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Per evitare i disastri ambientali, ISPRA c'è. E vuole il suo Statuto

L’incidente della Costa Concordia ci getta in faccia una volta di più il tremendo rischio quotidiano che corrono il mare e le coste del Paese insieme alle sue migliori capacità di sviluppo.

25/01/2012
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Alla sciagurata perdita di vite umane della Concordia si è aggiunta la devastante minaccia dello sversamento delle 2.400 tonnellate di combustibile della nave e un possibile danno insanabile per l’Arcipelago toscano, che vive del suo pregio ecologico, e per tutte le economie della costa toscana che su questo pregio si basano. E’ stato dichiarato lo stato di emergenza per evitare la dispersione in mare del carburante stivato nei serbatoi e per rimuovere la nave.

In questo quadro l’ISPRA è impegnata con il Ministero dell’ambiente per affrontare insieme alle altre istituzioni le molte criticità della situazione e per predisporre gli strumenti per evitare altri disastri, sempre in agguato. 

Poco più a Nord sulla stessa costa, neanche un mese fa, una nave RO/RO ha perso in mare più di 200 fusti di sostanze tossiche che rischiano di spiaggiarsi o di venire prese nelle reti. Questi sono solo gli ultimi episodi della lunga storia dei rischi del trasporto marittimo in Italia che pensa più alla rapidità e alla competizione che ad altro.

L’Italia è ad alto rischio, fatta quasi più di costa che di mare, ed è al centro dei trasporti mondiali di petrolio e merci, in un commercio globalizzato che usa per il 90% il mare e tra i tragitti preferiti sempre di più il Mediterraneo. Quali rotte, quali navi, quali rischi per l’ambiente: per evitare che il costo dell’intenso sviluppo marittimo in corso uccida altre importanti economie del nostro Paese, dalla pesca al turismo, è necessario un sistema pubblico ambientale forte e autorevole, capace di contrapporre e proporre, anche fuori dall’emergenza.

E’ necessario sostenere una politica di prevenzione ambientale sul mare e sull’ambiente tutto, basata su dati e conoscenze interdisciplinari ed autorevoli. E’ necessario un sistema pubblico ambientale che funzioni e faccia funzionare le altre strutture, sia dal punto di vista burocratico che tecnico.

Anche per questo la FLC CGIL ha nuovamente sollecitato un incontro con il Ministro e la ripresa tempestiva del confronto coi vertici dell'ISPRA sulla bozza di Statuto sulla quale la FLC CGIL ha già avanzato le proprie proposte ed espresso la propria posizione.
_____________________

 

Roma, 24 gennaio 2012
 
Al Ministro dell'Ambiente Dr. Corrado Clini
e p.c.
Al Presidente dell'ISPRA Dr. Bernardo De Bernardinis
Al Direttore Generale dell'ISPRA Dr. Stefano Laporta
 
Oggetto: Statuto ISPRA
 
Come affermato nella lettera CGIL, CISL e UIL del 25 novembre u.s., la FLC CGIL ribadisce l'apprezzamento per la decisione del nuovo Governo di assicurare la presenza del Ministero dell'Ambiente e dunque per la Sua nomina a Ministro dell'Ambiente.
 
Siamo tutti consapevoli che l'ambiente ha un ruolo determinante per il futuro dell'Italia, per questo è indispensabile una buona e lungimirante gestione, in linea con quanto stanno facendo altri grandi paesi in Europa e nel mondo. E' indispensabile investire di più e meglio sull'ambiente, promuovendo la maggiore conoscenza e la progettualità in campo ambientale, attraverso il rafforzamento delle competenze e del lavoro degli addetti nelle strutture tecnico-scientifiche, come l'ISPRA.
 
Fin dall'istituzione di ISPRA, la FLC CGIL ha sostenuto l'esigenza di uno Statuto che valorizzasse il ruolo nazionale dell'Istituto come Ente nazionale di ricerca, capace di coniugare le funzioni di ricerca con quelle strumentali di controllo e supporto tecnico alle istituzioni ed in particolare al Ministero. Oggi, a tre anni di distanza dall'istituzione, stiamo ancora lontani dalla definizione dello Statuto, mentre permane incertezza su indirizzi e finanziamenti delle attività tecniche e scientifiche dell'Istituto.
 
La FLC CGIL ritiene indispensabile valorizzare e rafforzare rapidamente l'azione di ISPRA sui temi strategici per l'ambiente, per i quali l'Istituto rappresenta un punto di riferimento di competenza nazionale: basta citare la protezione in campo marino, le valutazioni ambientali connesse allo sviluppo energetico e alla questione nucleare, l'attività indispensabile sul rischio idrogeologico, per finire al tema dei rifiuti, sempre troppo vicino all'emergenza.
 
Convinti dell'importanza dei temi ambientali per l'intero paese e del ruolo chiave che le istituzioni pubbliche come ISPRA possono assolvere con efficacia e qualità, come evidenziato dai recenti tragici accadimenti della nave Concordia, riteniamo necessario in questa fase un confronto approfondito con il pieno coinvolgimento della comunità scientifica dell'Istituto e delle rappresentanze sociali.
Alla luce di quanto qui espresso e delle preoccupazioni già più volte rappresentate dalla FLC CGIL ai vertici dell'Istituto e del Ministero, nonché dei recenti tragici accadimenti, Le chiediamo quindi di calendarizzare a breve un incontro al fine di discutere nel merito delle future strategie del Ministero nei confronti di ISPRA.
 
In attesa di un cortese riscontro, Le inviamo i più cordiali saluti.
 
Il Segretario Generale FLC CGIL
Domenico Pantaleo

 

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