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Scatti di anzianità: i dirigenti scolastici della FLC CGIL sull’ipotesi di accordo

Un diritto contrattuale dei lavoratori viene trasformato in un ulteriore taglio delle risorse alle scuole autonome che compromette la realizzazione dei piani dell’offerta formativa e colpisce gli studenti e le famiglie.

19/12/2012
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L’ARAN e le Organizzazioni Sindacali rappresentative del comparto scuola, con esclusione della FLC CGIL, hanno sottoscritto una ipotesi di accordo che restituisce al personale della scuola un diritto contrattuale tagliando alle scuole autonome le risorse necessarie per assicurare il rispetto degli obiettivi della loro offerta formativa, di miglioramento e di adeguamento ai bisogni dei cittadini. Si tratta di una scelta che abbassa i livelli di qualità delle scuole e riduce i diritti dei più deboli compromettendo, in molti casi, perfino la funzionalità di servizi essenziali.

Il Coordinamento della Struttura nazionale di Comparto dei dirigenti scolastici della FLC CGIL ha approvato il 19 dicembre 2012 un ordine del giorno che analizza gli effetti dell’ipotesi di accordo e invita i dirigenti scolastici a contribuire a determinare l’indispensabile inversione dei processi in atto che continuano a colpire insieme ai lavoratori anche la qualità dell’istruzione pubblica nel nostro Paese.

Roma, 19 dicembre 2012
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Ordine del giorno del Coordinamento della Struttura nazionale di Comparto dei dirigenti scolastici FLC CGIL, 19 dicembre 2012

Il Coordinamento della Struttura Nazionale di Comparto dei Dirigenti Scolastici FLC CGIL, riunito a Roma il 19 dicembre 2012, ha analizzato l’ipotesi di accordo sugli scatti di anzianità del personale della scuola maturati nel 2011,e condivide il giudizio negativo espresso dal Direttivo Nazionale della FLC CGIL e la volontà di negarne la sottoscrizione aprendo una discussione democratica nelle scuole sull’accordo ed i suoi effetti.

La scuola pubblica statale è in grandissima difficoltà per la lunghissima serie di tagli di personale e dei finanziamenti operati dagli ultimi governi: ha registrato, già da prima che si determinasse l’attuale grave crisi economica, una riduzione delle risorse e la crescita continua di un differenziale negli investimenti rispetto agli altri paesi del mondo occidentale.

Sul sistema di istruzione non si sono fatti “risparmi di spese superflue” o “razionalizzazioni” ma riduzioni del tempo scuola e dell’offerta formativa oltre che del numero e della retribuzione dei lavoratori.

A meno docenti e personale ATA oggi si aggiungono anche meno risorse per la realizzazione di quell’insieme di attività che alla scuola sono essenziali e sulle quali le scuole, attraverso la contrattazione d’istituto, hanno aumentato la loro “produttività”.

In un contesto in cui tutti dichiarano di condividere la valorizzazione del secondo livello di contrattazione per migliorare qualità del lavoro e dei suoi prodotti materiali ed immateriali, il governo determina un risultato che invece svuota il livello contrattuale necessario a produrre il miglioramento e l’innovazione.

Tutti i dirigenti scolastici hanno promosso in questi anni la  programmazione e la progettazione delle attività necessarie a rispondere con la loro offerta formativa ai bisogni dei cittadini e delle comunità; lo hanno fatto attraverso percorsi democratici e partecipati, prima con un approccio tecnico e professionale nel collegio dei docenti e, poi, con una procedura trasparente e partecipata nella contrattazione integrativa di istituto. Le scuole hanno potuto contare su risorse certe con le quali implementare la  programmazione e la realizzazione delle attività.

Dopo oltre tre mesi dall’inizio delle lezioni, ma ne passeranno ancora di più prima di conoscere le risorse disponibili, si dovrà rivedere tutta la programmazione fatta e si dovranno ridurre le attività  previste.

Con l’accordo sottoscritto il all’ARAN il 12 dicembre 2012 sono tagliate le risorse del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa di circa il 38%, ad anno scolastico inoltrato e ad attività in parte già svolte. La Dirigenza Scolastica si troverà quindi ad affrontare e gestire una destrutturazione della programmazione attuale che riguarderà anche il prossimo anno scolastico visto che rimane irrisolto il problema degli scatti di anzianità del 2012. Una ulteriore riduzione delle risorse disponibili potrebbe portare all’azzeramento delle risorse in poco tempo

Una diversa attenzione e diverse scelte sul reperimento delle risorse per pagare gli scatti sarebbero state e sono necessarie, partendo dal riconoscimento del lavoro  che si fa nelle scuole e da quello che occorrerebbe poter realizzare. Nell’attività delle istituzioni scolastiche autonome, con le poche e insufficienti risorse disponibili, si ricerca sempre un difficile equilibrio fra le esigenze didattico pedagogiche e della relazione educativa e il bisogno di confronto collegiale, di organizzazione, di assunzione di responsabilità, di presa in carico di funzioni di servizio, di valutazione e di rendicontazione del lavoro. Tutte queste istanze appartengono ad una scuola moderna, non trasmissiva, ma dedicata al successo di ognuno e di tutti i soggetti che ad essa sono affidati  e quindi capace di rispondere a esigenze diverse che richiedono impegni, responsabilità e tempi e modi di lavoro diversi e un ambiente ed una organizzazione efficaci ed efficienti.

E’ compito delle scuole costruire Il difficile equilibrio delle diverse necessità e delle relative risposte e adattarlo ogni volta. Con la cancellazione di risorse del MOF viene distrutto un elemento portante dell’autonomia scolastica e una delle condizioni del suo possibile successo, oggi più che mai necessario per contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Il Coordinamento della Struttura Nazionale di Comparto dei Dirigenti Scolastici FLC CGIL ritiene indispensabile che le scuole ed i lavoratori delle scuole mettano al primo posto la difesa della scuola pubblica statale e della sua autonomia ed invitano tutti i Dirigenti Scolastici a partecipare e a contribuire alle iniziative che saranno organizzate per rendere note a tutti i cittadini ed al Paese le condizioni della scuola italiana.

Roma, 19 dicembre 2012

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