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CNR: necessario dare piena attuazione alla normativa sulle stabilizzazioni

Emanazione dei bandi di cui all’art. 20, comma 2, del dlsg 75/17: fondamentale centrare l’obiettivo.

12/07/2018
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E’ necessario dare piena attuazione alla normativa sulle stabilizzazioni che, a seguito dei rilievi europei, si pone l’obiettivo di rimediare allo sfruttamento del lavoro precario nella Pubblica Amministrazione trasformando tutti i contratti temporanei superiori ai 3 anni in contratti a tempo indeterminato.

Per il legislatore la differenza sostanziale tra gli aventi diritto al comma 1 e quelli del comma 2 è che i rapporti di lavoro che rientrano nel comma 2 non prevedono l’attivazione tramite procedure analoghe a quelle per le assunzioni a tempo indeterminato o a tempo determinato, per questo ha previsto che siano “regolarizzati” tramite concorsi riservati per dare a tutti la possibilità di rientrare in una graduatoria di idoneità.

La nuova proposta dell’Amministrazione deve essere migliorata: infatti, in pratica, vengono esclusi dalla possibilità di rientrare nella stabilizzazione tutti coloro che, avendo meno di 5 anni di anzianità complessiva, non hanno una produzione scientifica e un CV da ricercatori eccellenti.

Inoltre, la sottile e molto soggettiva differenza che può esserci tra i diversi gradi della valutazione, ad esempio tra un Eccellente e un Ottimo o tra un Buono e un Discreto, rischia di compromettere anche la possibilità di accedere al colloquio a chi ha maturato fino a 7 anni di anzianità.

Ma anche chi ha superato i 7 anni di contratto non ha alcuna certezza di poter almeno partecipare al colloquio se la commissione giudicherà la produzione e il CV unicamente sufficienti.

E’ possibile che una Pubblica Amministrazione mantenga in servizio per oltre 3 anni personale con contratti flessibili e poi non lo ritenga idoneo? Si tratta pur sempre di personale che non ha avuto autonomia di lavoro e la cui attività annualmente è stata valutata idonea alla prosecuzione del proprio rapporto con l’Ente.

Ricordiamo che il Presidente ha più volte dichiarato, sia pubblicamente che al tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, di voler procedere alla stabilizzazione di tutti gli aventi diritto, possibilmente entro il termine di questo suo primo mandato, obiettivo che condividiamo e sosteniamo. A tal fine, sta lavorando per ottenere le risorse necessarie. Se veramente si vuole mantenere quest’impegno, non è possibile che si introducano meccanismi per ridurre arbitrariamente la platea degli aventi diritto. Un conto infatti è non poter procedere alla stabilizzazione di tutti per mancanza di adeguate risorse finanziarie, un altro operare un taglio a priori indipendentemente dal vincolo di bilancio!

Ribadiamo quindi le proposte presentate nell’incontro del 5 luglio e precisamente, in sintesi: prevedere procedure concorsuali con un sistema di ripartizione dei punteggi e valutazione, che permetta potenzialmente a tutti di poter acquisire l’idoneità ai fini della predisposizione delle graduatorie per l’assunzione con contratto a tempo indeterminato. Graduatorie che potranno essere scorse in presenza di risorse economiche adeguate.

La FLC CGIL, FIR CISL e FGU Dipartimento Ricerca confidano che il Presidente, accolga le richieste e riformuli i punteggi e i criteri per attuare l’art. 20 C.2 in modo da essere coerente con lo spirito della Legge.

L’obiettivo dell’art. 20 del dlgs 75/17 “Superamento del precariato nella PA” non può essere disatteso. Il CNR utilizzi a pieno gli strumenti normativi finalizzati a superare l’attuale situazione di emergenza che ha carattere straordinario. 

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