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CRA: continua lenta e inesorabile la "precarizzazione" del sistema di ricerca e di tutto il settore agro-alimentare

Operazioni raffazzonate di accorpamenti e soppressioni di Enti del Settore Ricerca non determinano alcun risparmio, ma solo "danni" in termini di innovazione e di ricerca scientifica per il Paese.

03/04/2014
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Nella giornata di ieri, 2 aprile 2014, le organizzazioni sindacali sono state rapidamente convocate dal Presidente per comunicazioni.
Alla convocazione, cui hanno risposto tutti i sindacati, per la parte pubblica era presente solo il Prof. Alonzo.

Nel dettaglio il Presidente Alonzo ci ha comunicato:

  • che il MIPAAF ha chiesto una ricognizione dei terreni di proprietà CRA non strettamente utilizzati a fini di ricerca da destinare ad iniziative imprenditoriali di giovani agricoltori
  • che si conferma quanto già noto rispetto ad una preciso input del Ministro, peraltro già evidenziato al collegato alla finanziaria, di procedere ad una razionalizzazione del sistema con l'obiettivo di conseguire in tempi brevi una generico, perché non definito nei dettagli, accorpamento su base macro regionale
  • che al prossimo CdA straordinario del 5 aprile questi punti saranno discussi.

Nel breve giro di interventi è stata commentata anche la proposta di alcuni Direttori sulle ipotesi di riorganizzazione.

Sulle questioni poste la delegazione FLC ha sottolineato i seguenti aspetti.

Nella totale e perdurante assenza di una concreta proposta politica di indirizzo del MIPAAF, che oggi scopre solo il patrimonio CRA senza ancora dare risposte su Statuto, Consiglio dei Dipartimenti e Linee Guida, le proposte di riordino, riorganizzazione, mutamento della mission e altro ancora giungono solo dai vertici CdA e dai Direttori, come anche da alcuni sindacati e/o altri attori, come le periodiche incursioni delle Commissioni di Camera e Senato, in una continua produzione di documenti spesso ormai banalmente ripetuti, dove si perde il senso del contesto, finendo fatalmente per attribuire ai destinatari sbagliati le responsabilità.

Infatti, pur apprezzando tutti gli sforzi propositivi c'è un elemento centrale che in pochi considerano, vale dire che la ricerca per dare un contributo concreto allo sviluppo  deve rispondere a degli obiettivi generali che solo il decisore politico può determinare.

Da anni questo manca e così gli unici veri elementi di indirizzo che hanno determinato nei fatti la conformazione del sistema sono stati quelli delle compatibilità economiche che da anni hanno consolidato il blocco del turn over soprattutto nell'area scientifica a vantaggio del dilagare delle funzioni dirigenziali amministrative la progressiva "precarizzazione" del sistema a tutti i livelli; scientifico, organizzativo e dei rapporti di lavoro.

Se non si parte da questo crediamo non si possa raggiungere alcun obiettivo, qualsiasi sia la nuova rete di ricerca che si intende costituire.

Pertanto, piuttosto che osteggiare ad esempio l'integrazione dell'INEA, processo che a quanto pare sia ineluttabile e in linea con altri modelli europei, vedi INRA francese dove l'attività scientifica e strettamente integrata con il Dipartimento di Economia agraria, qualsiasi proposta di riorganizzazione e razionalizzazione deve ispirarsi ad una progressiva convergenza organizzativa che guardi ai modelli nostrani, tradizionalmente consolidati, ma sicuramente più efficienti.

Tra questi il CNR è un esempio che, seppur non perfetto, è certamente migliore del CRA e INEA.

Un ente generalista diffuso su tutto il territorio nazionale con il 50% di personale scientifico in servizio e con appena 10 Dirigenti Amministrativi per oltre 8000 addetti.

I numeri del CRA li conosciamo abbastanza per affermare che questa sarebbe già una rivoluzione realizzabile nel medio periodo solo procedendo ad assunzioni di Ricercatori e Tecnologi e ridimensionando un'ipertrofica area dirigenziale-amministrativa.

Solo ponendosi questo come obiettivo da realizzare in 4-5 anni si può parlare di qualsiasi ipotesi di accorpamenti, fusioni e integrazioni, con una solida prospettiva.

Ma per questo, il livello responsabile è quello della autorità vigilante che deve essere  sollecitato in questa direzione.

Su questo punto la FLC ha evidenziato al Presidente e agli altri sindacati l'esigenza di assumere un'iniziativa politica forte e congiunta a tutti i livelli per conseguire in tempi brevi e certi un significativo consolidamento dell'Area Scientifica.

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