FLC CGIL
http://www.flcgil.it/@3925791
Home » Attualità » Tutela e sostegno della maternità e paternità

Tutela e sostegno della maternità e paternità

Una tardiva circolare dell’Inps attua i cambiamenti al Testo Unico sulla maternità introdotti dalla legge di Stabilità 2105 e dal Jobs Act. Una prima scheda di lettura della FLC CGIL.

21/08/2015
Decrease text size Increase text size
Vai agli allegati

Con la pubblicazione della circolare dell'INPS n. 152 del 18 agosto 2015 diventano attuative le novità introdotte sulla maternità con la legge di stabilità 2015 ed integrate, successivamente, con la riforma del mercato del lavoro il cosiddetto “Jobs Act” approvato dal governo Renzi con DLgs n. 80 del 15 giugno 2015.

La nostra prima scheda di commento

Con il varo di queste norme si introducono rilevanti modifiche al Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità (DLgs n. 151/2001) allo scopo di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori.

La maggior parte delle modifiche hanno carattere sperimentale per il solo anno 2015 (quasi a fine), dal momento che l’estensione agli anni successivi è subordinata al reperimento di risorse per trovare adeguata copertura finanziaria.

In particolare si prevede la possibilità di fruire del congedo parentale non solo con modalità mensile e giornaliera, ma anche su base oraria.

Questa modalità, molto complessa per le specifiche situazioni di ciascun comparto pubblico, vista l'assenza di una puntuale regolamentazione nei CCNL di ciascun comparto (anche a causa del blocco degli stessi che permane ormai da ben 7 anni), verrà attuata in modo "sperimentale" per tutto il 2015 secondo le indicazioni che fornisce la circolare dell'INPS. Al termine di questa prima fase di attuazione, ed alla luce anche dei diversi casi che si presenteranno, si farà il punto per la messa a regime della norma.

La nostra prima scheda di commento

Nei prossimi giorni pubblicheremo delle schede specifiche per la lettura di queste norme nei contratti di scuola, università, ricerca, Afam e settori privati.