che cambia e, in particolare, l’aumento della precarietà e della gerarchizzazione del lavoro, anche in mansioni altamente qualificate. A questo si aggiunge la moltiplicazione delle tipologie di contratto o di rapporto con la conseguente difficoltà per la contrattazione collettiva di attivare tutele efficaci. Da qui discende anche la capacità di rappresentanza da parte del sindacato confederale.

Anche i settori della conoscenza, tradizionalmente pubblici, stanno cambiando, soprattutto in seguito ai processi di autonomia che danno al territorio e alle sue istituzioni una funzione altrettanto importante e decisiva.

Un adeguamento della strumentazione contrattuale e un reinsediamento sul territorio sono dunque due questioni ineludibili per l’efficacia dell’azione sindacale.

Ma il sindacato si rivolge a persone in carne e ossa e ne vuole rappresentare le aspirazioni e i progetti di vita riguardo al lavoro e alla formazione, di crescita professionale, di consolidamento economico. È una questione molto importante in una società che fa del lavoro la ragione di sopravvivenza e lo dilata a scapito dei tempi di vita e poi lo svalorizza rendendolo precario e selvaggiamente flessibile. La cultura del lavoro, la dignità del lavoro sono i fondamenti per un sindacato che intende rappresentare l’insieme delle persone che operano nella conoscenza: donne e uomini, in settori pubblici e in settori privati, a tempo pieno e a progetto, precari e stabili.

La rappresentanza, altra importante tematica della conferenza, deve trovare espressione anche negli organismi dirigenti del sindacato.

L’adesione dei giovani al sindacato avviene non più su scelte di carattere ideologico, ma su bisogni strettamente legati al lavoro o al non lavoro. È un fatto sintomatico di un approccio che cambia. Bisogna sapere parlare ai giovani anche per condividere con essi un patrimonio di valori sul quale è nata e si è consolidata la moderna cultura dei diritti sociali e civili.

Un altro tema importante è la dimensione professionale che la FLC intende rappresentare. Chi lavora nei settori della conoscenza ha una professionalità che fa i conti con l’etica e la libertà, carica di responsabilità anche verso soggetti costituzionalmente tutelati; una professionalità che esprime autonomia, che presuppone ricerca interdisciplinare e lavoro di equipe. Il problema più importante in questi lavori è la motivazione: per la FLC rappresentare le professioni significa combattere la crisi della cultura e del sapere. “Amore e affezione per il proprio lavoro, cura della qualità del lavoro e un forte e responsabile impegno etico, orgoglio e difesa della propria identità culturale e professionale stanno in relazione con il riconoscimento sociale ed economico della propria funzione e del proprio ruolo”. Da qui le strategie per favorire lo sviluppo professionale, riconoscere la qualità del lavoro, l’impegno allo studio, alla formazione, alla sperimentazione, alla ricerca.

Gli strumenti di politica sindacale per rappresentare, dare voce, tutelare e sviluppare il lavoro nei settori della conoscenza sono fondamentalmente: la tutela individuale; la rappresentanza collettiva; la rappresentanza professionale; l’offerta di servizi.

Da un punto di vista organizzativo la FLC Cgil intende allargare di più la partecipazione e il protagonismo per radicare il sindacato sempre di più nel territorio e sui luoghi di lavoro. Questo rilancia, ad esempio, il ruolo delle RSU e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, ma anche la contrattazione di area, un livello negoziale nuovo per la FLC. Nuovo ma necessario per evitare fenomeni di dumping contrattuale e garantire equità e armonia tra chi svolge mansioni uguali.

Con questa conferenza la FLC Cgil si produrrà in uno sforzo importante per rinnovare la propria struttura organizzativa e dotarla di migliori strumenti per parlare all’insieme del mondo del lavoro della conoscenza, un mondo vasto e vario che accomuna professionalità anche molto diverse tra loro, ma tutte impegnate in settori delicati, come l’istruzione e la formazione, e strategicamente fondamentali per il paese, come la ricerca. In settori del genere non c’è spazio per sindacati di mestiere o per politiche asfittiche: è il sindacato confederale l’unico che può dare risposte di breve come di lungo termine.

La FLC Cgil è nata per lavorare in una società complessa e lavorare sulla complessità. Dal congresso costitutivo a oggi ha fatto tanta strada e ha raggiunto obiettivi importanti. Ma il cantiere non chiude, anzi questa conferenza di organizzazione ne apre di nuovi.

Roma, 17 aprile 2008

Tag: eventi

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