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Riordino scuola secondaria superiore e rapporto con il Piano “La Buona Scuola”, audizione alla VII° Commissione del Senato

La FLC CGIL ha colto l’occasione per presentare le proprie osservazioni e proposte già contenute nei suoi documenti e sintetizzati nel Piano “Fai la Scuola Giusta”. Contratto e investimenti in media con i l’Europa.

18/11/2014
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Su invito della Settima Commissione Cultura e Istruzione del Senato della Repubblica, si è svolta oggi, 18 novembre 2014, un’audizione delle organizzazioni sindacali in merito al bilancio, dopo cinque anni, del riordino della scuola secondaria superiore anche in relazione al Piano del Governo “La buona scuola”.

È stata l’occasione per la FLC CGIL di presentare punto per punto le osservazioni critiche e le proposte elaborate nel corso di questi anni, e soprattutto in questi ultimi due mesi, in ordine agli interventi prospettati dal Governo Renzi sul sistema scolastico. Leggi il nostro dossier consegnato al Ministro Giannini in occasione dell'incontro del 12 novembre.

La riforma Gelmini che ha tagliato i curricula, ha ridimensionato le attività laboratoriali, ha aumentato il numero degli alunni per classe, ha introdotto senza risorse la metodologia CLIL, ha tagliato i fondi per la formazione del personale pur avendo speso fiumi di retorica sulla formazione per competenze e che non ha costruito un percorso scuola/lavoro degno di questo nome, è stato un sicuro fallimento.

Per invertire la rotta, anche in connessione/divergenza con le proposte contenute nel Piano governativo, la FLC CGIL ha riproposto i propri argomenti come sinteticamente di seguito  specificati.

Quattro le misure positive contenute nel Piano “La Buona Scuola”

  1. piano di assunzioni
  2. istituzione organico funzionale
  3. reclutamento tramite concorso nazionale
  4. nuovi saperi

Piano di assunzioni, previste dal piano, corrispondono ai numeri che la FLC CGIL ha sempre indicato. Nel piano però molte questioni sono lasciate in ombra:

  • non si parla di stabilizzazioni del personale ATA per il quale valgono le stesse ragioni di urgenza e di funzionamento delle scuole.
  • non si garantiscono i docenti abilitati non inclusi nelle Gae.
  • è necessario approfondire la sorte della terza fascia d'istituto alla quale, in assenza di sufficienti docenti abilitati, si dovrà ricorrere almeno per alcuni anni.

Istituzione organico funzionale. Bene superare la distinzione tra organico di diritto e di fatto. Ma l’organico funzionale non può essere finalizzato prevalentemente al superamento delle supplenze brevi, ma deve produrre ampliamenti dell’offerta formativa. Chiediamo:

  • la generalizzazione della scuola dell’infanzia
  • il ripristino del tempo pieno nella primaria
  • la diminuzione del numero degli alunni per classe
  • l’estensione di figure tecniche nella scuola del primo ciclo
  • l’attività di recupero per far fronte alla dispersione scolastica.

Reclutamento. L'ipotesi di concorsi con graduatoria nazionale (con opzioni) sgombra il campo da qualunque deriva localistica e dà garanzie di assunzione in tempi certi evitando situazioni anomale con graduatorie esaurite in qualche regione e code di vincitori in altre.

Nuovi saperi. Riteniamo positiva l’introduzione di due ore a settimana di educazione musicale nelle classi IV e V di scuola primaria, di un’ora a settimana di educazione fisica nelle classi dalla II alla V della scuola primaria e il rafforzamento di storia dell’Arte e di disegno nel biennio dei licei e degli istituti turistici. Positiva è anche l’attivazione dei percorsi di lingua straniera fin dalla scuola dell’infanzia e l’introduzione della cultura della programmazione digitale.
Tuttavia avvertiamo che non si deve percorrere la stessa strada delle CLIL alle superiori, o quello che si è fatto con le lingue alla scuola primaria, vale a dire partire senza mezzi e senza professionalità preparate.

Le criticità

La nuova progressione di carriera. Questa è materia contrattuale e tale deve rimanere. Cancellare totalmente l’anzianità vuol dire disconoscere l’elemento di professionalità legata all’esperienza. Una scelta sbagliata che contraddice anche i dati OCSE laddove si dice che l’anzianità ha comunque un peso nei percorsi di carriera dei docenti.
Altrettanto sbagliata è la scelta di mettere per legge un tetto (66%) di docenti bravi tagliando di fatto gli stipendi al restante 34% dei docenti.
L’idea di introdurre un sistema di valorizzazione legata ai crediti professionali è un argomento di discussione in sede negoziale preceduto da un ampio dibattito con la categoria. Noi siamo pronti.

