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Svegliati Italia, è ora di essere civili

Il 23 gennaio non una ma tante piazze italiane si mobiliteranno per difendere il diritto all’uguaglianza. L’adesione e l’invito a partecipare della CGIL.

21/01/2016
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Dal 28 gennaio il disegno di legge sulle unioni civili sarà in Aula al Senato. L’Italia infatti, ad oggi, nonostante molte proposte siano state presentate negli anni, è uno dei pochi paesi europei a non riconoscere alcun legame giuridico tra le coppie che vivono insieme senza contrarre matrimonio e che, ancor peggio, non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono, cioè, delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di valide giustificazioni.

E’ per questo che il 23 gennaio non una, ma tantissime piazze si mobiliteranno in Italia e nel mondo sostenendo le associazioni Lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) per questa importante lotta verso l’uguaglianza. In continua crescita, di ora in ora, ad oggi sono ottantasette le piazze che hanno aderito all’appello.

Quello che chiedono al Governo e al Parlamento è di legiferare al più presto per garantire piena dignità e pari diritti alle coppie dello stesso sesso, cittadini di questo Paese, per fare in modo che non ci siano più discriminazioni. Che si possano mettere in condizione migliaia, milioni di cittadini di vivere la propria vita con gli stessi diritti che sono in molti ad avere, diritti che spesso si danno per scontato, ma che non sono affatto garantiti a moltissimi cittadini italiani. Che si possa, ad esempio, dare reciproca assistenza in caso di malattia, o avere la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente. Che si decida, finalmente, per il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà. In poche parole: uguaglianza di tutte e tutti.

Sono in molti a pensarla così, sempre più italiane ed italiani a volerlo. Anche la CGIL pensa che è ora di essere civili e ha aderito, parteciperà e invita tutti e tutte a prendere parte alle manifestazioni #svegliatitalia.

"L'adesione della CGIL - spiega il segretario confederale Vera Lamonica - ha il senso di sostenere le persone e la politica affinché si vada avanti senza cedere ai tanti diktat conservatori e senza accettare ulteriori umilianti mediazioni". "Governo e Parlamento - conclude Lamonica - guardino finalmente in faccia la realtà e approvino leggi per uno stato laico, contro la discriminazione, per la dignità e la parità di diritti e doveri di tutti i cittadini e di tutte le cittadine di questo Paese".