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Il 7 febbraio l'incontro con la Ministra Fedeli sulla situazione della dirigenza scolastica

Devono essere risolti gli annosi problemi dei dirigenti: organici e assunzioni, equiparazione retributiva, compiti impropri e responsabilità insostenibili, sistema di valutazione iniquo e non trasparente.

06/02/2017
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La Ministra Valeria Fedeli ha convocato per domani 7 febbraio le rappresentanze sindacali dei dirigenti scolastici per “un incontro conoscitivo e per esaminare le principali tematiche di interesse dell’Area V della dirigenza scolastica”.

Finalmente, dopo mesi di insistenze da parte delle Organizzazioni Sindacali perché si aprisse un confronto in sede politica, ci sarà la possibilità di sottoporre alla Ministra le nostre richieste.

Torneremo quindi a chiedere che si affrontino davvero i problemi che rendono insostenibile il lavoro dei dirigenti scolastici e ostacolano il raggiungimento degli  obiettivi di miglioramento della  scuola pubblica:

  1. E’ necessario avviare al più presto le procedure del concorso a posti di dirigente scolastico  e modificare le norme sul dimensionamento affinché vengano eliminate le reggenze e ogni scuola, indipendentemente dai suoi parametri numerici, abbia il proprio dirigente scolastico, selezionato per concorso e stabile;
  2. Bisogna sollevare – e non ulteriormente aggravare -  i dirigenti scolastici da compiti amministrativi impropri sul personale e sui servizi seriali (sicurezza, edilizia scolastica, mense, trasporti, gestione degli appalti, servizi esternalizzati, assunzioni, cessazioni e assegnazioni del personale, gestione dei contenziosi, ecc); occorre ricostruire l’indispensabile livello di efficienza dell’amministrazione periferica del MIUR e smettere di scaricare sulle reti di scuole compiti di gestione amministrativa, consentendo che esse invece esprimano una progettualità condivisa a livello territoriale sulla programmazione e sull’innovazione didattica;
  3. Si deve ripristinare il corretto funzionamento dei servizi generali, amministrativi e tecnici, eliminando il divieto di sostituzione del personale ATA assente e pubblicando al più presto il bando anche per  il concorso per i Direttori dei servizi;
  4. Devono essere cancellate le responsabilità che la legge 107/2015 ha impropriamente attribuito alla dirigenza scolastica in merito alla scelta dei docenti e alla valutazione della loro professionalità e del loro lavoro: si tratta di responsabilità del tutto estranee al profilo di una dirigenza scolastica che deve “assicurare la gestione unitaria promuovendo la partecipazione e la collaborazione delle diverse componenti della comunità scolastica” (primo dei quattro obiettivi nazionali assegnati a tutti i dirigenti scolastici);
  5. Si devono riconoscere i pesanti carichi di lavoro dei dirigenti scolastici ripristinando la retribuzione media contrattuale, pesantemente ridotta a partire dal 2010, e superando le inique differenziazioni retributive  sia all’interno della categoria che nel rapporto con gli altri dirigenti dell’Area contrattuale dell’Istruzione e della Ricerca.

Alla Ministra Fedeli dimostreremo che il sistema di valutazione della dirigenza scolastica sta mostrando tutti i limiti e le criticità derivanti dalla pretesa di decidere su criteri e modalità di valutazione in modo unilaterale in violazione dell’articolo 20 del vigente CCNL dell’Aera V.

La valutazione della dirigenza scolastica delineata dalla Direttiva n.36 e dai successivi atti dell’amministrazione (le linee guida, la nota esplicativa n.1 sui piani regionali, la nota sulla valutazione dei distaccati, la scheda tecnica sugli incarichi dirigenziali, gli obiettivi regionali, la formazione dei nuclei e dei dirigenti scolastici…. ) contiene gravissimi difetti che la rendono iniqua, non trasparente, non oggettiva e inefficace a  migliorare e sviluppare la professionalità dei dirigenti scolastici.

All’assenza  di pertinenza, oggettività e trasparenza dei criteri  e degli indicatori di valutazione, si aggiungono ora  le fortissime  criticità che  la costituzione dei nuclei di valutazione sta evidenziando in tutte le Regioni,   per la mancanza di competenza, esperienza e terzietà dei nuclei di valutazione e per l’assenza di collegialità dell’intera procedura di  valutazione (basti vedere  a tale proposito le proteste suscitate in Campania e nel Lazio.

Alla Ministra chiederemo quindi di fermare e rivedere il processo messo in atto e di avviare, anche in coerenza con l'accordo fra Governo e Sindacati del 30 novembre 2016, un confronto vero con le Organizzazioni Sindacali finalizzato alla stipula di una Intesa sulla valutazione della dirigenza scolastica.

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