Stato giuridico. Riteniamo un grave errore mettere mano agli ordinamenti dei docenti e dei diritti e doveri del personale della scuola al di fuori del contratto di lavoro ed escludendo il sindacato dal confronto su queste materie. Orario, carichi di lavoro e organizzazione del lavoro vanno fuori dal contratto.
Rivedere lo stato giuridico dei docenti fuori dal contratto significa sottometterlo alla politica, alle maggioranze di turno e a norme rigide di legge, o per decreto, e con esso l’orario, l’organizzazione del lavoro, il sistema dei diritti e delle tutele. Il massimo della rigidità mentre si invocano flessibilità.
Siamo convinti che si debbano rivedere anche i profili, i carichi di lavoro, gli obblighi di servizio, ecc. di tutto il personale docente, educativo ed Ata della scuola. Ma per contratto.

La valutazione di sistema. Appare evidente che il documento di autovalutazione, a cui si riferisce il Piano scuola sarà fondamentalmente riferito alla valutazione degli apprendimenti tramite INVALSI. Invece per la FLC CGIL elementi chiave della valutazione sono: chiarezza, inclusività, semplicità, progressività. Inoltre è necessario:

  • individuare i livelli essenziali delle prestazioni scolastiche
  • rendere l’Invalsi realmente autonomo
  • separare la valutazione dei risultati del sistema dai processi di valorizzazione del personale
  • rendere credibile il ruolo del servizio ispettivo (attualmente inefficiente perché privo di personale).

La proposta sul registro nazionale dei docenti. È irricevibile anche in funzione della chiamata diretta dei docenti da parte delle singole istituzioni scolastiche.
Così come è sbagliata la migrazione, da una scuola all’altra da parte dei docenti, nelle scuole che mostrano di avere colleghi “mediocri” che non rientrano nel 66% dei bravi, a caccia dei 60 euro di vantaggio economico secondo la nuova progressione di carriera con premialità di merito.
La prerogativa di “scegliere” i coordinatori delle varie attività deve rimanere in mano al Collegio e l’attribuzione delle retribuzioni deve essere materia di contrattazione onde evitare elargizioni personalistiche.
Queste materie non possono essere prerogative del dirigente scolastico.

Organi collegiali. Bene la loro rivisitazione. risalenti al 1974 è condivisibile. Ma nel documento non si menziona alcuna modifica del regolamento di contabilità, non viene nemmeno citata l’esigenza di rappresentanza delle scuole autonome. Manca qualsiasi riferimento di partecipazione da garantire a tutte le componenti scolastiche.

Nuovo Testo Unico. Condivisibile la formulazione di un testo unico “di normativa scolastica”.

Alternanza scuola lavoro. Nel documento governativo la scuola viene messa sullo stesso piano degli agli centri di formazione. Il documento, pur affermando la presenza dell’alternanza in tutto il secondo ciclo, in realtà tratta esclusivamente degli istituti tecnici e professionali La nostra impostazione è diversa. Le finalità dell’alternanza possono contribuire, anche in maniera decisiva, a riorientare/confermare le scelte degli studenti.

Le cose mancanti. Poiché un piano si giudica anche dalle cose che mancano

Un piano di finanziamenti. Secondo noi occorrono complessivamente 17 miliardi di euro (+1% di PIL) per la graduale equiparazione degli investimenti alla spesa media europea per l’istruzione. Mentre il piano finanzia solo la parte sull’organico funzionale.
Affermare che le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti per fare fronte alle esigenze delle scuole, vuol dire che lo Stato alza bandiera bianca, si arrende alla sfida di garantire il diritto all’istruzione dei cittadini.

Innalzamento obbligo scolastico. L’obbligo scolastico a 18 anni per innalzare i livelli di competenza formativa.

Il diritto allo studio. Lo segnaliamo come tema completamente rimosso dal Piano. Ciò è contrario alla Costituzione (articolo 117) che stabilisce che il diritto sociale “istruzione” deve essere garantito su tutto il territorio italiano al livello individuato come essenziale. Lo stato ha l’obbligo di garantire con risorse pubbliche l’accesso gratuito all’istruzione.

Il contratto e il sindacato. Tra i grandi assenti nelle proposte governative ci sono proprio contratto e sindacato.

Il personale Ata. Citato solo per i prossimi tagli di organico. Eppure anche nel settore dei servizi amministrativi e dell’assistenza alla disabilità (a cui il piano presta molta attenzione) vi sono drammatiche carenze di personale solo in parte coperte, anche qui, da lavoratori precari.

In conclusione chiediamo di stabilizzare i precari, istituire l’organico funzionale, procedere con il nuovo sistema di reclutamento. Al contrario è necessario non attuare il Piano su tutte le altre misure.

La FLC CGIL, che ha consegnato un articolato documento sulle tematiche sopraesposte, si è riservata di inviare un ulteriore approfondimento sul piano di riordino della secondaria superiore, su nuove discipline, orientamento scolastico e lavorativo e rapporto con l’impresa.

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