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CNR: il resoconto dell’incontro con il Presidente

Pubblichiamo il comunicato unitario diffuso al personale dell’ente sull’incontro con il Presidente a margine della seduta del CdA del 12 luglio scorso.

13/07/2018
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Comunicato al personale CNR
FLC CGIL, FIR CISL e FGU Dipartimento Ricerca

Il 12 luglio scorso, mentre era in corso la seduta del CdA CNR per deliberare, tra gli altri, il punto 7.1 “Emanazione Bandi di Selezione ex art. 20 C.2 del D.Lgs 75/17” numerosi precari, insieme a FLC CGIL, FIR CISL e FGU Dipartimento Ricerca, hanno dato vita ad un gremito presidio per sensibilizzare il CdA.  Abbiamo chiesto ed ottenuto di essere ascoltati dal Presidente che si è reso disponibile e, quindi, a fine seduta, ne va dato atto, con il CdA al completo e con il DG, ha illustrato la posizione dell’Ente in merito all’emanazione dei bandi ex art. 20 comma 2 del D.Lgs. 75/17.

Nel comunicato dell’11 luglio, scrivevamo “E’ necessario dare piena attuazione alla normativa sulle stabilizzazioni”.

Nello stesso comunicato chiedevamo, quindi, di accogliere le nostre proposte, sottolineando che: “Per il legislatore la differenza sostanziale tra gli aventi diritto al comma 1 e quelli del comma 2 è che i rapporti di lavoro che rientrano nel comma 2 non prevedono l’attivazione tramite procedure analoghe a quelle per le assunzioni a T.I. o a T.D.: per questo ha previsto che siano “regolarizzati” tramite concorsi riservati per dare a tutti la possibilità di rientrare in una graduatoria di idoneità.

Dare a tutti i precari con contratti flessibili in possesso dei requisiti previsti dal D. Lgs. 75/17 art. 20 C.2 l’opportunità di rientrare in una graduatoria di idoneità, non sembra essere l’obiettivo perseguito dall’Ente, adottando quindi la decisione che ci è stata illustrata. Le rassicuranti parole del Presidente, che ci ha chiamati all’unità per poter affrontare questo complesso processo, per dare finalmente dignità alle tante lavoratrici e lavoratori che da anni vivono in emergenza lavorativa, non sembrano confermate dalle scelte che si stanno effettuando.

Seppure alcune modifiche siano state accolte dal CdA, come ad esempio l’accesso alla procedura riservata anche a chi ha un’anzianità maturata presso diversi Enti e Istituzioni di ricerca, la struttura dei bandi rimane sostanzialmente la stessa.

La combinazione dei criteri, allo stato attuale, non solo può pregiudicare la stabilizzazione a tutti coloro che, avendo meno di 5 anni di anzianità complessiva, non vedranno giudicata la produzione scientifica e il CV da “ricercatori eccellenti” come avevamo scritto, ma rischia di espellere anche chi, precario storico di più di 7 anni, non riesca ad ottenere una valutazione del curriculum superiore a sufficiente. Evidenziamo inoltre, che un’evenienza del genere metterebbe in evidenza la significativa responsabilità di chi ha gestito il contratto del precario.  Responsabilità morale, professionale ed anche amministrativa.

Come scrivevamo ieri, la “sottile e molto soggettiva differenza che può esserci tra i diversi gradi della valutazione, ad esempio tra un Eccellente e un Ottimo o tra un Buono e un Discreto, rischia di compromettere anche la possibilità di accedere al colloquio a chi ha maturato fino a 7 anni di anzianità” e la valutazione affidata alla ampia discrezionalità della Commissione è un punto del processo selettivo che preoccupa sotto il profilo della maggiore inclusività. 

Come possiamo interpretare questa posizione, a seguito delle interlocuzioni anche informali durante le quali abbiamo messo in evidenza i pericoli di una selezione che corre il rischio di essere estremamente discrezionale?

Ci rammarica e ci sdegna il fatto che il CdA sostenga questa posizione dimostrando di non conoscere le peculiarità e le specificità della Rete Scientifica e soprattutto la “fragilità” dell’assegnista nel suo percorso professionale.

Ribadiamo, quindi, con rinnovata forza le proposte presentate nell’incontro del 5 luglio: Procedure concorsuali con un sistema di ripartizione dei punteggi e valutazione, che permetta potenzialmente a tutti di poter acquisire l’idoneità ai fini della predisposizione di graduatorie, che potranno essere scorse, in presenza di risorse economiche adeguate, per l’assunzione con contratto TI.

L’obiettivo dell’art. 20 del D. Lgs. 75/17 “Superamento del precariato nella PA” non può essere disatteso e deve essere l’unico traguardo a cui tendere, tutti insieme, lavoratori e lavoratrici, precari e non, Amministrazione e Organizzazioni Sindacali.

Il CNR utilizzi a pieno tutti gli strumenti normativi e le risorse a disposizione: è ora che il più grande Ente di ricerca italiano superi l’attuale situazione di emergenza del precariato mettendo in campo tutte le sue energie, nella consapevolezza che il processo intrapreso è lungo e difficoltoso, ma che la meta è raggiungibile!

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